SECONDI PIATTI

Galletto in salsa agrodolce

Amo ogni forma di arte: un dipinto, un museo, un buon libro, un buon film, la musica, il teatro… tutto ciò che esprime, comunica ed emoziona mi affascina, perché conferisce bellezza ed arricchisce il bagaglio di ognuno di noi.

Faccio parte di una compagnia teatrale, sono impegnata a portare in scena lo spettacolo di Lorenzo Pratesi (mio amico, attore e regista teatrale) e lo spettacolo LEI NON SA CHI SONO IO  è ormai esordito e siamo a giro per i teatri della Toscana a far ridere e riflettere con una commedia irriverente, trash, e dall’ humor amaro.

E’ davvero un bell’ impegno, un copione da interpretare, serate di prove, nervosismi  e giornate a giro per teatri con costumi e trucchi a seguito…però che bello che è il teatro! E’ autentico, mai uguale, viscerale … niente di più finto e niente di più vero! E’ pura magia entrare in un teatro e vedere spegnersi le luci. C’è un silenzio religioso prima che il sipario inizi ad aprirsi e le voci inizino a raccontare una storia. La sala del teatro è piena, i polmoni degli attori hanno sicuramente meno ossigeno ma il cuore inizia a dar voce a ciò che non si è per dare un senso a ciò che si è. Ed il pubblico ne esce ogni volta con riflessioni nuove rispetto a quando è entrato…<3

Come ho scritto è una commedia solo apparentemente lieve, che offre uno spunto amaro di vera riflessione. Che ricetta potevo abbinare se non una con salsa agrodolce??? Vi assicuro che questa salsa (che potrete usare anche per altri arrosti) è davvero buonissima e piacerà a grandi e piccini! E vi costringerà a fare la famosa scarpetta ;-D

Gallo in salsa agrodolce

1 gallo o 2 galletti a pezzi (dipende dalla grandezza)

1 cucchiaio di olio extra vergine

1 bicchiere e mezzo  di acqua

1 cucchiaio di miele millefiori

il succo e la buccia di un limone bio

3 cucchiai di salsa di soia

1 cucchiaino raso di sale

2 spicchi d’aglio a pezzi

1/4 di cucchiaino di cannella 

1/2 cucchiaino di timo secco

1/2 cucchiaino di curcuma

1 rametto di rosmarino  fresco

3 foglioline di salvia 

una punta di peperoncino

pepe nero macinato fresco

 

Procedimento

Lavate bene il gallo, eliminate il grasso più spesso ma non togliete la pelle  e bruciacchiate eventuali residui di piume.

Lavate un limone bio e grattugiate  la parte gialla della buccia. 

In una ciotola riunite tutti gli ingredienti menzionati per la salsa agrodolce e mescolate fin quando non saranno ben amalgamati.

Prendete i vostri pezzi di gallo,  adagiateli in una teglia antiaderente e ricopriteli con tutta la salsa. Lasciate riposare in frigorifero almeno un paio di ore. Io di solito lo preparo la sera precedente affinché si insaporisca bene.

Infornate in forno caldo a 190°/200° e lasciate cuocere ventilato per circa un’ ora, girandolo di tanto in tanto e cospargendolo di succo.

Gli ultimi 5 minuti mettetelo nella parte alta del vostro forno con la funzione grill.

Servite subito accompagnandolo con la sua salsa.

 

PRIMI PIATTI

Pasta “arrangiata”

Nelle mie giornate deliranti, fra una staffetta e un’ altra, fra telefonate, corse, sali e scendi dall’ auto, hai fatto i compiti, ufficio,  spesa, piscina, teatro, calcio, blog, beghe, amici, cucina, spolvera, ripiega ecc… ecco che si arriva alla fatidica ora di cena ed anche se ti senti stropicciata e vorresti solo stare mezz’ora con una tazza di tè caldo, un buon libro o la tua serie tv preferita ed invece…

INVECE

“Mammaaaaaa, mi son dimenticato… “, “Mammaaaaa domani dovrei portare…”, “Mammaaaaaa mi risenti scienze per la verifica?” … ma la richiesta più gettonata in assoluto:

“Mammaaaaaa che si mangia??? S’ha tanta fame, ci fai qualcosa di buono???”

Certo, nell’ arrangiare la cena con quello che c’è in casa sono una maga (guardo se ho avanzi del giorno – dato che per il pranzo mi aiuta mia mamma che io sono in ufficio – guardo dentro al frigo, in dispensa e zac! Mi invento sempre qualcosa, sacrosanta fantasia che mi assiste!!!). Questa è la pasta veloce salvapranzo o salvacena che piace un sacco ai miei ragazzi che soffrono di fame famelica perenne :-D, mio figlio più piccolo sostiene che la “pasta arrangiata” sia fra le più buone che preparo e spesso fa il bis! Provatela e salvatevi in calcio d’ angolo nelle giornate convulse ;-D !

Pasta “arrangiata”

(per 4 pp.)

300 g di pasta

1 spicchio di aglio

1 cucchiaio  di prezzemolo tritato

1 cucchiaio di cipolla dorata tritata

1/2 cucchiaino di curry

1/2 cucchiaino di timo essiccato

1 punta di peperoncino

3 cucchiai di concentrato di pomodoro

3 cucchiai di acqua calda

6 pomodorini datterini

olio extravergine di oliva q.b.

sale q.b.

pepe q.b.

 

Prendete una padella capiente e mettete l’ aglio vestito leggermente schiacciato, metà prezzemolo, il curry, il peperoncino, il timo, la cipolla,  poco sale grosso, un cucchiaio di acqua e un giro di olio; fate insaporire per due minuti a fiamma media.

