PRIMI PIATTI

Timballo di pasta con pomodori gratinati al pesto e Castelmagno

Non è da me: 1) lamentarmi 2) stare immobile ad osservare la vita che scorre 3) paragonarmi agli altri 4) non sorridere 5) non fare progetti. Una minore densità di aspirazioni senza dubbio permette una coincidenza maggiore con la propria vita e, in momenti di problemi su problemi e difficoltà, è facile cadere nel tranello ma … NO, grazie, non fa per me. Continuo serenamente ad aspirare a molto e con la tenacia che è cresciuta con me.

Tranquillizzo coloro che tengono a me che avrò la meglio sul famigerato osso da rosicchiare, tranquillizzo anche coloro che invece mi vorrebbero a terra (abbiamo tutti qualche buon anima che si anima con le nostre disavventure…): quando cado mi scuoto e mi rialzo con il sorriso, d’ altronde solo chi <striscia> non cade mai. Quindi tutti sereni, passa tutto, alla fine come disse il buon John Lennon andrà tutto bene, e se non va bene, significa che non è la fine…….

Inizierei con un buon piatto di pasta, di quelli che mettono d’ accordo tutti i palati, anche quelli più delicati dei piccini 😉

Timballo di pasta con pomodori gratinati al pesto e Castelmagno

(per 4 pp.)

pasta corta (tipo ditalini rigati) g 300

5 pomodori 

formaggio Castelmagno g 250

pesto alla genovese 4 cucchiai

pangrattato q.b.

origano q.b.

timo q.b.

olio extravergine di oliva

sale

pepe

Come prima cosa fate a dadini due pomodori (sceglietene della qualità che preferite) ed il Castelmagno, condite il tutto con olio, origano e timo.

Affettate i restati 3 pomodori a fettine sottili, a parte mescolate il pangrattato con il pesto alla genovese (meglio se fatto in casa), mettete il composto sui pomodori, quindi infornate a 200° ventilato per 10 minuti.

Cuocete i ditalini  in acqua salata, scolateli al dente. Quindi conditeli con i cubetti di pomodoro e formaggio.

Rivestite la leccarda del forno con l’ apposita carta e, all’ interno di cerchi di acciaio (di 8/10 cm di diametro) disponete una fetta di pomodoro gratinato, un po’ di ditalini e proseguite fino al bordo. Infornate a forno caldo ventilato a 200° per 5/7 minuti (la pasta non deve seccarsi troppo). Togliete dal forno e lasciate intiepidire leggermente per poter sfornare i vostri timballi.

Spolverate con una macinata di pepe fresco e aggiungete un filo di olio buono.

DOLCI

Crostata vegan di barbabietola con marmellata di amarene

Think pink always……il pensiero positivo salva sempre, anche nelle più tempestose avversità. Così come salva anche il sorriso da sfoderare senza ritegno! Fa bene a noi, ci regala bellezza, è sempre opportuno ed è il miglior biglietto da visita. Fa bene agli altri: a chi ci vuol bene fa sicuramente piacere vederci sereni e sorridenti a prescindere da tutto,  a chi ci vuol “meno bene” fa rosicare non poco ed è sicuramente l’ arma vincente per allontanare gli influssi negativi!

Sorridete “smodatamente” e l’ unica controindicazione a cui andrete incontro sarà l’ accentuarsi delle rughe di espressione ai lati della bocca (dev’ essere per questo motivo che io le ho belle evidenti da quando ero ragazzina! :-D), per il resto otterrete solo vantaggi, garantito!!!

E se provassimo ad immaginare anche una crostata che porti il rosa in tavola? Una frolla naturalmente rosa, buona, light, positiva….che abbinata ad una buona marmellata (in questo caso di amarene) è un connubio di dolcezza delicata, per una colazione davvero top!

E mette d’ accordo tutti, piacerà pure ai vegani 😉

Frolla vegan di barbabietola con marmellata di amarene

farina tipo 1 g 220

fecola di patate g. 100

barbabietola cotta g 200

zucchero di canna g 150

olio di girasole ml 40

cremor tartaro 1/2 cucchiaino 

scorza di limone bio

marmellata di amarene

 

Preparate la frolla. Frullate nel mixer le barbabietole cotte con olio e zucchero, finché non diventa una purea. Mettete il composto in una ciotola e aggiungete la scorza di limone, quindi aggiungete la farina, la fecola ed il cremor tartaro setacciati.  Se l’ impasto risultasse farinoso aggiungete poca acqua calda. 

Formate una palla, avvolgetela nella pellicola alimentare e mettete a riposare in frigorifero mezz’ora. Trascorso questo tempo lavoratela con l’ ausilio di un mattarello, tagliate un cerchio di 28 cm di diametro per la base e lasciate il resto dell’ impasto per la copertura.

Riempite con marmellata di amarene (o comunque scegliete una marmellata dolce ma acidula). Decoratela come preferite, io ho usato dei tagliabiscotti a forma di farfalla (e post cottura ho decorato con glassa reale che avevo pronta per un’ altra preparazione!).

Cuocete in forno caldo e ventilato a 170° per circa 25 minuti.

 

PRIMI PIATTI

Ragù di carne, il “sugo di casa mia”

Ci sono ricette che ti riportano a casa, ti catapultano nelle domeniche in famiglia della tua infanzia,  quando a pranzo c’ era rigorosamente la pasta/ i tortelli/ le lasagne con il ragù e come secondo l’ arrosto con le patate o piselli ed infine il dolce… mentre la sera il menù era: pastina in brodo, lesso (che odiavo) ed i Puffi in TV.

