ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Tartellette con caponata di mele

Le mele sono davvero versatili in cucina ed offrono spunti creativi sia nelle pietanze dolci che salate, le amo in ogni loro forma 😉 … il prossimo sabato, il 21 ottobre, sarò impegnata nella sede di Toscana Fair per un bellissimo appuntamento, un evento benefico di AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) sezione di Pistoia di raccolta fondi per la ricerca scientifica contro la sclerosi multipla e per poter così potenziare i servizi per le persone colpite che purtroppo sono in aumento, anche in giovane età.

Sono sempre lieta di “mettere la faccia e le braccia” in questi bei progetti, la mela è da tempo un po’ il simbolo di AISM, così è nato questo evento MELA INSEGNI UNA RICETTA?  in cui terrò due laboratori di cucina assieme alla bravissima amica blogger Stefania Storai che ho coinvolto con gran piacere! Insieme proporremo varie ricette a base di mele per grandi e piccini, vi aspettiamo numerosi cariche di entusiasmo !!!

Una delle ricette che proporrò in tale occasione è proprio la caponata di mele che ADORO! Saporita e delicata al tempo spesso, sono sicura che incontrerà il gusto dei palati più incerti! In questa versione ho optato per delle tartellette con questa caponata, potete proporle come aperitivo, antipasto o contorno in una cena importante!

Tartellette  con caponata di mele

(per 10 tartellette)

1 disco di pasta sfoglia fresca (se volete prepararla guardate qui)

150 g. ricotta di mucca

2 mele grandi (io Golden)

1/2 cipolla di Tropea secca

2 pomodori maturi

1/2 sedano

qualche fogliolina di basilico

un rametto di maggiorana

100 g. di olive verdi denocciolate

una punta di peperoncino

2 cucchiai di olio extravergine di oliva

3 cucchiai di aceto bianco

2 cucchiai di zucchero di canna

pepe nero macinato fresco

curcuma q.b.

sale q.b.

Iniziate sbucciando le mele, eliminate il torsolo e fatele a dadini e mettetele in una ciotola assieme all’ aceto.

Sbollentate i pomodori e pelateli, quindi fateli a pezzettini con le foglioline di basilico ed uniteli alle mele.

Fate a pezzetti il sedano, affettate a rondelle sottili la cipolla.

In una padella capiente mettete un cucchiaio di olio, il peperoncino, il sedano e la cipolla, aggiungete un cucchiaio di acqua calda e rosolate a fiamma vivace.

Tagliate a metà le olive (sceglietene una buona qualità in salamoia).

Aggiungete quindi le mele  con il pomodoro, la maggiorana, le olive, aggiungete poco sale e lo zucchero, mescolate bene con un cucchiaio di legno. Quindi aggiungete tre cucchiai di acqua calda, coprite e proseguite la cottura per 15 minuti circa, girando di tanto in tanto.

Con l’ ausilio di un coppapasta tagliate dei cerchi che andrete a mettere negli stampini da tartelletta, in una ciotola a parte lavorate la ricotta con poca curcuma quindi prelevatene un cucchiaio da mettere come base su ogni tartelletta. Mettete un generoso cucchiaio di caponata di mele e cospargete con una macinata di pepe.

Infornate a forno caldo ventilato a 200° per 10/15 minuti.

 

 

DOLCI

Biscotti Monte Carlos al cioccolato

Stamani va così, già  il mattino è un momento delicato per me e chi mi vuol bene sa perfettamente che non dovrebbe parlarmi se non è trascorsa almeno un’ ora dal mio risveglio …ed ogni tanto ho bisogno di solitudine e di immergermi nei miei pensieri, il momento migliore è il tragitto a piedi per arrivare/rientrare dall’ ufficio. In questo spazio temporale di solito non rispondo a messaggi o telefonate che sono sempre pronte ad assaltarmi e mi immergo nelle note che più mi piacciono. Ci sono canzoni che mi cullano e rapiscono la mia mente spazzando via tutto il superfluo, come I wish you were here dei Pink Floyd…

How I wish, how I wish you were here.
We’re just two lost souls swimming in a fish bowl,
Year after year,
Running over the same old ground. What have we found?
The same old fears,
Wish you were here

Se proprio qualcuno (figli compresi) volesse interagire con me appena sveglia, beh…che almeno si armi di un buon caffè caldo ed un paio di biscotti, allora forse riuscirei a sorridere 🙂 !

Questa ricetta me l’ ero segnata, credo sia di Csaba Dalla Zorza…in realtà questi biscotti dovrebbero essere farciti con una crema bianca e marmellata di lamponi. Io ho optato per il cioccolato per incontrare il gusto dei miei palati in età scolare 😉

Biscotti Monte Carlos al cioccolato

(per 20 biscotti)

150 g di farina

80 g di burro morbido

60 g di zucchero di canna

20 g di cocco disidratato

1 uovo

1/2 bacca di vaniglia (semini)

1/2 cucchiaino di bicarbonato

 

per la farcia:

5 cucchiai di cioccolato spalmabile (io fondente Pernigotti)

2 cucchiai di mascarpone

 

Iniziate lavorando il burro a crema con lo zucchero, unire la vaniglia e l’ uovo precedentemente sbattuto. Infine aggiungete farina, cocco e bicarbonato ed amalgamate bene.