Affettate i datterini a listerelle, eliminando i semi. In padella aggiungete i tre cucchiai di acqua calda ed il concentrato di pomodori, fate cuocere un minuto, quindi aggiungete i datterini ed il restante prezzemolo, fate insaporire per 2/3 minuti.

Cuocete la pasta che preferite in abbondante acqua salata, scolatela al dente conservando qualche cucchiaio di acqua di cottura, saltatela in padella a fiamma vivace, quindi spegnete la fiamma ed aggiungete un giro di olio ed una spolverata di pepe nero macinato.

E’ una ricetta facilissima e gustosa!

DOLCI

Bundt Cake limone, semi di papavero e curcuma

L’ eterna lotta, fra giusto e sbagliato. C’è sempre un confine così netto??? Ovvio che a volte è davvero ben delineato, ma non sempre! Può pure capitare che sia un parere soggettivo.

Succede che che anche un errore, un’ imperfezione siano positivi. Lo sapete quanto riesce ad essere affascinante uno sbaglio perfetto? E quante volte si è creduto che fosse tutto sbagliato ed invece era proprio giusto? Tutto è relativo, già 😉 

È passato del tempo, sembra che è stato un lampo 
Eravamo ragazzi e ora eccoci qua 
Con le crisi del caso e gli occhiali sul naso 
E un’idea più realista di felicità 
Ma però sempre all’erta, in agguato tra i rami 
Animali notturni nati in libertà 
Non disposto a mediare su questioni d’onore 
Affrontando se serve anche le avversità 

C’è qualcuno che danza 
Sotto un cielo stellato 
C’è una coppia che ride e si bacia 
Sopra l’erba di un prato 
Una musica semplice 
In un mondo intrecciato 
Una musica giusta 
in un mondo sbagliato

(Sbagliato – Jovanotti <3 )

Beh, su certe ciambelle non si può proprio discutere…sono buone punto e basta. Ma buone davvero senza ritegno! Come questo bundt cake… preparatelo e farete un figurone!

Bundt Cake limone, semi di papavero e curcuma

400 g di farina tipo 1

250 g di zucchero di canna

125 g di yogurt al limone bio

100 g di olio di mais

80 g di robiola 

3 uova medie

1 limone bio (scorza e succo)

1 bicchiere di succo di mela 

1 bustina di cremor tartaro

10 g di semi di papavero

1 cucchiaino scarso di curcuma

1 cucchiaino di bicarbonato

un pizzico di sale

 

Preparazione

In una ciotola capiente sbattete bene le uova con la frusta, aggiungete lo zucchero, la buccia grattugiata ed il succo di limone e sbattete bene.

Aggiungete quindi metà farina setacciata, la robiola e lo yogurt, mescolate bene.

A questo punto aggiungete l’ altra metà della farina setacciata assieme al cremor tartaro e bicarbonato, quindi il succo di mela, i semi di papavero e la curcuma. Infine aggiungete il pizzico di sale. Amalgamate molto bene, deve apparire un composto omogeneo.

Imburrate ed infarinate uno stampo o usate lo staccante.

Infornate a 170° ventilato per 40/50 minuti (fate la prova stecchino, dovrà uscire asciutto!). Fate riposare 10 minuti in forno aperto e sformatelo quando è raffreddato.

DOLCI

Biscotti Bruttibuoni a modo mio

Il concetto di bellezza è molto personale. Sì lo so, alcune cose/persone sono oggettivamente “belle” o “brutte”, ma senza troppa retorica o discorsi filosofeggianti, posso senz’altro vantarmi di essere sempre riuscita a scovare, vedere, apprezzare la vera bellezza.

Quindi tutte le persone belle esteriormente sono povere di animo, poco intelligenti o maligne? Mentre le brutte sono in realtà le più belle ed interessanti???Nooo, non ho scritto questo e non lo penso affatto. Dico solo che non tutti hanno la preziosa capacità di andare al di là dell’ apparenza che spesso è una gran fregatura!

Avete avuto il piacere di vedere il film WONDER che è nelle sale proprio in questo periodo? Avevo letto il libro qualche anno fa e lo avevo consigliato ai miei ragazzi, devo dire che la pellicola è molto fedele e ben fatta. E’ la storia di un ragazzino che viene additato e non compreso perché diverso ed oggettivamente brutto ed ha trovato il coraggio di non nascondersi; il diverso e l’ emarginato sono figure che da sempre toccano le corde del mio cuore e questo film garantisco che fa bene, fa riflettere e  commuovere. Ottimo esempio non solo per i ragazzini, ma anche per tanti adulti e tante mamme che si perdono dietro una perfezione apparente che in realtà è misera.

NON PUOI NASCONDERTI SE SEI NATO PER EMERGERE <3

Quale può essere una ricetta da abbinare a questo mio pensiero? La mia famiglia materna ha origini pratesi, fin da piccola i parenti spesso ci regalavano sacchetti di biscotti “cantuccini di Prato” e “bruttiboni”, io amavo specialmente i secondi, ne ero golosa. Questa ricetta che propongo non è  fedele in toto alla tradizionale ma è sicuramente è quella che ho elaborato e che non mi ha mai fatto fare brutta figura!

Biscotti Brutti Buoni

(dosi per 50 biscotti)

300 g di mandorle spellate

200 g di nocciole con la pelle

300 g di zucchero di canna chiaro

3 albumi

1/2 cucchiaino di aroma di mandorla amara

una punta di ammoniaca alimentare

una punta di cucchiaio di cannella in polvere

un pizzico di sale

 

Procedimento

Mettete nel mixer le mandorle e le nocciole con metà zucchero e azionate le lame ad intermittenza, affinché non si scaldi troppo. Tritate in modo piattosto sottile, ma non a farina.

