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Biscotti speziati natalizi

L’ atmosfera natalizia può piacere o no, comunque sia il Natale è un po’ il vero giro di boa, il punto in cui si fanno i bilanci dell’ annata e si mettono nel cuore i buoni propositi e le speranze da tirar fuori con il nuovo anno. Si dice che a Natale “siamo tutti più buoni!” …mah, non credo sia esattamente così. Però è certo che con l’ avvicinarsi della notte magica, le lucine, i regali…si sente di più accesa la speranza che tutti possano avere qualcosa di bello, che anche i più sfortunati possano gioire e tirare un po’ il fiato. Io, nel mio piccolo,  mi presto sempre volentieri a dar una mano dove serve, dove so di poter fare qualcosa di utile, è il mio modo di ringraziare la vita e di sentirmi utile davvero a qualcosa.

Così sono felicissima di mettermi a “biscottare”  per AISM, domani 10 dicembre,  a Pistoia in quel di Toscana Fair per supportare la raccolta fondi per la ricerca a favore della sclerosi multipla, una malattia che purtroppo è in crescita ma per la quale si può davvero fare tanto.

Sono altrettanto fiera di far da ambasciatrice, assieme al mio network iFood , per Telethon con  il progetto #contuttoilcuore che il 16 e 17 dicembre distribuirà nelle principali piazze italiane cuori di cioccolato a sostegno della ricerca sulle malattie genetiche rare.

Eccoci adesso alla ricetta di questi biscotti deliziosi, perfetti per il clima natalizio e da accompagnare con un tè bollente, per scaldarsi il cuore 🙂

Biscotti speziati natalizi

(per 30 biscotti circa)

250 g di farina tipo 1 

120 g di zucchero di canna fine

50 g burro 

40 ml olio di mais

2 tuorli

1 cucchiaino di melassa (io ho messo 1 cucchiaino di malto)

1 cucchiaino di cannella in polvere

1/2 cucchiaino di zenzero in polvere

1/2 cucchiaino di noce moscata grattugiata

una punta di chiodi di garofano in polvere

una punta di bicarbonato

una punta di sale 

 

per decorare

ghiaccia reale

graniglia colorata

 

In una ciotola capiente mettete la farina, lo zucchero ed il burro a pezzetti. Iniziate ad impastare con i polpastrelli in modo che la farina abbia la consistenza di sabbia bagnata (sabbiatura). Quindi aggiungete i tuorli, la melassa (io il malto), l’ olio di mais e tutte le spezie. Impastate amalgamando molto bene, alla fine unite il sale ed il bicarbonato e formate una palla (se la consistenza dovesse essere troppo dura aggiungete poca acqua tiepida). Lasciate riposare in frigorifero per circa 3 ore.

Trascorso il tempo del riposo stendete su di un piano infarinato dello spessore di 4mm e tagliate con gli appositi tagliabiscotti. Intanto scaldate il forno a 170° e nel mentre decorate i biscotti con ghiaccia reale e graniglia colorata (la ghiaccia potete farla con albume e zucchero vanigliato, altrimenti la trovate in commercio già pronta all’ uso). 

Infornate quindi a forno caldo e ventilato per 12 minuti circa. Lasciate raffreddare su di una gratella prima di gustarli.

 

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Panini all’ olio semintegrali con lievito madre

L’ ho sempre sostenuto. Chi nasce tondo non muore quadrato… e per fortuna, ci terrei a sottolinearlo. Come diceva mia nonna “siamo di tante razze”, ed è questa la bellezza (o bruttezza? :-D) della specie umana. Resta il fatto che anche in cucina chi non ha pazienza, né si dedica con passione, difficilmente otterrà buoni risultati. Dovrebbe   essere così anche nella vita reale… ma talvolta sembra che la meritocrazia faccia soltanto rima con utopia, comunque chi è abituato ad impegnarsi in ogni cosa che fa difficilmente cambierà modo, chi ci mette cuore e volontà non riuscirà mai a fare diversamente, ce l’ ha proprio nel dna, non potrà sottrarsi dal proprio senso del dovere. Chissà poi se è davvero un pregio…

Questi panini sono buonissimi, soffici, si conservano bene se chiusi in un sacchetto per alimenti e ritornano fragranti come appena sfornati se leggermente riscaldati in forno! Sono adatti anche per rinfreschi e compleanni e, perché no, anche per un aperitivo davanti alla TV! E così anche i più quadrati potranno cimentarsi in qualcosa di tondo ;-D!