La mia infanzia era scandita da questa rigorosa tradizione culinaria domenicale… i profumi erano quelli. Il sugo di carne  (da noi si usa chiamar così il ragù) aveva un sapore diverso a seconda se veniva preparato da mia nonna o mia mamma, entrambi erano buoni ma quello di nonna emanava un profumo strepitoso, che ancora oggi il vicinato rammenta ;-).  Mia mamma mi ha sempre raccontato che nel paesino di montagna dove lei è nata (Fossato) quando nonna preparava il sugo la gente diceva “senti che profumino che vien da casa della Giuliana (che poi mia nonna si chiama(va) Giulia, tutti però le allungavano il nome!),  così erano sempre tutti pronti a mettersi a tavola! E dire che mia nonna non aveva un ricettario ampio, non aveva chissà quale estro in cucina, ma cucinava divinamente perché amava follemente il cibo e questo trapelava in ogni sua preparazione. 

Il momento del sugo è sempre stato un po’ un rito, ricordo quando appena pronto mi precipitavo a mangiarne un po’ direttamente su una fetta di pane fresco! Mi piaceva molto più gustarlo così che non con la pasta… questa  abitudine è stata tramandata anche ai miei figli che fanno “la guardia” al tegame del sugo finché non è pronto e litigano per chi lo assaggerà per primo!

A differenza di mia nonna, mia mamma  ha sempre cucinato per necessità, ha sempre cucinato piuttosto bene tuttavia e sempre con un occhio ad alleggerire la cucina, dosando olio e sale. Con l’ arrivo dei nipoti si è pure migliorata ed ha acquisito più verve e fantasia ai fornelli. Questa ricetta che condivido è la versione alleggerita da mia mamma, quella senza soffritto.

L’ unico appunto che faccio sempre a mia mamma è quello di cuocere poco la pasta, adoro la pasta molto al dente, devo dire che lei non è che la faccia scuocere ma comunque allunga un po’ la cottura (ecco, questa pasta in foto è stata cotta da lei e per la sottoscritta è un tantino avanti 😉 ma la perdono perché la sua “pastasciutta col sugo”  è davvero buona 😀 !)… 

Chiaramente il ragù è  gluten free, basta usarlo con della pasta senza glutine o riso ed è una pietanza che accontenta proprio tutti!

“Sugo di carne”  (ricetta di famiglia)

carne macinata di vitello g 300

carne macinata di maiale g 100

passata di pomodoro g 600

1 cipolla rossa

2 carote

1 costa di sedano (con le foglie)

1 cucchiaio colmo di funghi secchi

1 ramettino di rosmarino

1 mazzettino di prezzemolo

qualche foglia di basilico

2 foglie di salvia

1 punta di peperoncino

1 bicchiere di vino rosso

olio extravergine q.b.

acqua q.b.

sale q.b.

Iniziate preparando il “battutino”: con la mezzaluna sminuzzate cipolla, carota, sedano, prezzemolo, rosmarino, salvia, basilico ed il peperoncino. Fate un battutino non troppo fine.

Mettete a mollo i funghi secchi in un bicchiere una decina di minuti, quindi filtrate l’ acqua tenendola da parte e sminuzzateli.

In un tegame di alluminio (o quello di coccio da ragù!) mettete,  su un fuoco non troppo grande,  il battutino con un cucchiaio di acqua e poco sale e pepe, girandolo qualche minuto con il cucchiaio di legno.

Aggiungete la carne macinata, fatela rosolare bene qualche minuto girandola ed aggiungete il vino rosso alzando la fiamma e facendolo sfumare.

A questo punto aggiungete la passata di pomodoro più un paio di bicchieri di acqua calda (ma questa va aggiunta un po’ ad occhio), i funghi secchi e la loro acqua filtrata. Fate cuocere piano piano con coperchio alzato con il mestolo per circa due ore. Aggiungete poca acqua calda se necessario. Alla fine aggiustate un po’ sale e pepe.

A cottura terminata irrorate con del buon olio extravergine di oliva. Non vi resta che cuocere il formato di pasta che più amate e condirlo con il sugo appena pronto!

 

DOLCI

Flauti al cioccolato

Ci siamo, di nuovo in <zona scuola>, ancora pochissimi giorni e ricominceranno le mattine con gli occhi abbottonati, le corse, lo studio e  via con la nuova sfida che c’è un nuovo percorso da affrontare ! Ai miei ragazzi raccomando sempre la stessa cosa, ovvero di tenere in tasca una bella dose di determinazione e buona volontà! E’ un’ arma assolutamente essenziale. “Nulla al mondo può prendere il posto della perseveranza. Non il talento, nulla è più comune di uomini di talento falliti. Non il genio; il genio incompreso è ormai un luogo comune. Non l’istruzione; il mondo è pieno di derelitti istruiti. Solo la perseveranza e la determinazione sono onnipotenti” (Calvin Coolidge)

Fondamentale è anche una colazione nutriente e sana, odio le merendine ed i biscotti confezionati così cerco  sempre di sfornare piccole bontà per un inizio dolce di giornata; questa ricetta l’ avevo adocchiata tempo fa dalla brava blogger Martina e, come al solito, ci ho messo un po’ del mio!…non sto nemmeno a scriverlo che sono infinitamente più buoni di quelli confezionati! ;-)…perfetti per questo nuovo inizio di anno scolastico!!!