In una ciotola battete qualche minuto con la frusta gli albumi, non occorre siano montati a neve ferma, solo sbattuti. Aggiungete quindi le mandorle e le nocciole e lo zucchero rimanente. Aggiungete quindi aroma di mandorla, la cannella, l’ ammoniaca alimentare ed il pizzico di sale, impastate bene con le mani, dovrà essere un composto appiccicoso.

Lasciate riposare una mezz’ ora, quindi accendete il forno a 150° e con le mani bagnate formate dei mucchietti irregolari della grandezza di una noce piccola, disponendoli sulla placca ricoperta di carta da forno.

Cuocete a forno ventilato per circa 15 minuti. E’ importante che siano morbidissimi quando escono dal forno, non toccateli, con il raffreddamento tenderanno a solidificarsi, ma dovranno restare di consistenza morbida!

ANTIPASTI

Grissini ai semi misti (con esubero di lievito madre)

Vi siete ripresi dai bagordi delle feste? Ancora non sono terminati? Una delle cose che amo di più sono le cene casalinghe tra amici e sorrisi, magari a base di antipasti e finger food, quelle in cui ci si perde fra un crostino e l’ennesimo sorso di vino buono, in un’atmosfera intima e calda, al sicuro dalle tempeste esterne.
Ho trascorso così anche l’ ultimo giorno dell’ anno (ricorrenza che ho sempre detestato, anche quando ero a giro per il mondo,  scontatamente malinconica,  scontatamente allegra), optando per la “normalità” senza alte pretese, ma sempre confortante e rilassante.

Quante sono le cose che facciamo per rilassarci?… fra le altre, io IMPASTO. Niente riesce a placare le mie ansie ed i miei nervosismi come mettere le mani in pasta, è un’ attività immediatamente rigenerante  per la sottoscritta. Usando il lievito madre però,  capita che il mio “Arturo” abbondi nel mio frigorifero e, a meno che non decida seriamente di panificare per l’ intero condominio, devo trovare modi alternativi per smaltirlo.  Questo è un modo valido  per smaltirne l’ eccesso, garantisco che se provate questa ricetta nessuno ne rimarrà deluso e che i grissini andranno via in un battibaleno! Croccantissimi e gustosi  😉

Perdonate la foto fatta di corsa (anche perché sono terminati in dieci minuti con le bocche che mi trovo intorno!)

Grissini ai semi misti (con esubero di lievito madre)

  • 270 g di lievito madre non rinfrescato 
  • 80 g di farina tipo 1
  • 70 g di semola 
  • 30  g di acqua a temperatura tiepida
  • 40 g di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaino di malto
  • 1 cucchiaino di semi di sesamo
  • 1 cucchiaino di semi di chia
  • 1/2 cucchiaino di semi di finocchio
  • 1/2 cucchiaino di timo essiccato
  • 1/2 cucchiaino di curcuma
  • 10 g di sale 
  • Miscelate le due farine e mettetele a fontana in una ciotola. Al centro spezzettate il lievito madre, l’acqua ed il malto  e iniziate a impastare amalgamando bene.
  • Infine unite il sale, l’olio e tutti i semi misti e continuate a impastare fino ad ottenere un panetto liscio e compatto.
  • Lasciare riposare  circa 20 minuti quindi stendete l’impasto in una sfoglia di mezzo cm di spessore e tagliate a strisce di 1 cm di larghezza che poi andrete ad arrotolare.
  • Disponete i grissini in una teglia ricoperta di carta forno leggermente distanziati tra loro.
  • Spennellate la superficie con olio ed acqua (due cucchiaini di olio ed uno di acqua) 
  • Scaldate il forno a 190° e cuoceteli (in modalità ventilata) per 20 min. circa. Se prendono troppo colore cuoceteli in forno semiaperto con un cucchiaio di legno a contrasto per gli ultimi 10 minuti.
  • Lasciateli quindi raffreddare nel forno spento e con la porta aperta per risultare belli croccanti anche all’interno.

n.b. si conservano bene anche 10 giorni se conservati chiusi in una busta per alimenti.

 

 

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Flan di patate con pesto di finocchietto e polpo all’ arancia

Sta per terminare, mancano poche ore. Non ho idea di cosa mi aspetterà nel 2018, ma so per certo che il 2017 lo saluterò molto volentieri…un anno difficile, ciottoloso, che mi ha messo più volte il laccio al collo,  mi guardo indietro con lo sguardo torvo ma mi volto e sorrido alla strada che mi aspetta.

Quando inizia un nuovo anno siamo tutti carichi di buoni propositi, di nuovi inizi e di voglia di belle sorprese inattese… che poi magari verranno disattese, ma l’ importante è conservare la speranza nel bello, non credete?

Vi auguro di trascorrere del tempo di qualità con i vostri affetti, di sorridere sempre tanto, di non farvi abbagliare da chi luccica ma da chi illumina, di aver modo di viaggiare, di concedervi la meraviglia di un bel museo, di emozionarvi a teatro o davanti ad un bel film, di essere sempre in compagnia di un buon libro, di godere del buon cibo, di avere qualche ruga in più per le troppe risate, di donare il vostro tempo a chi merita, di non covare rancore inutile, di non stancarvi di mettere sogni nel cassetto e di avere  sempre accanto qualcuno che sappia accarezzarvi le corde del cuore… buon anno!