Panini all’ olio semintegrali con lievito madre

(per 12/14 panini)

  • 300 g di  farina 0
  • 200 g di farina integrale
  • 80 g di lievito madre (rinfrescato il giorno prima)
  • 320 ml acqua tiepida
  • 50 ml olio extravergine di oliva
  • 15 gr zucchero di canna 
  • 8 gr sale
  •  emulsione di acqua + olio per spennellare
 
  1. Versate nella ciotola dell’ impastatrice con la foglia (ma potete procedere anche a mano), l’ acqua e lo zucchero, aggiungete il lievito e fatelo sciogliere.
  2. Aggiungete quindi l’ olio e pian piano le farine setacciate, sostituite con il gancio, aggiungete il sale e impastate finché non si attaccherà al gancio.
  3. Quindi mettete in una ciotola leggermente unta a lievitare, coperto da pellicola per almeno due ore. 
  4. A questo punto riprendete l’ impasto e fate le cosiddette pieghe di forza, tirando i lembi dal basso per poi richiuderli e rigirare l’ impasto (se siete inesperti in rete si trovano molti tutorial in merito, servono affinché la lievitazione prenda forza).
  5. Lasciate quindi riposare mezz’ ora e procedete per altre due volte nello stesso modo.
  6. Adesso formate delle palline prendendo i lembi della pasta e tirandoli verso il basso per avere una superficie liscia ( mettete quindi la chiusura dell’ impasto nella parte inferiore) . Mettetele su una teglia, ricoperta di carta da forno, ben separate altrimenti con la lievitazione si uniranno l’una all’altra. Lasciatele lievitare  fino al raddoppio (i tempi dipenderanno dalla temperatura).
  7. Spennellateli quindi con l’ emulsione di acqua e olio  e cuocete in forno a 180° ventilato per circa 15/16 minuti.

 

 

DOLCI

Pandoro con lievito madre

Ci sono preparazioni che, anche chi è appassionato di cucina, tende a rimandare per l’ impegno che richiedono e l’ evidente difficoltà che certo non può essere affrontata da chi è neofita nei lievitati. Io non amo particolarmente il pandoro, preferisco da sempre un buon panettone artigianale… ma quest’ anno mi sono voluta cimentare perché i miei ragazzi, che non amano i canditi, lo apprezzano molto e ci si tuffano volentieri.

Qualcuno mi ha detto “ma dai! Che lavorazione! Al supermercato costa così poco che non conviene farselo in casa!”. Ecco, certi discorsi mi irritano e non fanno per me. E’ ovvio e scontato, ma non è la stessa cosa!!! Cambia notevolmente la qualità del prodotto, il gusto e non ultima la soddisfazione di realizzarlo.

Certo occorre tempo, dedizione e cuore. Tutto dovrà essere eseguito con precisione e rispettare le regole altrimenti risulterà compromessa la riuscita. Chi sbruffa già pensando alle ricette che non si concludono in mezz’ora è giusto che passi ad acquistarlo e non si cimenti, qui occorre calma e volontà.


Oltre al tempo, alla precisione nell’ esecuzione ed alla pazienza (ingrediente necessario per un’ ottima riuscita in cucina…) vi occorrerà senza dubbio:

  • una planetaria per impastare 
  • un lievito madre bello arzillo (rinfrescato per 4/5 gg e per due volte nella stessa giornata in cui si va ad iniziare)
  • farina per grandi lievitati
  • burro di ottima qualità e avente la consistenza di una “pomata” (tenetelo fuori dal frigorifero per 2 ore almeno prima del suo utilizzo

 

Pandoro a lievitazione naturale con lievito madre (procedimento secondo il maestro Pignataro leggermente rivisitato)

(ingredienti per 1 pandoro da 1 kg, o 2 da 500 g)

 

PRIMO IMPASTO (es. sabato ore 18)

125 g di pasta madre

240 g  di farina per grandi lievitati

90 g di acqua

90 g di zucchero di canna chiaro 

85 g di tuorli (circa 4)