Flauti con il cioccolato

(per 12 flauti)

  • 250 g di farina forte (io ho usato quella per panettone)
  • 200 g di farina tipo 1
  • 250 ml di latte
  • 5g di lievito di birra fresco
  • 80 g + 120 g di zucchero di canna
  • 40 g di burro
  • 10 g di olio di girasole
  • 1 cucchiaino miele
  • 1 uovo
  • 3 cucchiai di yogurt greco 
  • 1 pizzico di sale
  • buccia di limone o arancia
  • scacchi di cioccolato fondente (io 60%)

Setacciate le due farine e mettetele nella ciotola dell’impastatrice formando una fontana. Sciogliete il lievito e il miele nel latte e versate il composto al centro della fontana; mescolate con una forchetta e aggiungete due cucchiai di farina presa dal totale  in modo da formare una pastella.

Lasciate riposare così per 30 minuti e poi aggiungete, lo zucchero, lo yogurt e l’uovo sbattuto (tenete da parte il piatto sporco di uovo, poi aggiungerete un cucchiaio di latte e vi servirà per spennellare). Impastate a bassa velocità fino a formare un impasto omogeneo e liscio,  alla fine aggiungete il pizzico di sale, il burro morbido e la buccia di limone o d’arancia. Impastate ancora a velocità, aggiungete a filo l’ olio e proseguite affinché risulti ben incordato e semilucido, ribaltando l’ impasto di tanto in tanto.

Trasferite l’impasto in una ciotola precedentemente oliata. Coprite con la velina,  attendete che raddoppi il suo volume. Quindi  prelevatelo, adagiatelo su una spianatoia ben infarinata e stendete in un rettangolo (35 x20 cm)  e tagliate 12 piccoli rettangoli, che andranno coperti  di volta in volta con uno strofinaccio in modo che non si secchino mentre li preparate. Prendete uno a uno i rettangoli ottenuti, con una rotella incidete un lato corto del rettangolo in tante linguette. A questo punto sistemate il pezzo di cioccolata (v. foto sotto) sul lato opposto ai tagli; poi arrotolate il flauto sui se stesso fino all’estemità inferiore dei tagli. Ora prendete le striscioline e sistematele una a una distanziate sul flauto.

Riponete ogni flauto su una leccarda coperta di carta forno distanziandoli di 2 cm circa (io ho usato un foglio di silicone).
Fate lievitare i flauti fino al raddoppio coprendoli con una pellicola, quindi spennellateli con l’uovo ed il latte e cuoceteli in forno caldo e ventilato a 170° per venti minuti, finché risulteranno dorati.

Sfornate e fateli raffreddare. Si conservano in una busta alimentare o in una scatola di latta per un paio di giorni mantengono la fragranza, altrimenti potete congelarli prima dell’ ultima lievitazione, quindi scongelati, riportati a lievitazione e quindi cotti, oppure una volta cotti e raffreddati quando scongelati andranno scaldati leggermente e tornano perfetti!

DOLCI

Tortino polenta e fichi

Settembre è un po’ l’ alba dell’ anno. E’ il vero inizio, quello in cui si riparte… carico di buoni propositi, di aspettative, una nuova partenza! 

L’alba è già qua

per quanto sia normale vederla ritornare

mi illumina di novità

mi dà una possibilità

La scarpetta di cristallo

che hai perduto una notte nella corsa

puoi attendere qualcuno che ti cerchi

o proseguire scalza

nella luna che si accende di riflesso

c’è una parte che rimane sempre scura

c’è chi dice che è la parte dove è adesso

e per sempre si rivela la natura

(Jovanotti)

Ancora una ricetta con i fichi freschi, mi piacciono molto, in particolar modo quelli piccoli, dolci e “verdini” ! Questo dolce è spaziale, fidatevi! Un connubio perfetto di sapori e consistenze…

Tortino polenta e fichi

(per 6 pp.)

farina di mais g 70

farina tipo 1 g 70

fecola di patate 1 cucchiaio abbondante

zucchero di canna g 110

uova 2

yogurt greco g 100

olio di mais 1 cucchiaio

limone bio scorza grattugiata

bicarbonato 1 cucchiaino colmo

2/3 fichi freschi

per decorare:

marmellata di pere 2 cucchiai

rum 1 cucchiaino

zenzero in polvere una punta

5/6 fichi freschi piccoli

due spicchi di mela disidratata

Partite mescolando bene con la frusta le uova con lo zucchero e la scorza di limone grattugiata. In una ciotola a  parte mescolate le due farine, la fecola ed  il bicarbonato.

Aggiungete alle uova e zucchero lo yogurt, l’ olio ed i fichi fatti a pezzettini (io ne ho messi tre di quelli piccoli verdi). A questo punto inglobate pian piano il composto di farina, mescolando bene affinché appaia senza grumi.

Imburrate ed infarinate uno stampo piccolo (io ho usato quello da budino) e versatevi il composto. Cuocete in forno caldo e ventilato a 170° per circa 30 minuti.

Preparate la decorazione. In un tazza sul fuoco scaldate la marmellata con il rum (se la marmellata appare particolarmente densa aggiungete anche un cucchiaio di acqua) e lo zenzero.

Una volta intiepidito e sfornato il dolce decoratelo spalmando sopra la marmellata, mettendo i fichi freschi (lavati, asciugati e tagliati in due) e una dadolata di pezzettini di mela disidratata.