Accendete il forno a 180° ventilato, rivestite una teglia con carta da forno.

Con due cucchiaini formate dei mucchietti di impasto un po’ distanziati e schiacciateli leggermente con i rebbi di una forchetta.

Cuocete i biscotti per 12 minuti circa e fateli raffreddare prima di farcirli.

Preparate la farcia mescolando il cioccolato spalmabile con il mascarpone. Una volta farciti non si conservano fuori dal frigo poiché sono con il mascarpone, quindi consumateli in giornata o farciteli al momento di gustarli.

 

PRIMI PIATTI

Sformatini di riso con taleggio , zucca e cipolla di Tropea

Ci sono collaborazioni di cui vado particolarmente fiera, come quella  con PROGETTO ITACA, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale. Il 7 e 8 ottobre in molte piazze italiane si raccoglieranno fondi per promuovere programmi di informazione, prevenzione, riabilitazione  e supporto rivolti a persone affette da disturbi della salute mentale ed alle loro famiglie, vi invito davvero a partecipare! Se andate sul sito www.progettoitaca.org troverete la piazza più vicina a voi.

Questo tema mi tocca molto,  mi sta particolarmente a cuore,  non ne faccio mistero. Ho iniziato un percorso di volontariato  all’ età di 15 anni con l’ associazione AIAS di Pistoia, è stato un percorso fortemente voluto dalla sottoscritta ed inizialmente non facile, lo ammetto. Si trattava di  un volontariato prettamente estivo, veniva svolto in una residenza al mare a Ronchi in Toscana; eravamo un gruppo di volontari ed obiettori di coscienza e per 15 giorni assistevamo bambini ed adulti portatori di handicap più o meno gravi giorno e notte.

Quando per la prima volta decisi di cimentarmi in questa esperienza, i miei genitori erano scettici: “Alla tua età dovresti pensare a divertirti ed uscire con gli amici, perché ti sei messa in testa questa cosa?” e pure gli amici “ma dai! Ma chi te lo fa fare?”… io ero già molto determinata nelle mie scelte e decisi comunque di partire; così iniziò l’ avventura, in quel turno a  me ed un’ amica era stato abbinato un ragazzino di 7 anni con disturbi mentali.

Dopo una settimana, una domenica, mi vennero a trovare i miei genitori  e mi trovarono un po’ dimagrita e con diversi lividi, pranzarono nella struttura,  ma in un tavolo a parte, e mi osservarono mentre ero con il mio assistito  che si dimenava e lanciava il cibo, alla fine mi dissero “non sei obbligata lo sai? Se non ti senti più ti portiamo via”. Neanche per idea! Ero provata, ma ero felice, avevo con me dei buoni  amici e finalmente mi sentivo utile in un momento, quello difficile adolescenziale, in cui troppe domande affollavano la mia mente. Stare a contatto con chi ha disturbi psichici giorno e notte è davvero faticoso e quando si tornava a casa si era un po’ smarriti, non era ben chiaro chi fosse l’ assistito e l’ assistente 😀 ….

Di quel periodo, di quegli anni in cui ho fatto questo tipo di volontariato ricordo soprattutto i sorrisi, le corse per riacciuffare chi scappava, le canzoni con la chitarra e le frasi dei testi scritti sulle lenzuola, i giochi da organizzare per riempire le giornate…ricordo le risate nelle camere, le docce fatte in mezzo secondo per il timore che potesse succedere qualcosa, l’ amore ricevuto, gli abbracci sinceri di chi ti è grato per una carezza inattesa, gli occhi di chi non riusciva ad esprimersi ma ti diceva tutto quello che dovevi sapere. E’ stata senza ombra di dubbio una delle esperienze più profonde della mia vita…che fondamentalmente mi ha lasciato addosso un’ unica certezza,  ovvero che la “normalità” non esiste in senso assoluto, e per fortuna direi.

Veniamo alla ricetta, l’ ingrediente principe di questo evento è il riso #tuttimattiperilriso,  ingrediente da me molto amato sia nelle preparazioni dolci che salate, questa volta ho pensato a degli sformatini saporiti e pure carini, semplici e veloci da proporre che mettono d’accordo un po’ tutti 😉 Buon WE e fatevi un giro in piazza!

Sformatini di riso con taleggio , zucca e cipolla di Tropea

(per 4 pp)

  • 300 g riso (scegliete una qualità che non scuoce)
  • 80 g di taleggio
  • 3 pomodori maturi
  • 350 g di zucca 
  • 1 cipolla di Tropea grossa
  • 1/2 carota
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1 foglia di alloro
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe

Iniziate facendo a cubetti la zucca, salatela leggermente e cuocetela in forno (sulla leccarda ricoperta di carta forno) a 200° per circa 15 minuti.

Sbollentate i pomodori, privateli della buccia e prelevatene la polpa.

Tritate la mezza carota assieme al basilico. Mettete il trito in una padella capiente, unite i cubetti di zucca, la polpa di pomodoro, la foglia di alloro e  la cipolla (tenendone qualche fettina da parte). Irrorate con un giro di olio extravergine di oliva, salate, pepate e cuocete a fiamma dolce 15/20 minuti (aggiungete qualche cucchiaio di acqua calda se vi sembra si secchi troppo).

