ANTIPASTI/ PRIMI PIATTI

Hummus di barbabietola rossa

La barbabietola rossa, conosciuta anche  rapa rossa, non è una verdura amata da tutti  eppure è una verdura ricca di proprietà. Si tratta di un ortaggio che viene consumato un po’ tutto l’anno ed ha molteplici  proprietà alimentari infatti apporta vari benefici è assolutamente ipocalorico, povero di calorie, ma ricco di altri importanti elementi, quali carboidrati (sotto forma di zuccheri), fibra alimentare, proteine, grassi ed è un alimento ricco di sali minerali, in particolare potassio, sodio, calcio, fosforo e ferro. 

A me piace moltissimo, trovo inoltre che abbia un colore affascinante, infatti l’ho usata tantissime volte come colorante alimentare! In casa mia invece i miei ragazzi la odiano e pure il marito la guarda in cagnesco…tranne in questa preparazione! Questo hummus piace molto anche a lui, perché con il pane fresco è “la morte sua!” come si suol dire! 😉

L’ hummus nasce in Libano ed è una preparazione comune nei paesi arabi, una salsa a base di pasta di ceci e pasta di semi di sesamo (tahine) che viene aromatizzata in vari modi, viene solitamente consumata insieme a focacce di pane azzimo oppure spalmata all’interno della pita, ma posso garantire che, adattata alle nostre tavole, fa la sua bella figura anche su una fetta di pane toscano! E’ una preparazione semplice e che accontenta proprio tutti, vegani compresi 😉 !

Hummus di barbabietola rossa

  • 300 gr. di barbabietola rossa (lessata)
  • 150 gr. di ceci lessati
  • 1 cucchiaio di salsa tahin
  • 1 cucchiaio di senape antica
  • 1 cucchiaio di  limone
  • 1 pizzico di sale
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • semi di girasole per guarnire

 

Trasferite in un mixer ad immersione la barbabietola, i ceci (precedentemente sgocciolati e passati sotto l’ acqua), la salsa tahin, la senape, il succo di limone e frullate aggiungendo olio al bisogno finché avrà una consistenza bella densa. Alla fine aggiustare il sale secondo i propri gusti.

Servite guarnendo con dei semi di girasole che conferiscono un’interessante croccantezza alla salsa.

 

DOLCI

Apple Pie con uvetta e rum

Che belli gli alberi che in autunno riescono a liberarsi del superfluo, a rinnovarsi, a buttar via le foglie in attesa di nuove più belle e di tornare splendenti e rigogliosi in primavera! Magari potessimo farlo tutti, non credete? Mi piacerebbe liberarmi del superfluo, del negativo, di ciò che mi appesantisce…o che proprio non mi serve, persone comprese! Diciamo che per alcune cose mi riesce pure bene…per le persone invece non sempre. E mi ritengo pure fortunata perché ho al mio fianco degli affetti veri che mi vogliono un gran bene e che sono sempre presenti, ma quelle che dovrebbero esserlo diciamo “di regola” lasciano molto desiderare. Una cara amica mi ha detto “ricordatelo quando avranno bisogno di aiuto”, beh, non credo di volermelo ricordare…sono così fiera di essere diversa! Sicuramente non sono furba, mi metto a disposizione nel momento del bisogno anche in favore di chi non si è mosso di un cm per me, ma alla fine sono io che devo andare a dormire con me stessa ed il mio modo di essere, ognuno è giusto che faccia i conti con sé stesso. Chi tiene a noi non ci dice “se hai bisogno chiama”, ma c’è senza bisogno di esser chiamato, come fosse naturale darci una mano, una carezza o una spalla.

Dopo queste riflessioni è giusto tuffarsi nella dolce leggerezza di una fetta confortante di torta. Questa apple pie è squisita, una vera carezza…perfetta sia a colazione che a merenda, e perché no, pure per un dolce fine pasto!

Apple Pie con uvetta e rum

(per uno stampo 18 cm di diametro)

 

per la pasta brisé light

200 g di farina tipo 1

40 g di zucchero di canna

3 cucchiai di olio di mais

1 cucchiaio di rum

acqua tiepida q.b.

un pizzico di sale

 

per il ripieno

3 mele renette 

30 g di burro

20 g di uvetta

4 cucchiai di zucchero di canna

1 cucchiaino scarso di cannella

1/2 cucchiaino di noce moscata

un pizzico di zenzero in polvere

 

per spennellare

1 cucchiaino di tuorlo

2 cucchiaini di latte

2 cucchiaini di zucchero di canna grosso

 

Iniziate preparando il guscio della vostra pie. In una ciotola mescolate tutti gli ingredienti per la brisé leggera nell’ ordine elencato, finché si formi una palla compatta e liscia, coprite con un canovaccio e lasciare riposare in un luogo fresco.