E  se siete alla ricerca di una ricetta facile e di sicuro effetto wow per Capodanno, eccovi una ricetta che fa al caso vostro!!! Sono ottimi anche per i bambini e sono  pure gluten free! 😉

Flan di patate con pesto di finocchietto e polpo all’ arancia

(dose per 6 pp.)

per il pesto di finocchietto selvatico:

  • 1 mazzetto piccolo di finocchietto selvatico
  • 50 g di mandorle tostate
  • 1 cucchiaino di pecorino romano
  • olio extravergine di oliva
  • sale

per il polpo all’ arancia:

  • 400 g di polpo fresco
  • un cucchiaio di aceto di vino bianco
  • 1 arancia non trattata
  • olio extravergine di oliva
  • pepe nero
  • sale

per i flan:

  • 3 patate bianche grandi
  • 3 cucchiai colmi di pesto di finocchietto 
  • 2 albumi
  • 1/2 cucchiaino di erba cipollina
  • 1/2 cucchiaino di curry
  • olio extravergine di oliva
  • sale 

+ burro e pangrattato per gli stampini di alluminio

Procedimento

Iniziate preparando il pesto di finocchietto, lavatelo e tamponatelo bene con un foglio di carta assorbente da cucina, quindi togliete le foglie dal gambo. Inserite nel mixer assieme alle mandorle, al pecorino romano ed il sale. Azionate ed aggiungete l’ olio a filo finché non diventerà un composto cremoso. 

Lavate e lessate il polpo intero in acqua e aceto. Dal momento di ebollizione farlo cuocere 25 minuti e farlo poi raffreddare bene prima di tagliarlo a pezzi.

Nel frattempo lessate le patate con la buccia, appena cotte passatele velocemente in acqua fredda per togliere la buccia e schiacciatele sempre calde nello schiacciapatate, quindi unite i tre cucchiai di pesto, le spezie, gli albumi leggermente battuti con la frusta, l’olio ed aggiustate il sale. Tenete da parte.

Togliete qualche fettina di arancia per decorare, della rimanente ricavatene  il succo e mettetelo in padella con un cucchiaio di acqua calda ed una macinata di pepe, aggiungete il polpo a pezzi, fatelo insaporire per 5 minuti a fuoco medio (eventualmente aggiungete un cucchiaio di acqua calda), aggiustate il sale, spegnete ed incorporate un generoso giro di olio buono.

Imburrate e cospargete di pangrattato degli stampini di alluminio, quindi riempiteli quasi fino all’ orlo con il preparato di patate e pesto. Infornate a forno caldo a 200 per 10/12 minuti, quindi fate intiepidire prima di sfornare i vostri flan.

Vi consiglio di impiattare in piatti piccoli, quindi guarniteli con poco pesto di finocchietto, qualche pezzo di polpo, una fettina di arancia ed una spolverata di pepe nero macinato fresco!

n.b. potete preparare i flan in anticipo, scaldarli un paio di minuti in forno con funzione grill e guarnirli al momento!

ANTIPASTI

Salatini ungheresi

We begin to smell Christmas time and here’ s another amazing Christmas sweet treat!…

Avete già pensato ai regali per tutti? Che ne pensate dei regalini “commestibili”??? Io sono chiaramente di parte, ma li ADORO. Non credo possa esistere un dono più bello e più sentito di ciò che viene preparato con le nostre mani! Occorre però fare questo tipo di regalo solo a chi può davvero apprezzarlo (banditi quindi tutti gli spocchiosi che si mettono a far i conti sul valore monetario del regalo) ed a chi merita davvero, che il tempo speso per “preparare” certi regali non ci viene certo restituito.

Ho sempre valutato un regalo prezioso quello che racchiude in sé il cuore ed il tempo della persona che lo ha realizzato e confezionato per me, che a comprare un pensierino in un negozio siam tutti bravi. Volete mettere un vasetto di marmellata fatta in casa (magari pure ben confezionata!) con una sciarpa? …cioè non c’ è proprio gara a mio avviso. Oltretutto sono gli unici regali che faranno davvero parte di noi perché ce li mangiamo!!! 😀

Fatta questa premessa, questi biscottini salati, i salatini ungheresi, sono ottimi e ben graditi da tutti, anche dai bambini! Si conservano anche un paio di settimane se ben conservati in un barattolo di vetro o una scatola di latta! E, che ve lo dico a fa’ , sono perfetti anche per un aperitivo di auguri abbinati alle bollicine!!! Insomma, semplici e di sicuro effetto 😉 

Ah, intanto io vi faccio i miei migliori auguri di Buon Natale, vi auguro di passarlo con il sorriso e con tanto affetto intorno <3.

Salatini ungheresi

(dosi per una cinquantina di salatini)

  • 250 g di farina 
  • 70 g di burro
  • 30 ml di olio di mais 
  • 30 g di Parmigiano
  • 1 uovo grande
  • 1/2 cucchiaino di curcuma
  • 1 cucchiaino semi di chia
  • 1 cucchiaino di semi di papavero
  • 1 cucchiaino  semi di sesamo
  • 1 cucchiaino di curry 
  • 1 cucchiano di timo essiccato
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • una punta di bicarbonato
  • un cucchiaio di latte

Procedimento

Togliete il burro dal frigorifero almeno un’ ora prima di cominciare ad impastare.

Sbattete l’ uovo in un piatto e, dopo aver aggiunto questa’ ultimo all’ impasto, tenete il piatto sporco d’ uovo da parte.

Prendete una ciotola capiente, mettete la farina, l’ olio, l’ uovo, il parmigiano, il sale, la curcuma, il bicarbonato ed il burro a pezzi (che si sarà ammorbidito), iniziate ad impastare. Aggiungete eventualmente poca acqua calda se l’ impasto non dovesse risultare omogeneo.

Mettete a riposate un’ ora al fresco.

Riprendete l’ impasto, su un piano infarinato e con l’ ausilio di un mattarello stendetelo nello spessore di 4mm circa e tagliatelo con dei tagliabiscotti o piccoli coppapasta.