Cuocete il riso in abbondante acqua salata (scegliete un riso che tenga bene la cottura). Nel mentre fate a cubetti il taleggio. Una volta cotto il riso buttatelo in padella ed amalgamatelo al sugo.

Quindi ricoprite una teglia di carta da forno, ungete dei cerchi di acciaio e poggiateli sopra la carta, quindi mettete dentro un po’ di riso, poi qualche cubetto di taleggio e poi ancora riso, terminate con qualche anello di cipolla tenuta da parte.

Infornate a forno caldo a 180° per 8/10 minuti.

Lasciate intiepidire prima di sformare. Completate con una macinata di pepe fresco e un giro di olio.

PRIMI PIATTI

Pici con funghi porcini

Qual è il sapore dell’ autunno? Io credo ce ne siano diversi….. uva, zucca, castagne e ….i FUNGHI! Che meraviglia!… Mi piace cercarli nel bosco e ne sono golosissima da sempre, fin da piccola. Sono figlia di un grande “fungaiolo”, uno di quelli che sarebbe  capace di trovarli perfino sulla spiaggia ;-D, il paniere pieno di funghi porcini e galletti è un ricordo ricorrente dell’ autunno della mia infanzia.

Ogni ricetta con i funghi incontra i miei gusti, i porcini freschi poi li trovo libidinosi :-), anche i miei uomini li adorano e questo’ anno è una buona annata, quindi mi sbizzarrisco con varie preparazioni, ma la mia preferita è la più semplice e familiare, quella dei funghi cucinati come mia mamma e mia nonna!

Questa è una ricetta semplice ed efficace, soprattutto se la materia prima è di qualità! Buon fine settimana 🙂

Pici ai funghi porcini

(per 4 pp.)

per i pici:

  • 350 g di farina tipo 1
  • 1 bicchiere di acqua
  • 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva
  • sale q.b.
  • (semola per la finitura)

per il sugo di funghi porcini:

  • 500 g di funghi porcini freschi
  • 1 spicchio di aglio
  • 1/2 cipolla rossa
  • prezzemolo q.b.
  • qualche fogliolina di basilico
  • 1 rametto di nepitella 
  • 1 punta di peperoncino
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • sale
  • pepe

Iniziate preparando il sugo di funghi. Pulite i porcini e tagliateli a piccoli pezzi. A parte preparate un trito con aglio, cipolla, prezzemolo, basilico e peperoncino; mettete i funghi in un tegamino capiente con questo trito, il rametto di nepitella, sale pepe  e poca acqua (se ne avete necessità aggiungetene calda durante la cottura); a cottura ultimata aggiungete olio extravergine a crudo.

Adesso preparate l’impasto dei pici: dovete prendere una ciotola capiente. Versate nella ciotola un l’acqua, un cucchiaio d’olio e un pizzico di sale. Mescolate bene con una forchetta e cominciate ad aggiungere poco a poco la farina  finchè l’impasto sarà ben compatto. A questo punto spostate l’impasto sulla spianatoia e lasciate riposare l’ impasto sotto la ciotola per mezz’ora.

Quindi stendete l’impasto dello spessore di mezzo centimetro e, aiutandovi con le dita, ungete tutta la superficie con dell’olio per impedire alla pasta di seccare mentre preparate i vostri pici.

Tagliate delle strisce di mezzo centimetro e prendetene una e con il palmo della mano arrotolate la striscia per assottigliarla e arrotondare i bordi. L’altra mano che regge la striscia deve mantenere una certa tensione perché l’ impasto del picio è elastica e basta poco per allungarla.  Una volta ottenuto il picio adagiatelo in un vassoio ben cosparso di semola. Proseguite fino a fine impasto, spolverandoli bene con la  semola perché non si attacchino fra loro.

Fate attenzione!  Bisogna procedere rapidamente e aiutarsi con la farina e la semola in abbondanza perchè questo impasto è molto morbido e tende ad appiccicarsi, creando delle consistenze che poi nell’acqua calda resterebbero crude (se volete conservarli consiglio di farli e congelarli).

Cuocete i pici circa 5-6 minuti di cottura in acqua salata e bollente, quindi saltateli in una padella capiente con il sugo di funghi, infine spolverate con poco fresco.

DOLCI

Crostatine al cioccolato

Che meraviglia le famiglie unite, quelle che sanno fare squadra e stringersi nelle avversità sono davvero una ricchezza, per questo sono anche molto rare. 

Personalmente ho trovato sempre più affetto e conforto nella famiglia che mi sono scelta, quella degli amici, che non in quella di origine. Nel momento del bisogno troppo spesso mi sono trovata sola, ho dovuto contare  sulle mie forze e sul conforto di qualche buon amico, anche quando per età avrei dovuto pensare ad altro anziché affrontare le avversità.

Ma tutto serve, fa sì che si diventi ciò che si è.  Devo ammettere che, anche se con tante difficoltà,  almeno non sono cresciuta avvolta nell’ aridità e posso dire di essere stata comunque fortunata con la famiglia che mi sono costruita e con  gli affetti che da sempre sono al mio fianco, i miei amici. Anche questa è una grande ricchezza, impagabile. Perché è sempre e soltanto il cuore che dà senso all’ esistenza e ad usarlo posso assicurare con certezza che non si consuma.