DOLCI

Pan brioche veloce

Mi piacerebbe avere la capacità di saper sempre cadere nel modo giusto, per limitare i danni e per poter rialzarmi senza farmi troppo male, perché le ferite, anche le più profonde, si richiudono.  Restano però le cicatrici e quelle mica le puoi dimenticare, quelle ti fanno sempre ricordare quanto sei stata male ogni volta che le guardi… per questo è così importante saper cadere! Che tanto cadiamo tutti, chi più chi meno….!

“Harry, se dovessi salvare solo una delle tue lezioni, quali sceglieresti? 

“Rigiro a te la domanda.”

“Io salverei l’importanza di saper cadere”

“Mi trovi pienamente d’accordo. La vita è una lunga caduta, Marcus. La cosa più importante è saper cadere.”  

(tratto da La verità sul caso Harry Quebert)

Una soluzione sarebbe avere a portata di mano sempre qualcosa di soffice per attutire il colpo… se poi è pure dolce siamo a dama! No??? Questa ricetta è un pan brioche con lievito di birra che ho preso dalla brava Paoletta Sersante (a lei devo anche un grazie particolare, seguivo sempre il suo blog ed è anche merito suo se adesso ho il mio 😉 ), lei l’ ha chiamata  brioche 4 e 4 otto, io ho ridotto un po’ il lievito e fatto qualche piccola variazione, comunque si è rivelato un pan brioche soffice, buonissimo e perfetto per la prima colazione! E, se conservato in un sacchetto per alimenti, si conserva bene 4/5 giorni! (sempre se non lo divorate prima 😉 )

Pan brioche veloce 4 e 4 otto !

350 g  di farina forte (io ho usato quella per panettoni)

200 g di farina tipo 1

90 g di uova

200 g di latte (+ 1 cucchiaio per la spennellatura)

80 g di burro (io ho optato per uno danese di ottima qualità)

90 g. zucchero di canna

15 g. di lievito di birra fresco

8 g. sale fino

semini di mezza bacca di vaniglia 

 

In un pentolino scaldate il latte con 50 g di burro e la vaniglia, quindi preparate tutti gli altri ingredienti pesati. Mescolate assieme le due farine.

Sbattete le uova (2 grandi), prelevatene circa 100g e mettete le restanti in una tazzina in frigo che serviranno per  per la spennellatura.

Nella ciotola dell’ impastatrice mettete il latte intiepidito, aggiungete tutto lo zucchero e le uova, quindi date una mescolata a mano. Inserite il lievito sbriciolato, montate il gancio ed far partire a bassa velocità un paio di minuti. A questo punto aggiungere tutta la farina ed impastate finché inizierà a prender forma l’ impasto, quindi alla fine aggiungete il sale ed il burro a fiocchi.

Continuate fino ad incordare, l’ impasto dovrà apparire omogeneo e lucido. Toglietelo dalla planetaria e ribaltatelo un paio di volte sul piano di lavoro, quindi dategli la forma rotonda e lasciatelo riposare coperto da velina 20/30 minuti.

Trascorso questo tempo fate le pieghe di forza, riformate la palla e lasciatelo riposare nuovamente 20/30 minuti. Quindi di nuovo le pieghe e riposo.

A questo punto procedete alla formatura, dividetelo in porzioni uguali, formate delle sfere ben tese e mettetelo in uno stampo da plumcake, una sfera attaccata all’ altra, quindi spennellatelo con l’ uovo tenuto da parte più un cucchiaio di latte. Lasciate riposare coperto da velina 1 ore 1/2 / 2 ore, finché non risulterà raddoppiato.

Cuocetelo a forno caldo e ventilato a 160 ° per circa 30/35 minuti.

(n.b. se volete potete impastare a mano, io l’ ho fatto ed è venuta ugualmente buona, dovete però essere un po’ abili con gli impasti, lavorandola energicamente come fosse in planetaria!)

 

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Cheesecake salata con fichi

Tempo di fichi! Qua in Toscana il frutto del fico si usa come termine di paragone per il suo essere particolarmente dolce,  si dice “quanto sei ficoso/a!” (a Pistoia diventa FIHOSO :-D) per sottolineare quando una persona sia eccessivamente schizzinosa, lagnosa e ipocondriaca! Ovvero sono coloro che si scuotono per una goccia di acqua o sentono dolore per una carezza contropelo, spesso ahimè sono proprio alcune donne che lo sono oltremodo. Ecco, di questo sento davvero di poter ben vantarmi. Non sono MAI stata <ficosa>, in nessuno dei sensi sopra citati  e, devo ammettere,  che tendo a tollerare pochissimo chi invece lo è, in questo sono esattamente come mia nonna che diceva sempre “i fichi mi garbano quelli dell’ albero non quelli che fa la gentuccia!”, così sono stata cresciuta senza troppi frenzoli e poche lagne, che tanto non servono a niente! Per fortuna dico io, che quando capitano periodi particolarmente turbolenti, si sente meno la pioggia che ci batte costante addosso! ;-D

Beh, i fichi intesi come frutto mi piacciono molto, in particolar modo quelli “verdini” che sono saporiti e belli dolci, poi si sa che ho un debole per il verde 😉 !

Questa ricetta è una delicatissima cheesecake salata che non necessita di cottura, è perfetta per un aperitivo (anzi, a volte ho fatto monoporzioni e sono davvero carine!) o per un invito a cena, inoltre se nella base usate crackers gluten free è perfetta anche per gli amici celiaci! 😉

Cheesecake salata con fichi

(per uno stampo/cerchio da 18 cm di diametro)

tortillas di mais g 100

grissini g 100

burro g 80

1 mozzarella fior di latte

panna fresca ml 250

latte ml 50

grana padano grattugiato 2 cucchiai

noce moscata q.b.

agar agar 1 cucchiaino scarso

sale q.b.