Prendete il piatto sporco di uovo tenuto da parte, aggiungete un cucchiaio di latte e spennellate tutti i salatini, quindi guarniteli con semi di chia, sesamo, papavero, timo e curry (o secondo i vostri gusti).

Cuoceteli a forno caldo e ventilato a 160° per 15/20 minuti. Tenete conto che non dovranno scurirsi troppo.

Si conservano bene anche due settimane se tenuti in un barattolo di vetro o scatola di latta.

 

 

PRIMI PIATTI

Gnudi con cavolo nero, fonduta di fontina e curcuma , pinoli tostati e semi di chia

…Oh, the weather outside is frightful
But the fire is so delightful
And since we’ve no place to go
Let it snow, let it snow, let it snow…

è inverno ormai ed il Natale è alle porte, cosa c’è di meglio che contornarsi di affetto familiare, luci, candele, atmosfera di coccole calde e buon cibo??? Direi che è assolutamente la chiave giusta per il benessere! 

Sono molto lieta di partecipare al Contest Concorso Fontina Valle d’Aosta! E’ un contest nato in occasione del Modon D’Or, il Concorso Nazionale della Fontina d’Alpage 2017. Quando si tratta di “celebrare” un prodotto d’eccellenza legato alla nostra tradizione culinaria sono sempre felice, la fontina è fantastica esattamente come la regione  Valle d’ Aosta!

Con questa ricetta partecipo al Contest Concorso Fontina Valle d’Aosta

del Blog Un Architetto in Cucina in collaborazione con 

l’Assessorato all’Agricoltura e Risorse Naturali della Valle d’Aosta”

E’ una ricetta che sposa ingredienti tipici della mia Toscana, ovvero il cavolo nero ed i pinoli di San Rossore insieme al sapore tipico della fonduta valdostana, vi assicuro che è un piatto godurioso e di grande impatto visivo, perfetto da proporre anche durante le Feste! Ringrazio anche la blogger Maria Pisacane  che mi ha coinvolta in questo progetto!

Gnudi con cavolo nero, fonduta di fontina, pinoli tostati e semi di chia

(per 6 persone)

700 g di cavolo nero toscano

350 g di ricotta vaccina

1 uovo

20 g di farina (+ la necessaria per la formatura)

1 cucchiaino di noce moscata

1/2 cucchiaino di sale

una punta di zenzero macinato

pepe nero macinato fresco

per la fonduta alla curcuma

600 g di fontina valdostana

300 ml di latte

30 g di burro

2 tuorli (di uova grandi)

1/2 cucchiaino di curcuma

 

1 cucchiaio di pinoli

1 cucchiaio di semi di chia

Procedimento

Iniziate tagliando la fontina a fettine sottili e mettetela a bagno per almeno 2 ore in una pentola con il latte.

Lessate il cavolo nero in acqua bollente salata. Toglietelo dal fuoco, strizzatelo e mettetelo a scolare e raffreddare in un colino a temperatura ambiente. Sminuzzatelo bene con un coltello.
A questo punto in una ciotola capiente mettete tutti gli ingredienti elencati insieme al cavolo amalgamando molto bene e lasciatelo riposare mezz’ora.

Su una tovaglia pulita e  ben infarinata iniziate a  preparare gli gnudi: staccare un pezzo di impasto con le mani infarinate e lavorarlo fino a dargli la forma di una noce grande  e rotolateli molto bene nella farina tenendoli distanziati. Proseguire fino al termine dell’impasto.

In una padella tostate leggermente sia i pinoli che i semi di chia e teneteli da parte per guarnire.

Mettete a bollire l’ acqua per la cottura degli gnudi.

Prendete quindi la fondina con il latte, mettete sul fuoco basso la pentola e, dopo aver aggiunto il burro e la curcuma, mescolate continuamente con una frusta  fino a che il formaggio non sarà completamente fuso.
Aggiungete quindi, i tuorli d’uovo e continuate a cuocere mescolando per 10 minuti fino ad ottenere un composto omogeneo e abbastanza e non troppo denso.
Spegnete il fuoco e tenete la fonduta nell’apposito contenitore con fornellino o, in alernativa, in un tegame di coccio precedentemente riscaldato in forno per fare si che la fonduta si mantenga calda fino a servirla nei piatti.

Quando  bolle l’ acqua  salatela e versate gli gnudi. Appena saliranno a galla toglieteli con una schiumarola.

Versate quindi nei piatti la fonduta, mettete gli  gnudi  e servite con pinoli e semi di chia.

n.b. per una buona riuscita della cottura degli gnudi abbiate cura che gli ingredienti siano ben asciutti. Togliete la ricotta dal frigo in anticipo per farle prendere aria e strizzate molto bene il cavolo nero!

 

 

 

 

DOLCI

Lussekatter, i panini dolci di Santa Lucia

Oramai con la globalizzazione abbiamo assorbito tutte le tradizioni, comprese quelle che ci arrivano dagli altri Paesi! Io trovo che sia una cosa molto bella… il tramandare le tradizioni popolari mi è sempre piaciuto (certo, quelle legate alla nostra famiglia mi piacciono ancor di più).  Oggi è Santa Lucia, la giornata più corta dell’ anno, dalla tradizione culinaria svedese ecco che si sfornano questi soffici panini allo zafferano tipici di questa giornata. Io ho visitato Stoccolma due anni fa in primavera e ricordo comunque di aver trovato in qualche pasticceria questi deliziosi panini… oggi vi lascio questa ricettina: i  Lussekatter . Se non siete a zonzo in Svezia, e non vi fermate in qualche caffè a gustarli,  allora potete prepararveli homemade e vi assicuro che saranno buonissimi!!!