Sbucciate e affettate le mele a fette non troppo sottili, quindi mettetele in una padella capiente, copritele con i riccioli di burro, tutti gli aromi sopra riportati e lo zucchero, fatele saltare a fiamma vivace per dieci minuti, aggiungendo se occorre qualche cucchiaio di acqua, infine aggiungete l’ uvetta, coprite e lasciate da parte.

Imburrate ed infarinate uno stampo a cerniera di 18 cm di diametro. Dividete la pasta brisé in due parti, una leggermente più abbondante, quindi stendetene una per la base, questa dovrà essere un cerchio abbondante per aderire ai bordi dello stampo. Quindi riempite con le mele e chiudete con l’ altro disco steso, avendo cura di sigillare bene dai lati. 

A parte mescolate il tuorlo con il latte e spennellate quindi la superficie, cospargete con lo zucchero di canna grosso. Infornate a forno caldo e ventilato a 170° per 20 minuti circa. Fate intiepidire la pie prima di sformarla e affettarla.

 

 

PRIMI PIATTI

Risotto con radicchio trevigiano, stracchino e noci

Il giorno dopo è sempre un giorno particolare. Che sia il giorno dopo ad un esame, un incontro, una passione, un incidente, un viaggio, una sbornia, una cerimonia, un concerto, un arrivo o una partenza… il fatidico “giorno dopo” è sempre un po’ magico e un po’ stonato.  Ecco che mi sono travata di fronte il mio, ed è un po’ come se fosse il mio primo di gennaio ma a metà novembre e mi pare un po’ fuori tempo, tuttavia opportuno. Eccome se è opportuno… perché posso ripremere il tasto play, con un ulteriore crescita personale e qualche piccola consapevolezza in più e “avanti tutta” con gli impegni, i progetti ed i sogni. Quanto ti ho atteso <giorno dopo> !!!

Opportuno è di sicuro anche questo risotto di cui sto per parlarvi! Io lo adoro, racchiude in sé tutte le consistenze ed i gusti che amo. Sono davvero sicura che se lo proverete lo riproporrete più volte e vi farà fare una bella figura anche per un invito a cena! Scommettiamo?

Risotto con radicchio trevigiano, stracchino e noci

(per 4 pp.)

320 g di riso carnaroli 

250 g di radicchio trevigiano

50 g di stracchino

6 noci

1/2 cipolla di Tropea

1 l di brodo vegetale

100 ml di vino bianco

una punta di peperoncino

1/2 cucchiaino di prezzemolo disidratato

una punta di curry

un cucchiaio di latte

olio extravergine di oliva q.b.

sale q.b.

pepe nero macinato fresco q.b.

 

Preparate il brodo vegetale. Lavate e sminuzzate il radicchio e tenete da parte. Tagliate a rondelle sottili la cipolla. Schiacciate le noci, sminuzzate i gherigli e tenete da parte.

In una padella capiente mettete la cipolla con il latte, un giro di olio, il peperoncino, il curry ed il prezzemolo, fate insaporire a fuoco dolce qualche minuto.

Aggiungete il riso, girandolo perché venga tutto ben tostato, aggiungete quindi il vino e far evaporare a fiamma vivace, aggiungete due mestoli di brodo vegetale e fate ritirare. Aggiungete a questo punto il radicchio, mescolate e aggiungete poco brodo vegetale alla volta con il mestolo per portare a cottura. Deve cuocere lentamente per un buon risultato, deve assorbire poco brodo per volta. A fine cottura aggiungete un giro di olio e aggiustate il sale.

A cottura ultimata spegnete la fiamma, mantecate con lo stracchino aggiunto a cucchiaini girando bene dolcemente, quindi aggiungete le noci sminuzzate e terminate con una spolverata di pepe.

(Potete servire il vostro risotto anche aggiungendo le noci direttamente nel piatto di portata come in foto)

 

 

DOLCI

Donuts leggeri al cioccolato

Pronti, pazienza, via! … Inizia una nuova settimana ed io da questa mi aspetto molto. Mi aspetto soprattutto di riavviarmi alla normalità e di tornare a saltellare da un impegno ad un altro senza sentir troppo la fatica, mi aspetto di dire “ok, ho ripreso fiato, sono di nuovo pronta a correre fra progetti, appuntamenti e problemi da risolvere”…! 

Novembre è un mese che non ho mai amato particolarmente… piovoso, uggioso, buio, mi ha sempre messo un po’ di tristezza. Ma ho sempre trovato antidoti validi per farlo passare al meglio, con la giusta dose di positività ed allegria! Pensare in rosa serve anche e soprattutto nei mesi/periodi grigi, per fortuna è una dote che non mi ha abbandonata. 