4/5 fichi neri

marmellata di fichi 2 cucchiai

zenzero in polvere q.b.

semi di papavero

Iniziate preparando la base, sbriciolate le tortillas ed i grissini. A parte far fondere dolcemente il burro, unitelo al composto sbriciolato. Mettete la base in un vassoio tondo senza bordo, coperto da carta forno, dentro un anello di acciaio di 18 com di diametro, pressate bene per uniformare. Tagliate la mozzarella a fettine sottili, strizzatela un po’ per far fuoriuscire il latte e disponete le fette sopra la base, quindi mettete in frigo a riposare.

In un pentolino fondo mettete la panna, il latte,  la noce moscata, il grana padano, l’ agar agar e poco sale. Portate a bollore mescolando con una frusta, fate bollire dolcemente un paio di minuti, spegnete e fate intiepidire.

Togliete la base dal frigo, mettete sopra il composto di panna e latte. Lasciate riposare in frigorifero almeno un paio di ore. 

In un pentolino fate sciogliere la marmellata di fichi con poco zenzero in polvere e un cucchiaino di acqua. Togliete la cheesecake dal frigo, togliete il cerchio di acciaio e guarnitela con fichi a fette, la marmellata fatta colare sopra e un po’ di semi di papavero dai lati.

DOLCI

Torta rovesciata con mele al caramello

Ed ecco che con l’ approssimarsi del mese settembre torna prepotente in me l’ ansia da <nuovi progetti> da realizzare! Tutto questo nonostante il mio fisico mi stia dando segni evidenti di disappunto e  mi stia bisbigliando all’ orecchio “ehi non esagerare con le cose da mettere in ponte, non voler fare diecimila cose e tutte fatte bene, altrimenti ti mollo!”….. mannaggia, come si fa quando l’ entusiasmo e la volontà superano l’ energia??? Proprio un bel problema! Intanto direi di cercare di <partire bene>, che è sempre la cosa fondamentale! 🙂 Ci riuscirò?…

Dico sempre che per affrontare ogni cosa occorre nutrirsi bene e godere del buon cibo, per partire con il piede giusto è necessaria un’ ottima colazione! I dolci preferiti dai miei uomini sono tutti quelli “cioccococcolosi” :-D, io invece preferisco di gran lunga una soffice fetta di torta di mele! Ne provo sempre di nuove, mi piacciono tantissimo. Questa ricetta me la sono <costruita> con varie prove,  è ottima! E’ una torta di mele spaziale, entra a gamba tesa fra le mie preferite in assoluto!

Torta rovesciata con mele al caramello

(per una teglia da 24 cm di diametro)

per il caramello:

zucchero di canna g 130

latte ml 80

burro g 30

fior di sale

 

per la torta:

2 mele grandi

farina tipo 1 g. 360

zucchero di canna g. 180

uova 1 (grande)

latte ml 150

olio di mais g 80

rum 1 cucchiaino

bicarbonato 1 cucchiaino colmo

cannella in polvere 1/2 cucchiaino

acqua tiepida (eventuale)

Iniziate preparando il caramello. In un pentolino dal fondo spesso mettete lo zucchero a fiamma bassa, senza mescolare, finché non sarà completamente sciolto.  A parte scaldate il latte con il burro ed un pizzico di fior di sale. Appena lo zucchero sarà liquido ed ambrato togliete dal fuoco ed aggiungete il latte facendo attenzione agli schizzi. Mescolate bene e tenete da parte.

In una ciotola mettete la farina, lo zucchero ed il bicarbonato, quindi aggiungete tutti gli altri ingredienti  ed amalgamate molto bene.

Accendete il forno a 170°. Rivestite uno stampo di carta da forno, spalmate sulla carta il caramello. Sbucciate le mele e tagliatele a fette non troppo spesse e disponetele sul caramello e spolverate con la cannella. Quindi cospargete con l’ impasto e livellate bene.

Infornate a forno caldo e ventilato per 25/30 minuti circa, fate comunque la prova stecchino. Lasciate intiepidire e sformate capovolgendo lo stampo.

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Plumcake salato senza latticini

Sicuramente una delle cose che ho fatto di più questa estate è stato leggere 🙂, ho letto 7 libri e tutti mi sono piaciuti molto, tutti sono stati validi spunti di riflessione. Uno in particolare mi ha fatto porre l’ attenzione su quanto dovremmo valorizzare il nostro tempo. Noi esseri umani siamo abilissimi a creare momenti fantastici nelle peggiori situazioni, in mezzo alle difficoltà. Quando, invece, va tutto regolare, lasciamo passare i giorni senza alcuna attenzione, sognando ogni lunedì che arrivi presto il venerdì, ogni settembre che arrivi Natale ed ogni Natale che arrivi l’ estate e le vacanze… così, come se il tempo davvero non avesse alcun valore, come se tutto quello che viviamo e facciamo fosse soltanto un tramite per raggiungere la prossima meta, sempre diversa ed infine sempre la stessa, la prevista  gioia successiva. Invece dovremmo essere più “consapevoli” del momento esatto che stiamo vivendo! Aggiungeremmo tanta qualità alla nostra vita…non credete?

Beh, dopo questa riflessione oggi vi lascio una ricetta di un plumcake salato che mi piace tantissimo, umido, saporito senza essere pesante e perfetto per una gita! Un valido modo per far mangiare le verdure anche ai bambini! P.s. per gli intolleranti al lattosio: è pure senza latticini!!!