Devo raccontarvi anche il risvolto “satirico” di questa preparazione, ovvero il dialogo con il mio secondogenito:

“Cosa inforni mamma?”
“Sono panini dolci tipici di Santa Lucia! Sono tipici della cultura svedese!”
“Non me li ricordo però quando siamo stati in Svezia…mi garberanno? Comunque non avresti proprio dovuto farli !!!”
“Perché? Sono buoni, credi che non ti piacciano…???”
“La Svezia ci ha eliminato dai Mondiali! … ‘un si dovrebbe neanche anda’ all’ Ikea! Uffa” 😀  😀 😀 .

LUSSEKATTER – Panini di Santa Lucia

(per 25 panini)

  • 200 g di farina forte
    250 g di farina tipo 1
    200 ml di latte 
  • 1 cucchiaino di malto
    80 ml di olio di mais
    120 g di zucchero di canna chiaro
    10 g di lievito di birra 
    1 arancia non trattata
    1 bustina di zafferano
    1 uovo medio
    20 g di burro morbido 
  • 1 pizzico di sale
    uvetta q.b.
    per la finitura
    tuorlo + latte + 1 cucchiaino di zucchero di canna

 

Iniziate mescolando entrambe le farine in una ciotola capiente, aggiungendo buccia grattugiata dell’arancia.
In un pentolino scaldate non troppo 100ml di  latte con il malto, quindi scioglietevi dentro il lievito di birra.

(Potete impastare a mano o con la planetaria, se lo fate a mano abbiate cura di impastare energicamente senza inglobare troppa aria)

Mescolate quindi le farine con lo zucchero, il lievito, quindi aggiungete i 100 ml di latte restanti in cui avrete sciolto la bustina di zafferano. Amalgamate bene.

A parte sbattete l’uovo (non toglietelo tutto dal piatto! Aggiungendo un cucchiaio di latte ed uno di zucchero, vi servirà per spennellare i vostri panini!), aggiungetelo all’ impasto.

Infine aggiungete il sale ed il burro a fiocchi. Se usate la planetaria l’ impasto dovrà essere incordato e attaccarsi al gancio, se lo fate a mano dovrà apparire omogeneo.
Mettete la palla ottenuta in una ciotola unta di burro, coprite con pellicola e fatela raddoppiare in luogo caldo, occorreranno circa 2 ore e mezza

Nel frattempo mettete l’uvetta in ammollo che vi servirà per decorare.

Riprendete quindi l’impasto e dividetelo in piccoli pezzi tutti uguali (la grandezza circa di un mandarino piccolo). Stendete ogni pezzetto fino a 20 cm assottigliando le estremità. Arrotolate partendo dalle punte i bastoncini così da ottenere delle “S”.  Sistemate i panini in una teglia rivestita di carta forno ben distanziati, lasciateli nuovamente lievitare per  1 ora coperti.

Preriscaldate il forno a 180°, il mio forno è forte quindi non messo la temperatura più alta,  regolatevi con il vostro, altrimenti 200°.

Riprendete i panini dalla lievitazione, spennelateli con tuorlo, latte e zucchero. Mettete nelle estremità all’ interno del ricciolo l’ uvetta, quindi infornateli a forno caldo e ventilato  per 15  minuti.

DOLCI

Biscotti speziati natalizi

L’ atmosfera natalizia può piacere o no, comunque sia il Natale è un po’ il vero giro di boa, il punto in cui si fanno i bilanci dell’ annata e si mettono nel cuore i buoni propositi e le speranze da tirar fuori con il nuovo anno. Si dice che a Natale “siamo tutti più buoni!” …mah, non credo sia esattamente così. Però è certo che con l’ avvicinarsi della notte magica, le lucine, i regali…si sente di più accesa la speranza che tutti possano avere qualcosa di bello, che anche i più sfortunati possano gioire e tirare un po’ il fiato. Io, nel mio piccolo,  mi presto sempre volentieri a dar una mano dove serve, dove so di poter fare qualcosa di utile, è il mio modo di ringraziare la vita e di sentirmi utile davvero a qualcosa.

Così sono felicissima di mettermi a “biscottare”  per AISM, domani 10 dicembre,  a Pistoia in quel di Toscana Fair per supportare la raccolta fondi per la ricerca a favore della sclerosi multipla, una malattia che purtroppo è in crescita ma per la quale si può davvero fare tanto.

Sono altrettanto fiera di far da ambasciatrice, assieme al mio network iFood , per Telethon con  il progetto #contuttoilcuore che il 16 e 17 dicembre distribuirà nelle principali piazze italiane cuori di cioccolato a sostegno della ricerca sulle malattie genetiche rare.

Eccoci adesso alla ricetta di questi biscotti deliziosi, perfetti per il clima natalizio e da accompagnare con un tè bollente, per scaldarsi il cuore 🙂

Biscotti speziati natalizi

(per 30 biscotti circa)

250 g di farina tipo 1 

120 g di zucchero di canna fine

50 g burro 

40 ml olio di mais

2 tuorli

1 cucchiaino di melassa (io ho messo 1 cucchiaino di malto)

1 cucchiaino di cannella in polvere

1/2 cucchiaino di zenzero in polvere

1/2 cucchiaino di noce moscata grattugiata

una punta di chiodi di garofano in polvere

una punta di bicarbonato

una punta di sale 

 

per decorare

ghiaccia reale

graniglia colorata

 

In una ciotola capiente mettete la farina, lo zucchero ed il burro a pezzetti. Iniziate ad impastare con i polpastrelli in modo che la farina abbia la consistenza di sabbia bagnata (sabbiatura). Quindi aggiungete i tuorli, la melassa (io il malto), l’ olio di mais e tutte le spezie. Impastate amalgamando molto bene, alla fine unite il sale ed il bicarbonato e formate una palla (se la consistenza dovesse essere troppo dura aggiungete poca acqua tiepida). Lasciate riposare in frigorifero per circa 3 ore.