Il cuore è, come spesso ho scritto, un ingrediente imprescindibile in cucina. Se si parte con una crostatina al cioccolato fatta in casa, con una crema al cioccolato che rimane densa al morso ed è una vera coccola, provar per credere!

 

Crostatine al cioccolato

(per 10 crostatine)

per la pasta frolla

  • 300 g di farina tipo 1
  • 80 g di burro morbido
  • 30 ml olio di semi
  • 130 g zucchero di canna
  • 1 uovo intero 
  • 1 tuorli piccoli
  • 1/2 cucchiaino bicarbonato
  • 1/2 bacca di vaniglia (semini)
  • 1 pizzico di sale

per la crema al cioccolato

  • 200 g di cioccolato fondente 70%
  • 250 ml di panna fresca
  • 100 g di zucchero di canna
  • 40 g di farina

Preparate la frolla, amalgamate bene tutti gli ingredienti, formate una palla liscia e compatta e riponete in frigo  per  2 ore. 

Procedete quindi tritando il cioccolato con un coltello, cercate di ottenere tutti pezzetti piccoli più o meno della stessa dimensione. Mettete il cioccolato in un pentolino insieme allo zucchero, la farina e due cucchiai di panna,  mescolate con il cucchiaio di legno tenendo il fuoco piuttosto basso. Appena  il composto di cioccolato si rapprenderà, aggiungete a filo la panna, continuate ad aggiungerla ed a girare pian piano finché non otterrete una crema al cioccolato densa e liscia. A questo punto coprite con una pellicola a contatto (per evitare che la crema formi una pellicina) e riponete in frigo a riposare almeno 1 ora.

Stendete la frolla con l’aiuto di un matterello infarinato su un piano di lavoro ad uno spessore di circa 4 mm, quindi con un coppapasta ricavate la base delle vostre crostatine e con l’ eccesso (ridisteso con il mattarello) ritagliate le striscioline da porvi sopra. Bucherellate il guscio delle crostatine con i rebbi di una forchetta, prendete la vostra crema dal frigo e giratela bene per farla tornare morbida. Versate la crema nel guscio di frolla, distribuendo bene il cioccolato e coprite con le strisce . Mettete le crostatine in frigorifero e accendete il forno a 170° ventilato.

Appena il forno avrà raggiunto la temperatura infornate per 15/20 minuti. Far raffreddare  prima di sformarle e gustarle.

PRIMI PIATTI

Timballo di pasta con pomodori gratinati al pesto e Castelmagno

Non è da me: 1) lamentarmi 2) stare immobile ad osservare la vita che scorre 3) paragonarmi agli altri 4) non sorridere 5) non fare progetti. Una minore densità di aspirazioni senza dubbio permette una coincidenza maggiore con la propria vita e, in momenti di problemi su problemi e difficoltà, è facile cadere nel tranello ma … NO, grazie, non fa per me. Continuo serenamente ad aspirare a molto e con la tenacia che è cresciuta con me.

Tranquillizzo coloro che tengono a me che avrò la meglio sul famigerato osso da rosicchiare, tranquillizzo anche coloro che invece mi vorrebbero a terra (abbiamo tutti qualche buon anima che si anima con le nostre disavventure…): quando cado mi scuoto e mi rialzo con il sorriso, d’ altronde solo chi <striscia> non cade mai. Quindi tutti sereni, passa tutto, alla fine come disse il buon John Lennon andrà tutto bene, e se non va bene, significa che non è la fine…….

Inizierei con un buon piatto di pasta, di quelli che mettono d’ accordo tutti i palati, anche quelli più delicati dei piccini 😉

Timballo di pasta con pomodori gratinati al pesto e Castelmagno

(per 4 pp.)

pasta corta (tipo ditalini rigati) g 300

5 pomodori 

formaggio Castelmagno g 250

pesto alla genovese 4 cucchiai

pangrattato q.b.

origano q.b.

timo q.b.

olio extravergine di oliva

sale

pepe

Come prima cosa fate a dadini due pomodori (sceglietene della qualità che preferite) ed il Castelmagno, condite il tutto con olio, origano e timo.

Affettate i restati 3 pomodori a fettine sottili, a parte mescolate il pangrattato con il pesto alla genovese (meglio se fatto in casa), mettete il composto sui pomodori, quindi infornate a 200° ventilato per 10 minuti.

Cuocete i ditalini  in acqua salata, scolateli al dente. Quindi conditeli con i cubetti di pomodoro e formaggio.

Rivestite la leccarda del forno con l’ apposita carta e, all’ interno di cerchi di acciaio (di 8/10 cm di diametro) disponete una fetta di pomodoro gratinato, un po’ di ditalini e proseguite fino al bordo. Infornate a forno caldo ventilato a 200° per 5/7 minuti (la pasta non deve seccarsi troppo). Togliete dal forno e lasciate intiepidire leggermente per poter sfornare i vostri timballi.

Spolverate con una macinata di pepe fresco e aggiungete un filo di olio buono.