Plumcake salato senza latticini

(per uno stampo da plumcake 20×10)

farina tipo 1 g 150

1 uovo grande

acqua tiepida ml 40 (+ altra eventuale)

olio extravergine di oliva ml 60

4 pomodori secchi

1 salsiccia  

2 zucchine piccole

spezie: timo, lemongrass, origano, finocchio selvatico

1 pizzico di curcuma

sale g 3

1 cucchiaino di bicarbonato

Come prima cosa sminuzzate i pomodori secchi, le zucchine e la salsiccia (una fresca non troppo grande!).

In una ciotola mettete la farina, aggiungete l’ acqua tiepida, l’ olio (sceglietene uno leggero), il sale e mescolate bene; aggiungete l’ uovo leggermente sbattuto e le spezie (la quantità e varietà delle spezie dipende molto dal vostro gusto personale), continuate ad amalgamare tutto.

Infine aggiungete i pomodori secchi, le zucchine, la salsiccia ed il bicarbonato (se necessario poca acqua tiepida). Mescolate bene, dovrà essere un composto omogeneo e non troppo liquido. 

Mettete in uno stampo da plumcake rivestito di cartaforno ed infornate a 170° ventilato per circa 30 minuti. Sformate una volta intiepidito.

TRAVEL

Croazia e Slovenia my trip in 5 days!

Le nostre vacanze quest’ anno sono state molto last minute…in realtà sono piuttosto abituata a fissare le ferie senza un largo preavviso e mi piace davvero fare tutto da sola, trasporto, alloggio ed itinerario. Ho la fortuna di avere una famiglia di “macinatori di km” e che è pure carica di una bella dose di curiosità, questo ci porta a scoprire ogni angolo dei luoghi visitati, ad assaggiare le pietanze più tipiche ed a sentir poco la stanchezza. Devo ammettere che mi sbizzarrisco in veri e propri tours de force, ma di quelli gradevoli! Quelli che ricaricano di energia vitale!

Quest’ anno abbiamo optato per un tour in Istria, cinque giorni belli pieni di cose da vedere! Abbiamo preso come base un appartamento a Pola, proprio sul mare a  Verudela;  adoro svegliarmi con il rumore del mare e far colazione ammirando le onde che spumeggiano sugli scogli, quella è già la mia vera vacanza!

Ora, la domanda: ma non sarà troppo un tour di cinque giorni itinerante fra Slovenia e Croazia? Direi assolutamente di no, anzi, vi assicuro che è ben fattibile! Poi chiaramente molto dipende dal concetto di vacanza che ognuno ha, noi siamo molto “zingari” in viaggio e ci piace vedere più cose possibili (se c’ è da svegliarsi presto o andare a letto tardi, beh, rientra tutto nella vacanza!) ;-D 

Quindi, cosa vedere? Noi abbiamo iniziato  visitando Portorose (Portoroz) in Slovenia, ci siamo fermati tanto per spezzare il viaggio, è un luogo turistico, fatto di casinò e hotel di lusso, davvero molto curato e con stabilimenti balneari carini, ma lo abbiamo trovato un po’ troppo “sintetico” per i nostri gusti,  tanto che dopo una breve visita ci siamo diretti a Parenzo (Porec) in Croazia, una cittadina davvero molto carina! Abbiamo girovagato accaldati fra le sue viuzze lastricate risalenti all’ epoca romana, piene di negozi e ristoranti e vi consiglio vivamente alla bella visita della Basilica Eufrasiana, uno degli edifici paleocristiani meglio conservati, nonché uno dei più importanti monumenti storici del mondo, infatti nel 1997 inoltre è stata inserita nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. 

(uno stabilimento balneare a Portorose)(Basilica Eufrasiana a Parenzo)

(un angolo di Parenzo)

Un’ altra città assolutamente da scoprire è  Pola, importante località turistica croata e capitale dell’ Istria. Bella e suggestiva la sua Arena, un anfiteatro ben conservato che, come il Colosseo, veniva utilizzato prevalentemente per combattimenti di gladiatori, fu costruito sotto l’ imperatore Augusto,  adesso è un ambito palco di teatro e di concerti musicali  e dal quale si può ammirare il mare ed il suo porto. Poco distante si può visitare anche l’ Arco dei Sergi e la Fortezza veneziana.

Se amate il mare sappiate che nella località di  Medulin ci sono spiagge con acqua limpida ed invitante (come tutta la Croazia del resto 🙂 )! Uno dei luoghi in cui ho lasciato il cuore è sicuramente il parco naturale del Kamenjak, nei pressi di Premantura, un’ area protetta dal 1996 che si estende per oltre 5 km e conserva tutto il fascino selvaggio con spiagge e scenari davvero stupendi.  Inoltre nella punta meridionale del parco sorge un locale carinissimo: il Safari Bar ! Un locale etnico, stile safari, molto suggestivo che è direttamente sul mare, buon cibo (ottime le sardine alla griglia!!!) ad un buon rapporto qualità/prezzo, perfetto anche per le famiglie con bambini poiché  offre molte attrazioni.
(scorcio nel parco Kamenjak)

Devo ammettere che il mare croato è notevole, ha dei colori vivi e limpidi e viene davvero voglia di tuffarsi, ma questa zona offre anche molto altro da visitare, belle città e bei borghi da scoprire, bellissimi scenari da fotografare…uscite all’ acqua e non ve ne pentirete!