Trascorso il tempo del riposo stendete su di un piano infarinato dello spessore di 4mm e tagliate con gli appositi tagliabiscotti. Intanto scaldate il forno a 170° ed infornate quindi a forno caldo e ventilato per 12 minuti circa. nel mentre decorate i biscotti con ghiaccia reale e graniglia colorata (la ghiaccia potete farla con albume e zucchero vanigliato, altrimenti la trovate in commercio già pronta all’ uso). 

Lasciate raffreddare su di una gratella prima di decorate i biscotti con ghiaccia reale e graniglia colorata (la ghiaccia potete farla con albume e zucchero vanigliato, altrimenti la trovate in commercio già pronta all’ uso).  

 

ANTIPASTI

Panini all’ olio semintegrali con lievito madre

L’ ho sempre sostenuto. Chi nasce tondo non muore quadrato… e per fortuna, ci terrei a sottolinearlo. Come diceva mia nonna “siamo di tante razze”, ed è questa la bellezza (o bruttezza? :-D) della specie umana. Resta il fatto che anche in cucina chi non ha pazienza, né si dedica con passione, difficilmente otterrà buoni risultati. Dovrebbe   essere così anche nella vita reale… ma talvolta sembra che la meritocrazia faccia soltanto rima con utopia, comunque chi è abituato ad impegnarsi in ogni cosa che fa difficilmente cambierà modo, chi ci mette cuore e volontà non riuscirà mai a fare diversamente, ce l’ ha proprio nel dna, non potrà sottrarsi dal proprio senso del dovere. Chissà poi se è davvero un pregio…

Questi panini sono buonissimi, soffici, si conservano bene se chiusi in un sacchetto per alimenti e ritornano fragranti come appena sfornati se leggermente riscaldati in forno! Sono adatti anche per rinfreschi e compleanni e, perché no, anche per un aperitivo davanti alla TV! E così anche i più quadrati potranno cimentarsi in qualcosa di tondo ;-D!

Panini all’ olio semintegrali con lievito madre

(per 12/14 panini)

  • 300 g di  farina 0
  • 200 g di farina integrale
  • 80 g di lievito madre (rinfrescato il giorno prima)
  • 320 ml acqua tiepida
  • 50 ml olio extravergine di oliva
  • 15 gr zucchero di canna 
  • 8 gr sale
  •  emulsione di acqua + olio per spennellare
 
  1. Versate nella ciotola dell’ impastatrice con la foglia (ma potete procedere anche a mano), l’ acqua e lo zucchero, aggiungete il lievito e fatelo sciogliere.
  2. Aggiungete quindi l’ olio e pian piano le farine setacciate, sostituite con il gancio, aggiungete il sale e impastate finché non si attaccherà al gancio.
  3. Quindi mettete in una ciotola leggermente unta a lievitare, coperto da pellicola per almeno due ore. 
  4. A questo punto riprendete l’ impasto e fate le cosiddette pieghe di forza, tirando i lembi dal basso per poi richiuderli e rigirare l’ impasto (se siete inesperti in rete si trovano molti tutorial in merito, servono affinché la lievitazione prenda forza).
  5. Lasciate quindi riposare mezz’ ora e procedete per altre due volte nello stesso modo.
  6. Adesso formate delle palline prendendo i lembi della pasta e tirandoli verso il basso per avere una superficie liscia ( mettete quindi la chiusura dell’ impasto nella parte inferiore) . Mettetele su una teglia, ricoperta di carta da forno, ben separate altrimenti con la lievitazione si uniranno l’una all’altra. Lasciatele lievitare  fino al raddoppio (i tempi dipenderanno dalla temperatura).
  7. Spennellateli quindi con l’ emulsione di acqua e olio  e cuocete in forno a 180° ventilato per circa 15/16 minuti.

 

 

DOLCI

Pandoro con lievito madre

Ci sono preparazioni che, anche chi è appassionato di cucina, tende a rimandare per l’ impegno che richiedono e l’ evidente difficoltà che certo non può essere affrontata da chi è neofita nei lievitati. Io non amo particolarmente il pandoro, preferisco da sempre un buon panettone artigianale… ma quest’ anno mi sono voluta cimentare perché i miei ragazzi, che non amano i canditi, lo apprezzano molto e ci si tuffano volentieri.

Qualcuno mi ha detto “ma dai! Che lavorazione! Al supermercato costa così poco che non conviene farselo in casa!”. Ecco, certi discorsi mi irritano e non fanno per me. E’ ovvio e scontato, ma non è la stessa cosa!!! Cambia notevolmente la qualità del prodotto, il gusto e non ultima la soddisfazione di realizzarlo.

Certo occorre tempo, dedizione e cuore. Tutto dovrà essere eseguito con precisione e rispettare le regole altrimenti risulterà compromessa la riuscita. Chi sbruffa già pensando alle ricette che non si concludono in mezz’ora è giusto che passi ad acquistarlo e non si cimenti, qui occorre calma e volontà.