115 g burro 

1 g di sale

Iniziate versando  nella ciotola della planetaria lo zucchero nell’acqua e mescolate fino a quando lo zucchero si sarà completamente sciolto. Unite quindi la pasta madre a pezzi, inserite il gancio a foglia (gancio K) ed iniziate ad impastare a velocità 2, proseguite per circa 5 minuti. Versate ora la farina a pioggia e continuate ad impastare, non vi preoccupate se l’impasto sembrerà indurirsi e non apparirà omogeneo, continuando  inizierà a prendere corda. A questo punto aggiungete i tuorli (in tre volte), aspettate sempre che la dose venga assorbita prima di inserire la successiva. Adesso potete procedere a fare  la prova del velo, con le mani leggermente unte prendete la pasta fra due dita e tiratela, dovrà formare un velo quasi trasparente (questo è importante per verificare se l’ impasto ha preso la giusta consistenza!), quindi  iniziate ad incorporare il burro in tre volte e sempre aspettando che la dose precedente venga assorbita prima di inserire quella successiva. Infine aggiungete il sale.

Sostituite  adesso la foglia con  il gancio ed incordate l’impasto aumentando la velocità, appena l’impasto si attaccherà bene al gancio togliete l’impasto e riversatelo in una ciotola capiente unta di burro, coprite con della pellicola alimentare  e mettete a lievitare per almeno 12-16 ore (deve triplicare di volume) a temperatura di almeno 26°, tipo forno chiuso con luce accesa (attenzione, il mio forno arriva fino a 31° con la luce accesa, verificate eventualmente la temperatura!).

SECONDO IMPASTO (es. domenica ore 8,30)

190 g  di farina per grandi lievitati

3 g di malto

40 g di acqua

30 g di zucchero di canna chiaro 

90 g di tuorli (circa 4)

1 albume piccolo

8 g di cioccolato bianco

115 g burro 

 emulsione aromatica*

1 g di sale

*emulsione aromatica: 10 g di burro + 5 g  di miele + scorza di una arancia non trattata (grattugiata) + semi di 2 bacche di vaniglia + 1 cucchiaino scarso di cannella

Procedete trasferendo in una ciotola l’  impasto triplicato e riponetelo nel frigorifero per circa 1 ora. Nel frattempo preparate l’emulsione aromatica da tenere da parte: sciogliete il burro  ed unite i semi delle bacche di vaniglia, il miele, l’arancia grattugiata e la cannella.
Iniziate quindi con il secondo  impasto: versate nella ciotola della planetaria la farina, il malto,  l’acqua e lo zucchero sciolto , mescolate bene.

A questo punto aggiungete il primo impasto ed  iniziate ad impastare con il gancio per almeno 10 minuti aumentando pian piano la velocità ma senza farlo scaldare troppo, dovrà staccarsi dalle pareti della ciotola ed aggrapparsi. A questo punto iniziate ad incorporare i tuorli nella stessa modalità del precedente impasto, aspettando che la dose precedente venga assorbita prima di inserire quella successiva. Fate nuovamente la prova del velo, se si formerà continuate con l’inserimento degli ingredienti. Unite  il cioccolato bianco sciolto a bagnomaria (e lasciato intiepidire!) ed inserite il burro a pomata in tre dosi, facendo sempre assorbire ogni dose. Quando l’impasto risulterà incordato unite l’emulsione aromatica a piccole dosi e per ultimo il sale.