DOLCI

Crostata vegan di barbabietola con marmellata di amarene

Think pink always……il pensiero positivo salva sempre, anche nelle più tempestose avversità. Così come salva anche il sorriso da sfoderare senza ritegno! Fa bene a noi, ci regala bellezza, è sempre opportuno ed è il miglior biglietto da visita. Fa bene agli altri: a chi ci vuol bene fa sicuramente piacere vederci sereni e sorridenti a prescindere da tutto,  a chi ci vuol “meno bene” fa rosicare non poco ed è sicuramente l’ arma vincente per allontanare gli influssi negativi!

Sorridete “smodatamente” e l’ unica controindicazione a cui andrete incontro sarà l’ accentuarsi delle rughe di espressione ai lati della bocca (dev’ essere per questo motivo che io le ho belle evidenti da quando ero ragazzina! :-D), per il resto otterrete solo vantaggi, garantito!!!

E se provassimo ad immaginare anche una crostata che porti il rosa in tavola? Una frolla naturalmente rosa, buona, light, positiva….che abbinata ad una buona marmellata (in questo caso di amarene) è un connubio di dolcezza delicata, per una colazione davvero top!

E mette d’ accordo tutti, piacerà pure ai vegani 😉

Frolla vegan di barbabietola con marmellata di amarene

farina tipo 1 g 220

fecola di patate g. 100

barbabietola cotta g 200

zucchero di canna g 150

olio di girasole ml 40

cremor tartaro 1/2 cucchiaino 

scorza di limone bio

marmellata di amarene

 

Preparate la frolla. Frullate nel mixer le barbabietole cotte con olio e zucchero, finché non diventa una purea. Mettete il composto in una ciotola e aggiungete la scorza di limone, quindi aggiungete la farina, la fecola ed il cremor tartaro setacciati.  Se l’ impasto risultasse farinoso aggiungete poca acqua calda. 

Formate una palla, avvolgetela nella pellicola alimentare e mettete a riposare in frigorifero mezz’ora. Trascorso questo tempo lavoratela con l’ ausilio di un mattarello, tagliate un cerchio di 28 cm di diametro per la base e lasciate il resto dell’ impasto per la copertura.

Riempite con marmellata di amarene (o comunque scegliete una marmellata dolce ma acidula). Decoratela come preferite, io ho usato dei tagliabiscotti a forma di farfalla (e post cottura ho decorato con glassa reale che avevo pronta per un’ altra preparazione!).

Cuocete in forno caldo e ventilato a 170° per circa 25 minuti.

 

PRIMI PIATTI

Ragù di carne, il “sugo di casa mia”

Ci sono ricette che ti riportano a casa, ti catapultano nelle domeniche in famiglia della tua infanzia,  quando a pranzo c’ era rigorosamente la pasta/ i tortelli/ le lasagne con il ragù e come secondo l’ arrosto con le patate o piselli ed infine il dolce… mentre la sera il menù era: pastina in brodo, lesso (che odiavo) ed i Puffi in TV.

La mia infanzia era scandita da questa rigorosa tradizione culinaria domenicale… i profumi erano quelli. Il sugo di carne  (da noi si usa chiamar così il ragù) aveva un sapore diverso a seconda se veniva preparato da mia nonna o mia mamma, entrambi erano buoni ma quello di nonna emanava un profumo strepitoso, che ancora oggi il vicinato rammenta ;-).  Mia mamma mi ha sempre raccontato che nel paesino di montagna dove lei è nata (Fossato) quando nonna preparava il sugo la gente diceva “senti che profumino che vien da casa della Giuliana (che poi mia nonna si chiama(va) Giulia, tutti però le allungavano il nome!),  così erano sempre tutti pronti a mettersi a tavola! E dire che mia nonna non aveva un ricettario ampio, non aveva chissà quale estro in cucina, ma cucinava divinamente perché amava follemente il cibo e questo trapelava in ogni sua preparazione. 

Il momento del sugo è sempre stato un po’ un rito, ricordo quando appena pronto mi precipitavo a mangiarne un po’ direttamente su una fetta di pane fresco! Mi piaceva molto più gustarlo così che non con la pasta… questa  abitudine è stata tramandata anche ai miei figli che fanno “la guardia” al tegame del sugo finché non è pronto e litigano per chi lo assaggerà per primo!

A differenza di mia nonna, mia mamma  ha sempre cucinato per necessità, ha sempre cucinato piuttosto bene tuttavia e sempre con un occhio ad alleggerire la cucina, dosando olio e sale. Con l’ arrivo dei nipoti si è pure migliorata ed ha acquisito più verve e fantasia ai fornelli. Questa ricetta che condivido è la versione alleggerita da mia mamma, quella senza soffritto.

L’ unico appunto che faccio sempre a mia mamma è quello di cuocere poco la pasta, adoro la pasta molto al dente, devo dire che lei non è che la faccia scuocere ma comunque allunga un po’ la cottura (ecco, questa pasta in foto è stata cotta da lei e per la sottoscritta è un tantino avanti 😉 ma la perdono perché la sua “pastasciutta col sugo”  è davvero buona 😀 !)… 

Chiaramente il ragù è  gluten free, basta usarlo con della pasta senza glutine o riso ed è una pietanza che accontenta proprio tutti!