Oltre al tempo, alla precisione nell’ esecuzione ed alla pazienza (ingrediente necessario per un’ ottima riuscita in cucina…) vi occorrerà senza dubbio:

  • una planetaria per impastare 
  • un lievito madre bello arzillo (rinfrescato per 4/5 gg e per due volte nella stessa giornata in cui si va ad iniziare)
  • farina per grandi lievitati
  • burro di ottima qualità e avente la consistenza di una “pomata” (tenetelo fuori dal frigorifero per 2 ore almeno prima del suo utilizzo

 

Pandoro a lievitazione naturale con lievito madre (procedimento secondo il maestro Pignataro leggermente rivisitato)

(ingredienti per 1 pandoro da 1 kg, o 2 da 500 g)

 

PRIMO IMPASTO (es. sabato ore 18)

125 g di pasta madre

240 g  di farina per grandi lievitati

90 g di acqua

90 g di zucchero di canna chiaro 

85 g di tuorli (circa 4)

115 g burro 

1 g di sale

Iniziate versando  nella ciotola della planetaria lo zucchero nell’acqua e mescolate fino a quando lo zucchero si sarà completamente sciolto. Unite quindi la pasta madre a pezzi, inserite il gancio a foglia (gancio K) ed iniziate ad impastare a velocità 2, proseguite per circa 5 minuti. Versate ora la farina a pioggia e continuate ad impastare, non vi preoccupate se l’impasto sembrerà indurirsi e non apparirà omogeneo, continuando  inizierà a prendere corda. A questo punto aggiungete i tuorli (in tre volte), aspettate sempre che la dose venga assorbita prima di inserire la successiva. Adesso potete procedere a fare  la prova del velo, con le mani leggermente unte prendete la pasta fra due dita e tiratela, dovrà formare un velo quasi trasparente (questo è importante per verificare se l’ impasto ha preso la giusta consistenza!), quindi  iniziate ad incorporare il burro in tre volte e sempre aspettando che la dose precedente venga assorbita prima di inserire quella successiva. Infine aggiungete il sale.

Sostituite  adesso la foglia con  il gancio ed incordate l’impasto aumentando la velocità, appena l’impasto si attaccherà bene al gancio togliete l’impasto e riversatelo in una ciotola capiente unta di burro, coprite con della pellicola alimentare  e mettete a lievitare per almeno 12-16 ore (deve triplicare di volume) a temperatura di almeno 26°, tipo forno chiuso con luce accesa (attenzione, il mio forno arriva fino a 31° con la luce accesa, verificate eventualmente la temperatura!).

SECONDO IMPASTO (es. domenica ore 8,30)

190 g  di farina per grandi lievitati

3 g di malto

40 g di acqua

30 g di zucchero di canna chiaro 

90 g di tuorli (circa 4)

1 albume piccolo

8 g di cioccolato bianco

115 g burro 

 emulsione aromatica*

1 g di sale

*emulsione aromatica: 10 g di burro + 5 g  di miele + scorza di una arancia non trattata (grattugiata) + semi di 2 bacche di vaniglia + 1 cucchiaino scarso di cannella

Procedete trasferendo in una ciotola l’  impasto triplicato e riponetelo nel frigorifero per circa 1 ora. Nel frattempo preparate l’emulsione aromatica da tenere da parte: sciogliete il burro  ed unite i semi delle bacche di vaniglia, il miele, l’arancia grattugiata e la cannella.
Iniziate quindi con il secondo  impasto: versate nella ciotola della planetaria la farina, il malto,  l’acqua e lo zucchero sciolto , mescolate bene.

A questo punto aggiungete il primo impasto ed  iniziate ad impastare con il gancio per almeno 10 minuti aumentando pian piano la velocità ma senza farlo scaldare troppo, dovrà staccarsi dalle pareti della ciotola ed aggrapparsi. A questo punto iniziate ad incorporare i tuorli nella stessa modalità del precedente impasto, aspettando che la dose precedente venga assorbita prima di inserire quella successiva. Fate nuovamente la prova del velo, se si formerà continuate con l’inserimento degli ingredienti. Unite  il cioccolato bianco sciolto a bagnomaria (e lasciato intiepidire!) ed inserite il burro a pomata in tre dosi, facendo sempre assorbire ogni dose. Quando l’impasto risulterà incordato unite l’emulsione aromatica a piccole dosi e per ultimo il sale.

Togliete l’impasto dalla planetaria e versatelo su un piano lavoro, io l’ ho versato su un vassoio in acciaio unto di burro,  lasciatelo riposare così, scoperto,  per mezz’ ora. Quindi procedete con la pirlatura (è importante ed essenziale per una buona lievitazione,  se siete inesperte guardata su internet si trovano vari tutorial).  Quindi fate riposare 30 minuti e procedete con una seconda pirlatura. A questo punto mettete l’impasto nell’ apposito  stampo ben imburrato, coprite con la pellicola e fate lievitare in forno con luce accesa (26-28°)  fino a raggiungere 1 cm sotto il bordo dello stampo. A me ci sono volute poco più di 4 ore ma potrebbe occorrere più tempo. Appena pronto, togliete lo stampo e tenetelo scoperto a temperatura ambiente per un’ altra mezz’ora finché farà capolino dallo stampo e una leggerissima crosticina in superficie. Quindi  scaldate il forno a 170° e raggiunta la temperatura , adesso bucherellate la superficie con uno stecchino ed infornate il pandoro inserendolo nel ripiano più basso del forno (attenzione, lo stampo da 1 kg  in cottura si alzerà e potrebbe toccare le resistenze del vostro forno!). Cuocete per 50 minuti ventilato (copritelo con della stagnola se tende ad abbronzarsi troppo), controllate comunque la temperatura al cuore che non deve oltrepassare i 98° altrimenti il pandoro risulterà secco.  A cottura ultimata estraete il pandoro dal forno e lasciatelo raffreddare bene per  sformarlo.

Fatelo raffreddare ancora 3/4 ore prima di imbustarlo in un sacchetto alimentare capiente e ben chiuso  (se volete conservalo a lungo (20 gg – 1 mese) dovrete spruzzare dell’ alcol alimentare all’ interno del sacchetto!).

Cospargetelo di abbondante zucchero a velo prima di gustarlo e, mio consiglio,  attendete un paio di giorni prima di gustarlo per sentire il suo gusto autentico con tutti gli aromi!

 

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