Togliete l’impasto dalla planetaria e versatelo su un piano lavoro, io l’ ho versato su un vassoio in acciaio unto di burro,  lasciatelo riposare così, scoperto,  per mezz’ ora. Quindi procedete con la pirlatura (è importante ed essenziale per una buona lievitazione,  se siete inesperte guardata su internet si trovano vari tutorial).  Quindi fate riposare 30 minuti e procedete con una seconda pirlatura. A questo punto mettete l’impasto nell’ apposito  stampo ben imburrato, coprite con la pellicola e fate lievitare in forno con luce accesa (26-28°)  fino a raggiungere 1 cm sotto il bordo dello stampo. A me ci sono volute poco più di 4 ore ma potrebbe occorrere più tempo. Appena pronto, togliete lo stampo e tenetelo scoperto a temperatura ambiente per un’ altra mezz’ora finché farà capolino dallo stampo e una leggerissima crosticina in superficie. Quindi  scaldate il forno a 170° e raggiunta la temperatura , adesso bucherellate la superficie con uno stecchino ed infornate il pandoro inserendolo nel ripiano più basso del forno (attenzione, lo stampo da 1 kg  in cottura si alzerà e potrebbe toccare le resistenze del vostro forno!). Cuocete per 50 minuti ventilato (copritelo con della stagnola se tende ad abbronzarsi troppo), controllate comunque la temperatura al cuore che non deve oltrepassare i 98° altrimenti il pandoro risulterà secco.  A cottura ultimata estraete il pandoro dal forno e lasciatelo raffreddare bene per  sformarlo.

Fatelo raffreddare ancora 3/4 ore prima di imbustarlo in un sacchetto alimentare capiente e ben chiuso  (se volete conservalo a lungo (20 gg – 1 mese) dovrete spruzzare dell’ alcol alimentare all’ interno del sacchetto!).

Cospargetelo di abbondante zucchero a velo prima di gustarlo e, mio consiglio,  attendete un paio di giorni prima di gustarlo per sentire il suo gusto autentico con tutti gli aromi!

 

Senza categoria

Sciroppo per la tosse fatto in casa

E’ arrivato il freddo, il vento, la pioggia e l’ umidità che ti si appiccica addosso. No, decisamente non è la mia stagione! Quante volte l’ ho palesato… per cui non mi dilungo. Comunque, insieme a questa meravigliosa stagione, ecco che si materializzano i simpaticissimi “malanni”! Già  adesso che ho i ragazzi più grandicelli va meglio, ma quando erano piccoli la tosse ed il moccio al naso ci facevano compagnia più o meno fino a maggio 🙁 …

Non so voi ma io non ho mai avuto fiducia ed ho acquistato raramente in farmacia gli sciroppi per la tosse, zuccherosi ma mai miracolosi! Spesso ho optato per una versione casereccia, che regala comunque sollievo e che aiuta molto la raucedine ed i primi accenni di raffreddamento. Certo lo so, non è la classica ricetta che vi aspettereste in questo mio blog, ma sapete bene che sono legata alla stagionalità, per cui può starci!!! 😀 . Oltretutto vengo talvolta richiamata per la complessità e lunghezza delle preparazioni che propongo, questa vi assicuro che è facile e velocissima 😉

Essendo pochi ingredienti è essenziale siano ottimi, scegliete il top, ingredienti km 0 o biologici, vi assicuro che fa la differenza. Usate vasetti, bottigliette o contenitori sterilizzati precedentemente (in forno a 100° per 5 minuti) e tenete presente che si conserverà in frigorifero per 5/6 giorni, quindi preparatelo all’ occorrenza!

 

Sciroppo per la tosse fatto in casa

100 g di miele di castagno bio

succo di 1/2 limone piccolo

1 cm di radice di zenzero fresca 

una punta di cannella in polvere

1 cucchiaino di olio di mais

 

Mettete in una tazza di alluminio (o smaltata, comunque da poter mettere sul fuoco) il succo di limone ed il miele, aggiungete la radice di zenzero ben grattugiata e la cannella, mescolate bene e mettetela sul fuoco a fiamma dolce un paio di minuti girando con un cucchiaio. 

A questo punto togliete dal fuoco ed aggiungete un cucchiaino di olio di mais mescolando bene. Mettete in un contenitore sterile e usatene all’ occorrenza un cucchiano. Conservate in frigorifero.

DOLCI/ EVENTI

I Cavallucci

Questo è un post di due anni fa, ma ci tengo a riproporlo esattamente come era.  Per festeggiare con voi io le mie amiche di network abbiamo pensato ad una raccolta di ricette natalizie tipiche con #nataleincasaifood. Venite a sbirciare!!! 😉

<<Tuffiamoci ancora una volta nel Natale…..la festa magica (ma anche un’ arma a doppio taglio…una festa piena di gioia e tristezza al tempo stesso). A me piace, piacciono le luci scintillanti, l’ atmosfera festosa, l’ inverno addobbato, le persone che si abbracciano. Bellissimi gli auguri SINCERI, rari,  anche se la maggior parte purtroppo di assoluta circostanza e di quelli non mi curo. 