Queste sono le famose ciambelle americane, i donuts! Amate dai più piccoli ma anche dagli adulti!… questa mia versione è golosa senza essere peccaminosa, una versione leggera cotta in forno, senza uova.  Sono ideali per una buona colazione/merenda e sicuramente aiutano a far partire la settimana con il piede giusto! Non siete d’ accordo? 😉

Donuts leggeri al cioccolato

(per 15 donuts)

 

per il lievitino

150 g farina tipo 1

50 ml di latte parzialmente scremato (tiepido)

1 cucchiaino di zucchero di canna

8 g di lievito di birra fresco

 

per l’ impasto

300 g di farina tipo 1

100 ml di latte parzialmente scremato

50 ml di acqua tiepida

40 g di burro t.a.

2 cucchiai di olio di mais

50 g di zucchero di canna

2 cucchiai di miele di acacia

scorza di limone grattugiata

un pizzico di sale

 

per la copertura

130 g di cioccolato fondente 70%

80 g di panna fresca (senza lattosio)

graniglia colorata

 

Preparate il lievitino, sciogliete il lievito di birra nel latte tiepido con lo zucchero, aggiungete la farina, mescolate bene, coprite quindi con la pellicola per alimenti e lasciate lievitare per circa un’ ora.

In una ciotola capiente mescolate bene tutti gli ingredienti dell’ impasto (tranne il sale) e trascorso il tempo di riposo unite il lievitino mescolando molto bene, infine il sale. Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio, se occorresse aggiungete poca acqua tiepida. Potete impastare a mano o con l’ ausilio dell’ impastatrice. Quindi coprite con la pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio (occorreranno 2 ore circa, dipende dalla temperatura).

A questo punto sgonfiate delicatamente l’ impasto su di una spianatoia in legno infarinata, stendetelo con il mattarello ad uno spessore di 1 cm. Con l’ ausilio di un coppapasta formate le ciambelline, io ho fatto il foro centrale usando un tappo di una bottiglia di acqua. 

Disponete le ciambelle ben distanziate su carta forno, lasciatele lievitare fino al raddoppio coperte da un panno, io ho dovuto attendere un’ ora e mezza.

Infornate quindi a forno caldo a 170° per circa 15 minuti. I donuts non dovranno dorarsi troppo! Sfornate e lasciate raffreddare.

Preparate quindi la ganache, portate a bollore la panna, spegnete, togliete dal fuoco e aggiungete il cioccolato a pezzi, mescolate bene fino ad ottenere un composto liscio e privo di grumi. Tuffate quindi i donuts (parte superiore) nel cioccolato, disponeteli su di una griglia e cospargeteli con della graniglia colorata. Aspettate che il cioccolato si solidifichi prima di addentarli (se ci riuscite 😉 ).

 

 

DOLCI

Muffin di Halloween dal cuor fondente

Ognuno di noi ha i suoi mostri da combattere, mica solo per Halloween! Questa festa è diventata ormai radicata anche nella nostra tradizione… e francamente non mi dispiace. Sono sempre pronta a festeggiare qualsiasi cosa (ho preso da mia nonna, spesso citata in questo blog <3 ), poi devo dire che le zucche decorate, i mostri, i mantelli e le streghe mi piacciono e mi fanno sorridere, sdrammatizzare il dramma è sempre ottima cosa, credo sia la miglior terapia in assoluto, sono fortunata poiché  a me questo riesce piuttosto bene 😛

Di solito per Halloween propongo menù a base di vermi, bibite di sangue, dita di strega, sandwich mostruosi ecc… ma anche dolcetti o altro a base di zucca o decorati con essa, una zucca fa subito autunno ed allegria e poi, non trovate che le zucche vuote siano simpaticissime? A dispetto delle tante vuote con cui ci troviamo a relazionarci ahimè! 😀

Veniamo a questi muffin golosi golosi e cioccolatosi, dal cuore fondente e con un frosting buonissimo…decorati con un marshmallow proprio a forma di zucca! 

Muffin di Halloween dal cuor fondente
(per 6 muffin)
 
150 g. di cioccolato fondente 70%
2 uova
80 g. zucchero a velo
40 g. olio di mais
30 g. acqua calda
1 cucchiaino di rum
35 g. farina tipo 1
1 pizzico di bicarbonato
 
per il frosting
 80 g di formaggio spalmabile
20 g di burro morbido
40 g di zucchero a velo
 
zucche marshmallow per decorare
 
 
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato spezzettato in modo che risulti bello fluido.
A parte sbattete bene le uova con lo zucchero a velo, quindi aggiungete l’olio e l’acqua (si puo’ usare parte di quella usata per sciogliere il cioccolato) ed il rum.
Aggiungete quindi la farina ed il bicarbonato mescolando bene, infine unire il cioccolato fuso.
Riempite degli stampini (io ho usato quelli di silicone) per 2/3.
Intanto togliete dal frigo il formaggio spalmabile ed il burro.
Infornate a forno caldo a 170° ventilato per 12 minuti! Non un minuto di più altrimenti la scioglievolezza dell’ interno verrà compromessa.
Preparate il frosting, mescolate bene il formaggio spalmabile con il burro e lo zucchero a velo, quindi fatelo riposare mezz’ora in frigo. 
Raffreddati i muffin farciteli con il frosting con l’ ausilio di un sac à poche e decorateli, io ho optato per delle zucche marshmallow.