(spiaggia Verudela)

Rovigno (Rovinj) che dista 40 minuti di auto da Pola, è una graziosa città penisola che fu appartenente alla Serenissima Repubblica di Venezia e ne conserva molto bene i tratti, l’ ho trovata una città vivibile, colorata e ordinata, ha delle bellissime vie ed è piena di botteghe d’ arte, mi è molto piaciuta!
(porticciolo di Rovigno)

(botteghe d’ arte a Rovigno)

Distante 5 km dal centro storico, in prima periferia, c’ è anche il sito archeologico Monkodonja , un insediamento risalente all’ età del bronzo ubicato su un’ altura con una bella visita sulla baia, purtroppo è davvero tenuto molto male e poco valorizzato, per questo motivo la sua visita non ci ha entusiasmato anche se  l’ ubicazione è indubbiamente bella. 

Sempre nei pressi di Rovigno c’è un piccolo borgo nascosto dal turismo di massa: Bale! L’antico borgo è dominato dall’immenso campanile della chiesa barocca di S. Giuliano ed ho molto apprezzato passeggiare fra i suoi vicoli che sembrano essersi fermati nel tempo, tutto sembra avvolto in una quiete irreale ed inoltre vi si trovano anche ristoranti e locali dove gustare buon cibo!
(una viuzza di Bale)

Insomma, devo proprio ammettere che questa parte di Croazia mi è piaciuta enormemente, i miei occhi si sono riempiti di bellezza reale, non supponente, di aria ancora incontaminata. Le coste frastagliate, gli scogli selvaggi, le città baciate dal mare, i piccoli borghi, la vegetazione tipica mediterranea…..tutto mi rimarrà nel cuore.

E, comunque, mica ci siamo fermati al territorio croato, abbiamo visitato anche la Slovenia! Non solo Portorose, ma l’ abbiamo attraversata, ammirato il suo bel verde e le sue strade comode, e siamo arrivati a Postumia (Postojna) per entrare ad ammirare le imperdibili e strabilianti sue grotte (ben 25 km di grotte, solo 5 km visitabili con guida!) che tolgono il fiato sia a grandi che piccini ed anche il bellissimo castello scavato nella roccia di Prendjama! (lo abbiamo visitato solo esternamente, l’ entrata all’ interno non ci era stata sponsorizzata da nessuno perché piuttosto scarno 😉 ). 

(le grotte di Postumia)

(castello di Prendjama)

Ebbene sì, tutto questo in 5 giorni pieni in cui oltretutto abbiamo fatto prevalentemente mare ;-)….. che ne dite, non sono luoghi incantevoli da esplorare? 

Le persone non fanno viaggi, sono i viaggi che fanno le persone ! <3

Piccole info pratiche:

  • Se attraversate la Slovenia in auto occorre acquistare la vignette prima di varcare il confine, € 15 settimanali
  • in Slovenia la moneta è l’ euro, troverete molte persone che parlano anche l’ italiano, io comunque non ho trovato difficoltà parlando inglese poiché nelle zone turistiche lo parlano molto bene
  • le grotte di Postumia meritano, ma il biglietto costa abbastanza, vale comunque la visita!
  • consigli culinari: le antiche trattorie (gostilna) offrono una cucina tipica, ottima la zuppa con funghi
  • Croazia: la moneta è la kuna, cambiate i soldi in loco, possibilmente in banche locali che non applicano commissioni
  • spiagge in Croazia: sono perlopiù scogliose e con ciottoli, spesso il mare è subito fondo. Consigliate le scarpette da scoglio (per me sono assolutamente necessarie!), l’ acqua è freddina ma stupenda!
  • consigli culinari: ottimo il prosciutto istriano, il tartufo e  buono il piatto tipico: i ćevapčići, un piatto a base di carne trita, variamente speziata, tipico della cucina dei paesi della penisola balcanica.
  • i prezzi ahimè sono piuttosto in linea con i nostri, mangiare fuori costa ancora meno ma i prezzi bassi sbandierati qualche anno addietro sono ormai un ricordo!

Se potete partite e godetevi questo angolo di mondo! 😉

 

PRIMI PIATTI

Spaghetti alla chitarra allo scoglio

Il mare. Il mare è un amico mai banale, mai monotono, sempre diverso…che non ha bisogno di spiegazioni, senza strade, senza fine, senza fermezza. Amo il mare, riesce a fare emergere ogni sensazione più profonda, ogni emozione nascosta…riesce a tirar fuori tutto ciò che sembra sommerso …e poi si sa, di fronte al mare la felicità è un concetto semplice!

Sono appena rientrata da una vacanza in Croazia, una vacanza come piace a me, molto “selvaggia”, senza orari né regole precise. Una casetta a strapiombo sugli scogli per potermi gustare il salmastro frizzante dell’ aria mattutina…perché mi piace troppo svegliarmi all’ alba e perdermi nelle onde che spumeggiano contro gli scogli per poi rientrare e preparare la colazione per tutti da fare rigorosamente fronte mare! 

Ed ecco una ricetta in tema, con tutto il sapore del mare! Mio figlio Niccolò ADORA la pasta con le vongole e quella allo scoglio, ma ogni volta che siamo fuori mi dice: “mamma, devo proprio smetterla di ordinarla al ristorante che tanto come la tua non mi piace mai!”… sarà il famoso  sapore di mamma? Chissà, comunque eccovi la mia ricetta collaudata!!! 😀

Spaghetti alla chitarra trafilati a bronzo allo scoglio

(per 4 pp.)

spaghetti alla chitarra g 300

cozze fresche g. 800

vongole veraci fresche g 500

pomodori datterini 10

aglio 2 spicchi

maizena 1 cucchiaio

curry una punta di cucchiaino

peperoncino 1 punta

prezzemolo q.b.

pepe macinato fresco q.b.

sale q.b.

olio extravergine di oliva q.b.