“Sugo di carne”  (ricetta di famiglia)

carne macinata di vitello g 300

carne macinata di maiale g 100

passata di pomodoro g 600

1 cipolla rossa

2 carote

1 costa di sedano (con le foglie)

1 cucchiaio colmo di funghi secchi

1 ramettino di rosmarino

1 mazzettino di prezzemolo

qualche foglia di basilico

2 foglie di salvia

1 punta di peperoncino

1 bicchiere di vino rosso

olio extravergine q.b.

acqua q.b.

sale q.b.

Iniziate preparando il “battutino”: con la mezzaluna sminuzzate cipolla, carota, sedano, prezzemolo, rosmarino, salvia, basilico ed il peperoncino. Fate un battutino non troppo fine.

Mettete a mollo i funghi secchi in un bicchiere una decina di minuti, quindi filtrate l’ acqua tenendola da parte e sminuzzateli.

In un tegame di alluminio (o quello di coccio da ragù!) mettete,  su un fuoco non troppo grande,  il battutino con un cucchiaio di acqua e poco sale e pepe, girandolo qualche minuto con il cucchiaio di legno.

Aggiungete la carne macinata, fatela rosolare bene qualche minuto girandola ed aggiungete il vino rosso alzando la fiamma e facendolo sfumare.

A questo punto aggiungete la passata di pomodoro più un paio di bicchieri di acqua calda (ma questa va aggiunta un po’ ad occhio), i funghi secchi e la loro acqua filtrata. Fate cuocere piano piano con coperchio alzato con il mestolo per circa due ore. Aggiungete poca acqua calda se necessario. Alla fine aggiustate un po’ sale e pepe.

A cottura terminata irrorate con del buon olio extravergine di oliva. Non vi resta che cuocere il formato di pasta che più amate e condirlo con il sugo appena pronto!

 

DOLCI

Flauti al cioccolato

Ci siamo, di nuovo in <zona scuola>, ancora pochissimi giorni e ricominceranno le mattine con gli occhi abbottonati, le corse, lo studio e  via con la nuova sfida che c’è un nuovo percorso da affrontare ! Ai miei ragazzi raccomando sempre la stessa cosa, ovvero di tenere in tasca una bella dose di determinazione e buona volontà! E’ un’ arma assolutamente essenziale. “Nulla al mondo può prendere il posto della perseveranza. Non il talento, nulla è più comune di uomini di talento falliti. Non il genio; il genio incompreso è ormai un luogo comune. Non l’istruzione; il mondo è pieno di derelitti istruiti. Solo la perseveranza e la determinazione sono onnipotenti” (Calvin Coolidge)

Fondamentale è anche una colazione nutriente e sana, odio le merendine ed i biscotti confezionati così cerco  sempre di sfornare piccole bontà per un inizio dolce di giornata; questa ricetta l’ avevo adocchiata tempo fa dalla brava blogger Martina e, come al solito, ci ho messo un po’ del mio!…non sto nemmeno a scriverlo che sono infinitamente più buoni di quelli confezionati! ;-)…perfetti per questo nuovo inizio di anno scolastico!!!

Flauti con il cioccolato

(per 12 flauti)

  • 250 g di farina forte (io ho usato quella per panettone)
  • 200 g di farina tipo 1
  • 250 ml di latte
  • 5g di lievito di birra fresco
  • 80 g + 120 g di zucchero di canna
  • 40 g di burro
  • 10 g di olio di girasole
  • 1 cucchiaino miele
  • 1 uovo
  • 3 cucchiai di yogurt greco 
  • 1 pizzico di sale
  • buccia di limone o arancia
  • scacchi di cioccolato fondente (io 60%)

Setacciate le due farine e mettetele nella ciotola dell’impastatrice formando una fontana. Sciogliete il lievito e il miele nel latte e versate il composto al centro della fontana; mescolate con una forchetta e aggiungete due cucchiai di farina presa dal totale  in modo da formare una pastella.

Lasciate riposare così per 30 minuti e poi aggiungete, lo zucchero, lo yogurt e l’uovo sbattuto (tenete da parte il piatto sporco di uovo, poi aggiungerete un cucchiaio di latte e vi servirà per spennellare). Impastate a bassa velocità fino a formare un impasto omogeneo e liscio,  alla fine aggiungete il pizzico di sale, il burro morbido e la buccia di limone o d’arancia. Impastate ancora a velocità, aggiungete a filo l’ olio e proseguite affinché risulti ben incordato e semilucido, ribaltando l’ impasto di tanto in tanto.

Trasferite l’impasto in una ciotola precedentemente oliata. Coprite con la velina,  attendete che raddoppi il suo volume. Quindi  prelevatelo, adagiatelo su una spianatoia ben infarinata e stendete in un rettangolo (35 x20 cm)  e tagliate 12 piccoli rettangoli, che andranno coperti  di volta in volta con uno strofinaccio in modo che non si secchino mentre li preparate. Prendete uno a uno i rettangoli ottenuti, con una rotella incidete un lato corto del rettangolo in tante linguette. A questo punto sistemate il pezzo di cioccolata (v. foto sotto) sul lato opposto ai tagli; poi arrotolate il flauto sui se stesso fino all’estemità inferiore dei tagli. Ora prendete le striscioline e sistematele una a una distanziate sul flauto.