 

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Crocchette di patate con fontina e pistacchi

Sono una lettrice, mi piace perdermi in un buon libro, trovo sia sempre un grande amico, uno di quelli fidati che può darti conforto in qualsiasi momento. Uno degli autori da me più apprezzati è senza dubbio Baricco, una cara amica mi ha dedicato un pensiero di questo autore e sicuramente mi ha fatto un piacere immenso, non so se sia così realmente o se è solo affetto, ma è stata una dedica bellissima:

Sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra, la loro storia… Tutta scritta, addosso. Lui leggeva, e con cura infinita, catalogava, sistemava, ordinava.
(Novecento)

E’ sempre bello scambiarsi pensieri, opinioni, emozioni e ricette, no?  Ecco che ritorno quindi a parlarvi dello #scambiamociunaricetta, un appuntamento in cui noi “bloggalline” andiamo a curiosare nella cucina di qualche amica blogger e riproponiamo qualche suo piatto! Questa volta ho girovagato nella cucina della brava  Marina ed ho trovato un sacco di belle ricettine , mi sono imbattuta nelle sue crocchette di patate e mi hanno fatto venire un grande appetito, ho dovuto riproporle con un ripieno goloso!

Crocchette di patate con fontina e pistacchi

  • 3 patate medie
  • 1 uovo
  • 100 g di farina
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • noce moscata
  • 1 pizzico di sal
  • pangrattato
  • olio di semi di arachide
  • cubetti di fontina
  • pistacchi tostati
  1. Bollite le patate con la buccia,  pelatele e passatele allo schiacciapatate.
  2. In una terrina mescolate le patate con l’uovo, il sale, la noce moscata ed il parmigiano grattugiato. Aggiungete un po’ di farina alla volta per far si che l’impasto prenda consistenza. Bisognerà utilizzare la giusta dose di farina per evitare che in frittura le crocchette possano sfaldarsi. Per fare una prova, sarà sufficiente preparare una crocchetta e poi stringerla tra le dita se l’impasto si mostrerà elastico, senza spappolarsi allora andrà bene.
  3. A questo punto si possono preparare le crocchette utilizzando il metodo degli gnocchi, un serpentello di impasto da tagliare in cilindretti ,  il serpentello dovrà essere più cicciotto per permettere al ripieno di accomodarsi per bene e all’impasto di ricoprirlo perfettamente, per evitare che in cottura fuoriesca, io ho optato per cubetti di fontina e pistacchi sminuzzati. Quindi passate le crocchette in abbondante pangrattato.
     
  4. Una volta pronte friggetele in abbondante olio bollente, friggetele in un tegame non troppo grande e con molto olio, rimarranno croccantissime!
 

 

DOLCI

Fluffosa al tè e semi di papavero

Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai. 
Potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai. 
Lei disse misteriosamente “Sarà sempre tardi per me quando ritornerai”. 
E lui buttò un soldino nel mare, lei lo guardò galleggiare, si dissero “Ciao!” 
per le scale e la luce dell’alba da fuori sembrò evaporare

(F. De Gregori – Compagni di Viaggio)

C’è un  grande viaggio e di sola andata che facciamo tutti, anche i meno abbienti, il viaggio più bello, più importante e più ingarbugliato in assoluto: si chiama vita.

Questo mega viaggio avrà molti compagni che ne faranno parte, più o meno stretti, amati o odiati, tutti importanti perché tutti contribuiranno a loro modo e loro malgrado a ciò che siamo e saremo. Tuttavia i compagni  “veramente importanti” saranno coloro che pur facendo i propri percorsi non si allontaneranno mai troppo dal sentiero che hanno in comune con noi, e quando inizieranno a condividere  parte del nostro cammino non percorreranno con noi solo un breve tratto ma saranno presenti per brindare con noi ad ogni successo o per abbracciarci quando le cose non andranno bene, sono tutti i compagni che la vita ci dona anche inaspettatamente e sotto qualsiasi forma di legame per non lasciarci mai. Ho sempre creduto che siano un dono immenso, specialmente quando si parla di amicizia che ha me ha dato davvero molto <3

Oggi sono partita molto riflessiva, voglio concentrarmi sui pensieri soffici, esattamente come questa torta, la buonissima e sofficissima fluffosa che è un po’ il manifesto di iFood 🙂 , questa è una ricetta rielaborata da me prendendo spunto dal bellissimo libro dell’ amica blogger Monica Le Fluffose di Monica Zacchia. Una fluffosa è sempre una garanzia!