 

Come prima cosa pulite bene le cozze, cominciate con l’asportazione del “bisso”, la barbetta che spunta tra le due valve (e che tiene le cozze ancorate agli scogli), quindi cominciate con la raschiatura: con una spazzolina dura di saggina tenete la cozza sotto un filo di acqua corrente e sfregatela energicamente per togliere le incrostazioni, quindi se si presentano molto sabbiose, mettetele in una bacinella capiente con acqua salata per almeno un paio di ore in modo che espellano residui di sabbia ed impurità.

Sciacquate bene anche le vongole sotto acqua corrente e mettetele nella bacinella delle cozze.

A questo punto prendete un tegame ampio e mettete cozze e vengole con 3 bicchieri di acqua e uno spicchio di aglio vestito, coprite e fatele aprire (quelle che non si aprono andranno buttate!). Fate attenzione a rimanere vigili davanti al tegame perché l’ acqua uscirà fuori!

Una volta aperte spegnete e, con un panno pulito di cotone, filtrate l’ acqua di cottura e tenete da parte. Intanto lavate i datterini e tagliateli a piccoli spicchi.

Prendete una padella ampia (in cui andrete a saltare la pasta) , mettete uno spicchio di aglio vestito, il curry, il peperoncino, poco prezzemolo, poco olio e fate leggermente scaldare. Quindi aggiungete l’ acqua filtrata e il cucchiaio di maizena e girate dolcemente con un mestolo di legno per creare una sorta di cremina. Aggiungete i datterini tagliati ed eventualmente un cucchiaio di acqua calda e mescolate qualche minuto. 

A questo punto aggiungete le vongole e le cozze, un giro di olio, sale e pepe macinato fresco e una manciata di prezzemolo fresco (tritato grossolanamente) e saltare a fuoco vivace per 2-3 minuti. Quindi spegnete.

Cuocete gli spaghetti al dente, quindi saltateli direttamente nella padella con cozze e vongole per un minuto aggiungendo poca acqua di cottura della pasta, alla fine aggiungete un filo di olio a crudo e una macinata di pepe.

 

 

DOLCI

Cheesecake allo yogurt con pesche al pepe e rosmarino

Evoluzione, tutto è un’ evoluzione continua, la vita può cambiare in un momento…a volte è fonte di paura ed a volte questo pensiero infonde coraggio. La mia vita ha avuto un sacco di sterzate brusche ed io sono sempre stata incline al cambiamento ed a tuffarmi in nuove avventure. Due anni fa, ad esempio, mai avrei immaginato che questo mio angolo, il mio blog, divenisse così importante per la mia quotidianità e potesse darmi così tante soddisfazioni! I sogni talvolta prendono forma, l’ impegno costante, la passione ed il cuore portano a realizzarli …mai avrei immaginato di trovarmi ad avere tanta energia per mille progetti inerenti al blog, o di avere amiche vere con cui condividere questa passione…è tutto davvero bello <3 ! 

Questa ricetta è uscita sullo stupendo numero estivo di iFood Style insieme ad un’ altra mia proposta e ne sono davvero onorata 🙂 

Cheesecake allo yogurt con pesche al pepe e rosmarino

Ingredienti

(dosi per 4 vasetti)

120 g di biscotti secchi

50 g di burro

1 cucchiaino di rum

100 g di ricotta di mucca

300 g di yogurt greco

50 g di panna fresca

50 g di zucchero di canna

1 cucchiaino di agar agar

semini di vaniglia

per il topping:

30 g di panna fresca

70 g di cioccolato bianco

3 pesche noci

1 rametto di rosmarino

pepe nero macinato fresco

1/2 cucchiaio di zucchero di canna

1 cucchiaio di acqua

Iniziate preparando il fondo, con l’ ausilio del mixer riducete sbriciolate i biscotti. In un tegamino fate sciogliere il burro insieme al rum ed unitelo ai biscotti sbriciolati, quindi mettete un po’ di questo composto in ogni vasetto cercando di compattare e riponete in frigorifero per almeno mezz’ora.

In una ciotola amalgamate bene la ricotta assieme allo yogurt greco ed allo zucchero.

In un tegamino portate a bollore la panna con insieme l’ agar agar e i semini di vaniglia per aromatizzare, fate bollire un paio di minuti, quindi fate intiepidire. 

Aggiungete la panna al composto di ricotta e yogurt mescolando bene.

A questo punto tirate fuori i vasetti dal frigorifero e riempiteli quasi fino al bordo con questo composto, quindi riponete nuovamente in frigorifero.

Preparate il topping, portate a bollore la panna, quindi spegnete e aggiungete il cioccolato bianco avendo cura di farlo sciogliere bene, dovrà risultare una ganache senza grumi.

Lavate le pesche e tagliatele a fette, mettetele in padella con lo zucchero, l’ acqua, qualche ago di rosmarino, girare delicatamente per un paio di minuti, quindi togliere dal fuoco.

Riprendere i vasetti dal frigorifero, cospargerli con la ganache di cioccolato bianco e guarnirli con le fettine di pesca, infine spolverare con una macinata di pepe nero.

Riporre in frigorifero e far riposare almeno due ore prima di servire.

CONSIGLIA Risotto al salto