Riponete ogni flauto su una leccarda coperta di carta forno distanziandoli di 2 cm circa (io ho usato un foglio di silicone).
Fate lievitare i flauti fino al raddoppio coprendoli con una pellicola, quindi spennellateli con l’uovo ed il latte e cuoceteli in forno caldo e ventilato a 170° per venti minuti, finché risulteranno dorati.

Sfornate e fateli raffreddare. Si conservano in una busta alimentare o in una scatola di latta per un paio di giorni mantengono la fragranza, altrimenti potete congelarli prima dell’ ultima lievitazione, quindi scongelati, riportati a lievitazione e quindi cotti, oppure una volta cotti e raffreddati quando scongelati andranno scaldati leggermente e tornano perfetti!

DOLCI

Tortino polenta e fichi

Settembre è un po’ l’ alba dell’ anno. E’ il vero inizio, quello in cui si riparte… carico di buoni propositi, di aspettative, una nuova partenza! 

L’alba è già qua

per quanto sia normale vederla ritornare

mi illumina di novità

mi dà una possibilità

La scarpetta di cristallo

che hai perduto una notte nella corsa

puoi attendere qualcuno che ti cerchi

o proseguire scalza

nella luna che si accende di riflesso

c’è una parte che rimane sempre scura

c’è chi dice che è la parte dove è adesso

e per sempre si rivela la natura

(Jovanotti)

Ancora una ricetta con i fichi freschi, mi piacciono molto, in particolar modo quelli piccoli, dolci e “verdini” ! Questo dolce è spaziale, fidatevi! Un connubio perfetto di sapori e consistenze…

Tortino polenta e fichi

(per 6 pp.)

farina di mais g 70

farina tipo 1 g 70

fecola di patate 1 cucchiaio abbondante

zucchero di canna g 110

uova 2

yogurt greco g 100

olio di mais 1 cucchiaio

limone bio scorza grattugiata

bicarbonato 1 cucchiaino colmo

2/3 fichi freschi

per decorare:

marmellata di pere 2 cucchiai

rum 1 cucchiaino

zenzero in polvere una punta

5/6 fichi freschi piccoli

due spicchi di mela disidratata

Partite mescolando bene con la frusta le uova con lo zucchero e la scorza di limone grattugiata. In una ciotola a  parte mescolate le due farine, la fecola ed  il bicarbonato.

Aggiungete alle uova e zucchero lo yogurt, l’ olio ed i fichi fatti a pezzettini (io ne ho messi tre di quelli piccoli verdi). A questo punto inglobate pian piano il composto di farina, mescolando bene affinché appaia senza grumi.

Imburrate ed infarinate uno stampo piccolo (io ho usato quello da budino) e versatevi il composto. Cuocete in forno caldo e ventilato a 170° per circa 30 minuti.

Preparate la decorazione. In un tazza sul fuoco scaldate la marmellata con il rum (se la marmellata appare particolarmente densa aggiungete anche un cucchiaio di acqua) e lo zenzero.

Una volta intiepidito e sfornato il dolce decoratelo spalmando sopra la marmellata, mettendo i fichi freschi (lavati, asciugati e tagliati in due) e una dadolata di pezzettini di mela disidratata.

DOLCI

Pan brioche veloce

Mi piacerebbe avere la capacità di saper sempre cadere nel modo giusto, per limitare i danni e per poter rialzarmi senza farmi troppo male, perché le ferite, anche le più profonde, si richiudono.  Restano però le cicatrici e quelle mica le puoi dimenticare, quelle ti fanno sempre ricordare quanto sei stata male ogni volta che le guardi… per questo è così importante saper cadere! Che tanto cadiamo tutti, chi più chi meno….!

“Harry, se dovessi salvare solo una delle tue lezioni, quali sceglieresti? 

“Rigiro a te la domanda.”

“Io salverei l’importanza di saper cadere”

“Mi trovi pienamente d’accordo. La vita è una lunga caduta, Marcus. La cosa più importante è saper cadere.”  

(tratto da La verità sul caso Harry Quebert)

Una soluzione sarebbe avere a portata di mano sempre qualcosa di soffice per attutire il colpo… se poi è pure dolce siamo a dama! No??? Questa ricetta è un pan brioche con lievito di birra che ho preso dalla brava Paoletta Sersante (a lei devo anche un grazie particolare, seguivo sempre il suo blog ed è anche merito suo se adesso ho il mio 😉 ), lei l’ ha chiamata  brioche 4 e 4 otto, io ho ridotto un po’ il lievito e fatto qualche piccola variazione, comunque si è rivelato un pan brioche soffice, buonissimo e perfetto per la prima colazione! E, se conservato in un sacchetto per alimenti, si conserva bene 4/5 giorni! (sempre se non lo divorate prima 😉 )

Pan brioche veloce 4 e 4 otto !

350 g  di farina forte (io ho usato quella per panettoni)

200 g di farina tipo 1

90 g di uova

200 g di latte (+ 1 cucchiaio per la spennellatura)

80 g di burro (io ho optato per uno danese di ottima qualità)

90 g. zucchero di canna

15 g. di lievito di birra fresco

8 g. sale fino

semini di mezza bacca di vaniglia 

 

In un pentolino scaldate il latte con 50 g di burro e la vaniglia, quindi preparate tutti gli altri ingredienti pesati. Mescolate assieme le due farine.