Fluffosa al tè e semi di papavero

(per uno stampo da chiffon cake di 18cm di diametro)

160 g farina tipo 1

180 g di zucchero di canna fine

100 g di tè nero

80 g di olio di mais

3 uova intere + 1 albume

30 g di acqua tiepida

20 g di semi di papavero

1 lime 

1 bustina di lievito BIO per dolci

1/2 bustina di cremor tartaro

1 pizzico di sale

 

Separate i tuorli dagli albumi. Montate gli albumi a neve ben ferma con le fruste elettriche. Sb

In una ciotola a parte setacciate la farina, lo zucchero, i semi di papavero, le polveri lievitanti ed il sale.

Emulsionate bene l’ olio con acqua e tè, unite la scorza grattugiata del lime ed i tuorli precedentemente sbattuti, amalgamate bene.

Unite tutti gli ingredienti liquidi nei solidi e aggiungete alla fine gli albumi montati a neve, amalgamate tutto con delicatezza per non farli smontare.

Versate quindi il composto nell’ apposito stampo senza né ungerlo né infarinarlo, quindi infornate a forno caldo e ventilato a 160° per un’ ora e 15 minuti circa.

Fate raffreddare la fluffosa a testa in giù sui piedini dello stampo e sformatela.

 

 

 

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Tartellette con caponata di mele

Le mele sono davvero versatili in cucina ed offrono spunti creativi sia nelle pietanze dolci che salate, le amo in ogni loro forma 😉 … il prossimo sabato, il 21 ottobre, sarò impegnata nella sede di Toscana Fair per un bellissimo appuntamento, un evento benefico di AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) sezione di Pistoia di raccolta fondi per la ricerca scientifica contro la sclerosi multipla e per poter così potenziare i servizi per le persone colpite che purtroppo sono in aumento, anche in giovane età.

Sono sempre lieta di “mettere la faccia e le braccia” in questi bei progetti, la mela è da tempo un po’ il simbolo di AISM, così è nato questo evento MELA INSEGNI UNA RICETTA?  in cui terrò due laboratori di cucina assieme alla bravissima amica blogger Stefania Storai che ho coinvolto con gran piacere! Insieme proporremo varie ricette a base di mele per grandi e piccini, vi aspettiamo numerosi cariche di entusiasmo !!!

Una delle ricette che proporrò in tale occasione è proprio la caponata di mele che ADORO! Saporita e delicata al tempo spesso, sono sicura che incontrerà il gusto dei palati più incerti! In questa versione ho optato per delle tartellette con questa caponata, potete proporle come aperitivo, antipasto o contorno in una cena importante!

Tartellette  con caponata di mele

(per 10 tartellette)

1 disco di pasta sfoglia fresca (se volete prepararla guardate qui)

150 g. ricotta di mucca

2 mele grandi (io Golden)

1/2 cipolla di Tropea secca

2 pomodori maturi

1/2 sedano

qualche fogliolina di basilico

un rametto di maggiorana

100 g. di olive verdi denocciolate

una punta di peperoncino

2 cucchiai di olio extravergine di oliva

3 cucchiai di aceto bianco

2 cucchiai di zucchero di canna

pepe nero macinato fresco

curcuma q.b.

sale q.b.

Iniziate sbucciando le mele, eliminate il torsolo e fatele a dadini e mettetele in una ciotola assieme all’ aceto.

Sbollentate i pomodori e pelateli, quindi fateli a pezzettini con le foglioline di basilico ed uniteli alle mele.

Fate a pezzetti il sedano, affettate a rondelle sottili la cipolla.

In una padella capiente mettete un cucchiaio di olio, il peperoncino, il sedano e la cipolla, aggiungete un cucchiaio di acqua calda e rosolate a fiamma vivace.

Tagliate a metà le olive (sceglietene una buona qualità in salamoia).

Aggiungete quindi le mele  con il pomodoro, la maggiorana, le olive, aggiungete poco sale e lo zucchero, mescolate bene con un cucchiaio di legno. Quindi aggiungete tre cucchiai di acqua calda, coprite e proseguite la cottura per 15 minuti circa, girando di tanto in tanto.

Con l’ ausilio di un coppapasta tagliate dei cerchi che andrete a mettere negli stampini da tartelletta, in una ciotola a parte lavorate la ricotta con poca curcuma quindi prelevatene un cucchiaio da mettere come base su ogni tartelletta. Mettete un generoso cucchiaio di caponata di mele e cospargete con una macinata di pepe.

Infornate a forno caldo ventilato a 200° per 10/15 minuti.