Natale2015

Quest’ anno mi sono anche sbizzarrita negli addobbi domestici, candele luci , biscotti e stelle ovunque…..ed anche se non conta cosa c’è sotto l’ albero ma conta CHI c’è intorno di regali dobbiamo pur parlare! …i miei sempre più homemade (i miei preferiti!) che ciò che è fatto da noi ha sempre a parere mio un valore inestimabile! e comunque girottolo volentieri per i negozietti del centro storico della mia Pistoia (che quest’ anno è davvero bella!) in cerca di pensierini per tutti coloro che mi stanno a cuore.

Vorrei augurare #solocosebelle a tutti quelli che lo “meritano” e vorrei  trascorrere più tempo possibile con la mia famiglia e i miei amati amici, che mi avvolgono di affetto costantemente e che mi sorprendono continuamente con mille attenzioni scaldandomi più di un milione di lucine, mi sento davvero ricca e grata, quest’ anno ho ricevuto talmente tanto cuore <3 che ogni dono materiale sarà  solo un piacevole contorno…

Ora la ricetta, tipica toscana. Mi piacciono tantissimo da sempre ed ho un solo rammarico, seppur enorme… ho iniziato a prepararli da pochissimi anni, la mia nonna Giulia li adorava……ma non asseggerà mai i miei né mi farà mai i complimenti carichi di  soddisfazione che solo lei sapeva farmi,  buon Natale anche e soprattutto a te mia stella sorridente e speciale…..>>

Cavallucci

350 g farina tipo 1

bicarborbonato 1 punta di cucchiaio

4/5 g ammoniaca alimentare

scorza di mezza arancia grattugiata

8 gherigli di noce (a piccoli pezzi)

semi di anice un cucchiaino

zenzero 1/2 cucchiaino

cannella 1 cucchiaino scarso

cedro e arancia canditi (io homemade tagliati sottilissimi, la quantità varia in base ai gusti!)

Ingredienti per lo sciroppo

70 ml di acqua

230 g zucchero (io di canna chiaro)

 

Preparare lo sciroppo mettendo in un pentolino acqua e zucchero a fuoco moderato senza mescolare mai, sarà pronto appena lo zucchero sarà completamente sciolto.

Far intiepidire leggermente e nel frattempo preparare gli ingredienti secchi in una ciotola capiente, aggiungerci lo sciroppo, amalgamando tutto molto bene.

Staccare delle palline di diametro di 3/4 cm aiutandosi con le mani umide.

Metterle distanziate su la leccarda coperta di carta da forno, in cottura cresceranno.

Cuocere a forno caldo a 200° ventilato per 8/9 minuti. Saranno bianchi appena sfornati ma  va bene così, non vanno cotti ulteriormente, raffreddandosi prenderanno la giusta consistenza!

Golosi auguri a tutti voi 🙂

cavallucci copertina

 

ANTIPASTI/ PRIMI PIATTI

Hummus di barbabietola rossa

La barbabietola rossa, conosciuta anche  rapa rossa, non è una verdura amata da tutti  eppure è una verdura ricca di proprietà. Si tratta di un ortaggio che viene consumato un po’ tutto l’anno ed ha molteplici  proprietà alimentari infatti apporta vari benefici è assolutamente ipocalorico, povero di calorie, ma ricco di altri importanti elementi, quali carboidrati (sotto forma di zuccheri), fibra alimentare, proteine, grassi ed è un alimento ricco di sali minerali, in particolare potassio, sodio, calcio, fosforo e ferro. 

A me piace moltissimo, trovo inoltre che abbia un colore affascinante, infatti l’ho usata tantissime volte come colorante alimentare! In casa mia invece i miei ragazzi la odiano e pure il marito la guarda in cagnesco…tranne in questa preparazione! Questo hummus piace molto anche a lui, perché con il pane fresco è “la morte sua!” come si suol dire! 😉

L’ hummus nasce in Libano ed è una preparazione comune nei paesi arabi, una salsa a base di pasta di ceci e pasta di semi di sesamo (tahine) che viene aromatizzata in vari modi, viene solitamente consumata insieme a focacce di pane azzimo oppure spalmata all’interno della pita, ma posso garantire che, adattata alle nostre tavole, fa la sua bella figura anche su una fetta di pane toscano! E’ una preparazione semplice e che accontenta proprio tutti, vegani compresi 😉 !