Sbattete le uova (2 grandi), prelevatene circa 100g e mettete le restanti in una tazzina in frigo che serviranno per  per la spennellatura.

Nella ciotola dell’ impastatrice mettete il latte intiepidito, aggiungete tutto lo zucchero e le uova, quindi date una mescolata a mano. Inserite il lievito sbriciolato, montate il gancio ed far partire a bassa velocità un paio di minuti. A questo punto aggiungere tutta la farina ed impastate finché inizierà a prender forma l’ impasto, quindi alla fine aggiungete il sale ed il burro a fiocchi.

Continuate fino ad incordare, l’ impasto dovrà apparire omogeneo e lucido. Toglietelo dalla planetaria e ribaltatelo un paio di volte sul piano di lavoro, quindi dategli la forma rotonda e lasciatelo riposare coperto da velina 20/30 minuti.

Trascorso questo tempo fate le pieghe di forza, riformate la palla e lasciatelo riposare nuovamente 20/30 minuti. Quindi di nuovo le pieghe e riposo.

A questo punto procedete alla formatura, dividetelo in porzioni uguali, formate delle sfere ben tese e mettetelo in uno stampo da plumcake, una sfera attaccata all’ altra, quindi spennellatelo con l’ uovo tenuto da parte più un cucchiaio di latte. Lasciate riposare coperto da velina 1 ore 1/2 / 2 ore, finché non risulterà raddoppiato.

Cuocetelo a forno caldo e ventilato a 160 ° per circa 30/35 minuti.

(n.b. se volete potete impastare a mano, io l’ ho fatto ed è venuta ugualmente buona, dovete però essere un po’ abili con gli impasti, lavorandola energicamente come fosse in planetaria!)

 

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Cheesecake salata con fichi

Tempo di fichi! Qua in Toscana il frutto del fico si usa come termine di paragone per il suo essere particolarmente dolce,  si dice “quanto sei ficoso/a!” (a Pistoia diventa FIHOSO :-D) per sottolineare quando una persona sia eccessivamente schizzinosa, lagnosa e ipocondriaca! Ovvero sono coloro che si scuotono per una goccia di acqua o sentono dolore per una carezza contropelo, spesso ahimè sono proprio alcune donne che lo sono oltremodo. Ecco, di questo sento davvero di poter ben vantarmi. Non sono MAI stata <ficosa>, in nessuno dei sensi sopra citati  e, devo ammettere,  che tendo a tollerare pochissimo chi invece lo è, in questo sono esattamente come mia nonna che diceva sempre “i fichi mi garbano quelli dell’ albero non quelli che fa la gentuccia!”, così sono stata cresciuta senza troppi frenzoli e poche lagne, che tanto non servono a niente! Per fortuna dico io, che quando capitano periodi particolarmente turbolenti, si sente meno la pioggia che ci batte costante addosso! ;-D

Beh, i fichi intesi come frutto mi piacciono molto, in particolar modo quelli “verdini” che sono saporiti e belli dolci, poi si sa che ho un debole per il verde 😉 !

Questa ricetta è una delicatissima cheesecake salata che non necessita di cottura, è perfetta per un aperitivo (anzi, a volte ho fatto monoporzioni e sono davvero carine!) o per un invito a cena, inoltre se nella base usate crackers gluten free è perfetta anche per gli amici celiaci! 😉

Cheesecake salata con fichi

(per uno stampo/cerchio da 18 cm di diametro)

tortillas di mais g 100

grissini g 100

burro g 80

1 mozzarella fior di latte

panna fresca ml 250

latte ml 50

grana padano grattugiato 2 cucchiai

noce moscata q.b.

agar agar 1 cucchiaino scarso

sale q.b.

4/5 fichi neri

marmellata di fichi 2 cucchiai

zenzero in polvere q.b.

semi di papavero

Iniziate preparando la base, sbriciolate le tortillas ed i grissini. A parte far fondere dolcemente il burro, unitelo al composto sbriciolato. Mettete la base in un vassoio tondo senza bordo, coperto da carta forno, dentro un anello di acciaio di 18 com di diametro, pressate bene per uniformare. Tagliate la mozzarella a fettine sottili, strizzatela un po’ per far fuoriuscire il latte e disponete le fette sopra la base, quindi mettete in frigo a riposare.

In un pentolino fondo mettete la panna, il latte,  la noce moscata, il grana padano, l’ agar agar e poco sale. Portate a bollore mescolando con una frusta, fate bollire dolcemente un paio di minuti, spegnete e fate intiepidire.

Togliete la base dal frigo, mettete sopra il composto di panna e latte. Lasciate riposare in frigorifero almeno un paio di ore. 

In un pentolino fate sciogliere la marmellata di fichi con poco zenzero in polvere e un cucchiaino di acqua. Togliete la cheesecake dal frigo, togliete il cerchio di acciaio e guarnitela con fichi a fette, la marmellata fatta colare sopra e un po’ di semi di papavero dai lati.

CONSIGLIA Risotto al salto