 

 

DOLCI

Biscotti Monte Carlos al cioccolato

Stamani va così, già  il mattino è un momento delicato per me e chi mi vuol bene sa perfettamente che non dovrebbe parlarmi se non è trascorsa almeno un’ ora dal mio risveglio …ed ogni tanto ho bisogno di solitudine e di immergermi nei miei pensieri, il momento migliore è il tragitto a piedi per arrivare/rientrare dall’ ufficio. In questo spazio temporale di solito non rispondo a messaggi o telefonate che sono sempre pronte ad assaltarmi e mi immergo nelle note che più mi piacciono. Ci sono canzoni che mi cullano e rapiscono la mia mente spazzando via tutto il superfluo, come I wish you were here dei Pink Floyd…

How I wish, how I wish you were here.
We’re just two lost souls swimming in a fish bowl,
Year after year,
Running over the same old ground. What have we found?
The same old fears,
Wish you were here

Se proprio qualcuno (figli compresi) volesse interagire con me appena sveglia, beh…che almeno si armi di un buon caffè caldo ed un paio di biscotti, allora forse riuscirei a sorridere 🙂 !

Questa ricetta me l’ ero segnata, credo sia di Csaba Dalla Zorza…in realtà questi biscotti dovrebbero essere farciti con una crema bianca e marmellata di lamponi. Io ho optato per il cioccolato per incontrare il gusto dei miei palati in età scolare 😉

Biscotti Monte Carlos al cioccolato

(per 20 biscotti)

150 g di farina

80 g di burro morbido

60 g di zucchero di canna

20 g di cocco disidratato

1 uovo

1/2 bacca di vaniglia (semini)

1/2 cucchiaino di bicarbonato

 

per la farcia:

5 cucchiai di cioccolato spalmabile (io fondente Pernigotti)

2 cucchiai di mascarpone

 

Iniziate lavorando il burro a crema con lo zucchero, unire la vaniglia e l’ uovo precedentemente sbattuto. Infine aggiungete farina, cocco e bicarbonato ed amalgamate bene.

Accendete il forno a 180° ventilato, rivestite una teglia con carta da forno.

Con due cucchiaini formate dei mucchietti di impasto un po’ distanziati e schiacciateli leggermente con i rebbi di una forchetta.

Cuocete i biscotti per 12 minuti circa e fateli raffreddare prima di farcirli.

Preparate la farcia mescolando il cioccolato spalmabile con il mascarpone. Una volta farciti non si conservano fuori dal frigo poiché sono con il mascarpone, quindi consumateli in giornata o farciteli al momento di gustarli.

 

PRIMI PIATTI

Sformatini di riso con taleggio , zucca e cipolla di Tropea

Ci sono collaborazioni di cui vado particolarmente fiera, come quella  con PROGETTO ITACA, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale. Il 7 e 8 ottobre in molte piazze italiane si raccoglieranno fondi per promuovere programmi di informazione, prevenzione, riabilitazione  e supporto rivolti a persone affette da disturbi della salute mentale ed alle loro famiglie, vi invito davvero a partecipare! Se andate sul sito www.progettoitaca.org troverete la piazza più vicina a voi.

Questo tema mi tocca molto,  mi sta particolarmente a cuore,  non ne faccio mistero. Ho iniziato un percorso di volontariato  all’ età di 15 anni con l’ associazione AIAS di Pistoia, è stato un percorso fortemente voluto dalla sottoscritta ed inizialmente non facile, lo ammetto. Si trattava di  un volontariato prettamente estivo, veniva svolto in una residenza al mare a Ronchi in Toscana; eravamo un gruppo di volontari ed obiettori di coscienza e per 15 giorni assistevamo bambini ed adulti portatori di handicap più o meno gravi giorno e notte.

Quando per la prima volta decisi di cimentarmi in questa esperienza, i miei genitori erano scettici: “Alla tua età dovresti pensare a divertirti ed uscire con gli amici, perché ti sei messa in testa questa cosa?” e pure gli amici “ma dai! Ma chi te lo fa fare?”… io ero già molto determinata nelle mie scelte e decisi comunque di partire; così iniziò l’ avventura, in quel turno a  me ed un’ amica era stato abbinato un ragazzino di 7 anni con disturbi mentali.

Dopo una settimana, una domenica, mi vennero a trovare i miei genitori  e mi trovarono un po’ dimagrita e con diversi lividi, pranzarono nella struttura,  ma in un tavolo a parte, e mi osservarono mentre ero con il mio assistito  che si dimenava e lanciava il cibo, alla fine mi dissero “non sei obbligata lo sai? Se non ti senti più ti portiamo via”. Neanche per idea! Ero provata, ma ero felice, avevo con me dei buoni  amici e finalmente mi sentivo utile in un momento, quello difficile adolescenziale, in cui troppe domande affollavano la mia mente. Stare a contatto con chi ha disturbi psichici giorno e notte è davvero faticoso e quando si tornava a casa si era un po’ smarriti, non era ben chiaro chi fosse l’ assistito e l’ assistente 😀 ….