Hummus di barbabietola rossa

  • 300 gr. di barbabietola rossa (lessata)
  • 150 gr. di ceci lessati
  • 1 cucchiaio di salsa tahin
  • 1 cucchiaio di senape antica
  • 1 cucchiaio di  limone
  • 1 pizzico di sale
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • semi di girasole per guarnire

 

Trasferite in un mixer ad immersione la barbabietola, i ceci (precedentemente sgocciolati e passati sotto l’ acqua), la salsa tahin, la senape, il succo di limone e frullate aggiungendo olio al bisogno finché avrà una consistenza bella densa. Alla fine aggiustare il sale secondo i propri gusti.

Servite guarnendo con dei semi di girasole che conferiscono un’interessante croccantezza alla salsa.

 

DOLCI

Apple Pie con uvetta e rum

Che belli gli alberi che in autunno riescono a liberarsi del superfluo, a rinnovarsi, a buttar via le foglie in attesa di nuove più belle e di tornare splendenti e rigogliosi in primavera! Magari potessimo farlo tutti, non credete? Mi piacerebbe liberarmi del superfluo, del negativo, di ciò che mi appesantisce…o che proprio non mi serve, persone comprese! Diciamo che per alcune cose mi riesce pure bene…per le persone invece non sempre. E mi ritengo pure fortunata perché ho al mio fianco degli affetti veri che mi vogliono un gran bene e che sono sempre presenti, ma quelle che dovrebbero esserlo diciamo “di regola” lasciano molto desiderare. Una cara amica mi ha detto “ricordatelo quando avranno bisogno di aiuto”, beh, non credo di volermelo ricordare…sono così fiera di essere diversa! Sicuramente non sono furba, mi metto a disposizione nel momento del bisogno anche in favore di chi non si è mosso di un cm per me, ma alla fine sono io che devo andare a dormire con me stessa ed il mio modo di essere, ognuno è giusto che faccia i conti con sé stesso. Chi tiene a noi non ci dice “se hai bisogno chiama”, ma c’è senza bisogno di esser chiamato, come fosse naturale darci una mano, una carezza o una spalla.

Dopo queste riflessioni è giusto tuffarsi nella dolce leggerezza di una fetta confortante di torta. Questa apple pie è squisita, una vera carezza…perfetta sia a colazione che a merenda, e perché no, pure per un dolce fine pasto!

Apple Pie con uvetta e rum

(per uno stampo 18 cm di diametro)

 

per la pasta brisé light

200 g di farina tipo 1

40 g di zucchero di canna

3 cucchiai di olio di mais

1 cucchiaio di rum

acqua tiepida q.b.

un pizzico di sale

 

per il ripieno

3 mele renette 

30 g di burro

20 g di uvetta

4 cucchiai di zucchero di canna

1 cucchiaino scarso di cannella

1/2 cucchiaino di noce moscata

un pizzico di zenzero in polvere

 

per spennellare

1 cucchiaino di tuorlo

2 cucchiaini di latte

2 cucchiaini di zucchero di canna grosso

 

Iniziate preparando il guscio della vostra pie. In una ciotola mescolate tutti gli ingredienti per la brisé leggera nell’ ordine elencato, finché si formi una palla compatta e liscia, coprite con un canovaccio e lasciare riposare in un luogo fresco.

Sbucciate e affettate le mele a fette non troppo sottili, quindi mettetele in una padella capiente, copritele con i riccioli di burro, tutti gli aromi sopra riportati e lo zucchero, fatele saltare a fiamma vivace per dieci minuti, aggiungendo se occorre qualche cucchiaio di acqua, infine aggiungete l’ uvetta, coprite e lasciate da parte.