Di quel periodo, di quegli anni in cui ho fatto questo tipo di volontariato ricordo soprattutto i sorrisi, le corse per riacciuffare chi scappava, le canzoni con la chitarra e le frasi dei testi scritti sulle lenzuola, i giochi da organizzare per riempire le giornate…ricordo le risate nelle camere, le docce fatte in mezzo secondo per il timore che potesse succedere qualcosa, l’ amore ricevuto, gli abbracci sinceri di chi ti è grato per una carezza inattesa, gli occhi di chi non riusciva ad esprimersi ma ti diceva tutto quello che dovevi sapere. E’ stata senza ombra di dubbio una delle esperienze più profonde della mia vita…che fondamentalmente mi ha lasciato addosso un’ unica certezza,  ovvero che la “normalità” non esiste in senso assoluto, e per fortuna direi.

Veniamo alla ricetta, l’ ingrediente principe di questo evento è il riso #tuttimattiperilriso,  ingrediente da me molto amato sia nelle preparazioni dolci che salate, questa volta ho pensato a degli sformatini saporiti e pure carini, semplici e veloci da proporre che mettono d’accordo un po’ tutti 😉 Buon WE e fatevi un giro in piazza!

Sformatini di riso con taleggio , zucca e cipolla di Tropea

(per 4 pp)

  • 300 g riso (scegliete una qualità che non scuoce)
  • 80 g di taleggio
  • 3 pomodori maturi
  • 350 g di zucca 
  • 1 cipolla di Tropea grossa
  • 1/2 carota
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1 foglia di alloro
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe

Iniziate facendo a cubetti la zucca, salatela leggermente e cuocetela in forno (sulla leccarda ricoperta di carta forno) a 200° per circa 15 minuti.

Sbollentate i pomodori, privateli della buccia e prelevatene la polpa.

Tritate la mezza carota assieme al basilico. Mettete il trito in una padella capiente, unite i cubetti di zucca, la polpa di pomodoro, la foglia di alloro e  la cipolla (tenendone qualche fettina da parte). Irrorate con un giro di olio extravergine di oliva, salate, pepate e cuocete a fiamma dolce 15/20 minuti (aggiungete qualche cucchiaio di acqua calda se vi sembra si secchi troppo).

Cuocete il riso in abbondante acqua salata (scegliete un riso che tenga bene la cottura). Nel mentre fate a cubetti il taleggio. Una volta cotto il riso buttatelo in padella ed amalgamatelo al sugo.

Quindi ricoprite una teglia di carta da forno, ungete dei cerchi di acciaio e poggiateli sopra la carta, quindi mettete dentro un po’ di riso, poi qualche cubetto di taleggio e poi ancora riso, terminate con qualche anello di cipolla tenuta da parte.

Infornate a forno caldo a 180° per 8/10 minuti.

Lasciate intiepidire prima di sformare. Completate con una macinata di pepe fresco e un giro di olio.

PRIMI PIATTI

Pici con funghi porcini

Qual è il sapore dell’ autunno? Io credo ce ne siano diversi….. uva, zucca, castagne e ….i FUNGHI! Che meraviglia!… Mi piace cercarli nel bosco e ne sono golosissima da sempre, fin da piccola. Sono figlia di un grande “fungaiolo”, uno di quelli che sarebbe  capace di trovarli perfino sulla spiaggia ;-D, il paniere pieno di funghi porcini e galletti è un ricordo ricorrente dell’ autunno della mia infanzia.

Ogni ricetta con i funghi incontra i miei gusti, i porcini freschi poi li trovo libidinosi :-), anche i miei uomini li adorano e questo’ anno è una buona annata, quindi mi sbizzarrisco con varie preparazioni, ma la mia preferita è la più semplice e familiare, quella dei funghi cucinati come mia mamma e mia nonna!

Questa è una ricetta semplice ed efficace, soprattutto se la materia prima è di qualità! Buon fine settimana 🙂

Pici ai funghi porcini

(per 4 pp.)

per i pici:

  • 350 g di farina tipo 1
  • 1 bicchiere di acqua
  • 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva
  • sale q.b.
  • (semola per la finitura)

per il sugo di funghi porcini:

  • 500 g di funghi porcini freschi
  • 1 spicchio di aglio
  • 1/2 cipolla rossa
  • prezzemolo q.b.
  • qualche fogliolina di basilico
  • 1 rametto di nepitella 
  • 1 punta di peperoncino
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • sale
  • pepe

Iniziate preparando il sugo di funghi. Pulite i porcini e tagliateli a piccoli pezzi. A parte preparate un trito con aglio, cipolla, prezzemolo, basilico e peperoncino; mettete i funghi in un tegamino capiente con questo trito, il rametto di nepitella, sale pepe  e poca acqua (se ne avete necessità aggiungetene calda durante la cottura); a cottura ultimata aggiungete olio extravergine a crudo.

Adesso preparate l’impasto dei pici: dovete prendere una ciotola capiente. Versate nella ciotola un l’acqua, un cucchiaio d’olio e un pizzico di sale. Mescolate bene con una forchetta e cominciate ad aggiungere poco a poco la farina  finchè l’impasto sarà ben compatto. A questo punto spostate l’impasto sulla spianatoia e lasciate riposare l’ impasto sotto la ciotola per mezz’ora.

Quindi stendete l’impasto dello spessore di mezzo centimetro e, aiutandovi con le dita, ungete tutta la superficie con dell’olio per impedire alla pasta di seccare mentre preparate i vostri pici.

Tagliate delle strisce di mezzo centimetro e prendetene una e con il palmo della mano arrotolate la striscia per assottigliarla e arrotondare i bordi. L’altra mano che regge la striscia deve mantenere una certa tensione perché l’ impasto del picio è elastica e basta poco per allungarla.  Una volta ottenuto il picio adagiatelo in un vassoio ben cosparso di semola. Proseguite fino a fine impasto, spolverandoli bene con la  semola perché non si attacchino fra loro.

Fate attenzione!  Bisogna procedere rapidamente e aiutarsi con la farina e la semola in abbondanza perchè questo impasto è molto morbido e tende ad appiccicarsi, creando delle consistenze che poi nell’acqua calda resterebbero crude (se volete conservarli consiglio di farli e congelarli).

Cuocete i pici circa 5-6 minuti di cottura in acqua salata e bollente, quindi saltateli in una padella capiente con il sugo di funghi, infine spolverate con poco fresco.

DOLCI

Crostatine al cioccolato

Che meraviglia le famiglie unite, quelle che sanno fare squadra e stringersi nelle avversità sono davvero una ricchezza, per questo sono anche molto rare. 

Personalmente ho trovato sempre più affetto e conforto nella famiglia che mi sono scelta, quella degli amici, che non in quella di origine. Nel momento del bisogno troppo spesso mi sono trovata sola, ho dovuto contare  sulle mie forze e sul conforto di qualche buon amico, anche quando per età avrei dovuto pensare ad altro anziché affrontare le avversità.

Ma tutto serve, fa sì che si diventi ciò che si è.  Devo ammettere che, anche se con tante difficoltà,  almeno non sono cresciuta avvolta nell’ aridità e posso dire di essere stata comunque fortunata con la famiglia che mi sono costruita e con  gli affetti che da sempre sono al mio fianco, i miei amici. Anche questa è una grande ricchezza, impagabile. Perché è sempre e soltanto il cuore che dà senso all’ esistenza e ad usarlo posso assicurare con certezza che non si consuma.

Il cuore è, come spesso ho scritto, un ingrediente imprescindibile in cucina. Se si parte con una crostatina al cioccolato fatta in casa, con una crema al cioccolato che rimane densa al morso ed è una vera coccola, provar per credere!

 

Crostatine al cioccolato

(per 10 crostatine)

per la pasta frolla

  • 300 g di farina tipo 1
  • 80 g di burro morbido
  • 30 ml olio di semi
  • 130 g zucchero di canna
  • 1 uovo intero 
  • 1 tuorlo piccolo
  • 1/2 cucchiaino bicarbonato
  • 1/2 bacca di vaniglia (semini)
  • 1 pizzico di sale

per la crema al cioccolato

  • 200 g di cioccolato fondente 70%
  • 250 ml di panna fresca
  • 100 g di zucchero di canna
  • 40 g di farina

Preparate la frolla, amalgamate bene tutti gli ingredienti, formate una palla liscia e compatta e riponete in frigo  per  2 ore. 

Procedete quindi tritando il cioccolato con un coltello, cercate di ottenere tutti pezzetti piccoli più o meno della stessa dimensione. Mettete il cioccolato in un pentolino insieme allo zucchero, la farina e due cucchiai di panna,  mescolate con il cucchiaio di legno tenendo il fuoco piuttosto basso. Appena  il composto di cioccolato si rapprenderà, aggiungete a filo la panna, continuate ad aggiungerla ed a girare pian piano finché non otterrete una crema al cioccolato densa e liscia. A questo punto coprite con una pellicola a contatto (per evitare che la crema formi una pellicina) e riponete in frigo a riposare almeno 1 ora.

Stendete la frolla con l’aiuto di un matterello infarinato su un piano di lavoro ad uno spessore di circa 4 mm, quindi con un coppapasta ricavate la base delle vostre crostatine e con l’ eccesso (ridisteso con il mattarello) ritagliate le striscioline da porvi sopra. Bucherellate il guscio delle crostatine con i rebbi di una forchetta, prendete la vostra crema dal frigo e giratela bene per farla tornare morbida. Versate la crema nel guscio di frolla, distribuendo bene il cioccolato e coprite con le strisce . Mettete le crostatine in frigorifero e accendete il forno a 170° ventilato.

Appena il forno avrà raggiunto la temperatura infornate per 15/20 minuti. Far raffreddare  prima di sformarle e gustarle.

CONSIGLIA Risotto al salto