Imburrate ed infarinate uno stampo a cerniera di 18 cm di diametro. Dividete la pasta brisé in due parti, una leggermente più abbondante, quindi stendetene una per la base, questa dovrà essere un cerchio abbondante per aderire ai bordi dello stampo. Quindi riempite con le mele e chiudete con l’ altro disco steso, avendo cura di sigillare bene dai lati. 

A parte mescolate il tuorlo con il latte e spennellate quindi la superficie, cospargete con lo zucchero di canna grosso. Infornate a forno caldo e ventilato a 170° per 20 minuti circa. Fate intiepidire la pie prima di sformarla e affettarla.

 

 

PRIMI PIATTI

Risotto con radicchio trevigiano, stracchino e noci

Il giorno dopo è sempre un giorno particolare. Che sia il giorno dopo ad un esame, un incontro, una passione, un incidente, un viaggio, una sbornia, una cerimonia, un concerto, un arrivo o una partenza… il fatidico “giorno dopo” è sempre un po’ magico e un po’ stonato.  Ecco che mi sono travata di fronte il mio, ed è un po’ come se fosse il mio primo di gennaio ma a metà novembre e mi pare un po’ fuori tempo, tuttavia opportuno. Eccome se è opportuno… perché posso ripremere il tasto play, con un ulteriore crescita personale e qualche piccola consapevolezza in più e “avanti tutta” con gli impegni, i progetti ed i sogni. Quanto ti ho atteso <giorno dopo> !!!

Opportuno è di sicuro anche questo risotto di cui sto per parlarvi! Io lo adoro, racchiude in sé tutte le consistenze ed i gusti che amo. Sono davvero sicura che se lo proverete lo riproporrete più volte e vi farà fare una bella figura anche per un invito a cena! Scommettiamo?

Risotto con radicchio trevigiano, stracchino e noci

(per 4 pp.)

320 g di riso carnaroli 

250 g di radicchio trevigiano

50 g di stracchino

6 noci

1/2 cipolla di Tropea

1 l di brodo vegetale

100 ml di vino bianco

una punta di peperoncino

1/2 cucchiaino di prezzemolo disidratato

una punta di curry

un cucchiaio di latte

olio extravergine di oliva q.b.

sale q.b.

pepe nero macinato fresco q.b.

 

Preparate il brodo vegetale. Lavate e sminuzzate il radicchio e tenete da parte. Tagliate a rondelle sottili la cipolla. Schiacciate le noci, sminuzzate i gherigli e tenete da parte.

In una padella capiente mettete la cipolla con il latte, un giro di olio, il peperoncino, il curry ed il prezzemolo, fate insaporire a fuoco dolce qualche minuto.

Aggiungete il riso, girandolo perché venga tutto ben tostato, aggiungete quindi il vino e far evaporare a fiamma vivace, aggiungete due mestoli di brodo vegetale e fate ritirare. Aggiungete a questo punto il radicchio, mescolate e aggiungete poco brodo vegetale alla volta con il mestolo per portare a cottura. Deve cuocere lentamente per un buon risultato, deve assorbire poco brodo per volta. A fine cottura aggiungete un giro di olio e aggiustate il sale.

A cottura ultimata spegnete la fiamma, mantecate con lo stracchino aggiunto a cucchiaini girando bene dolcemente, quindi aggiungete le noci sminuzzate e terminate con una spolverata di pepe.

(Potete servire il vostro risotto anche aggiungendo le noci direttamente nel piatto di portata come in foto)

 

 

DOLCI

Donuts leggeri al cioccolato

Pronti, pazienza, via! … Inizia una nuova settimana ed io da questa mi aspetto molto. Mi aspetto soprattutto di riavviarmi alla normalità e di tornare a saltellare da un impegno ad un altro senza sentir troppo la fatica, mi aspetto di dire “ok, ho ripreso fiato, sono di nuovo pronta a correre fra progetti, appuntamenti e problemi da risolvere”…! 

Novembre è un mese che non ho mai amato particolarmente… piovoso, uggioso, buio, mi ha sempre messo un po’ di tristezza. Ma ho sempre trovato antidoti validi per farlo passare al meglio, con la giusta dose di positività ed allegria! Pensare in rosa serve anche e soprattutto nei mesi/periodi grigi, per fortuna è una dote che non mi ha abbandonata. 

Queste sono le famose ciambelle americane, i donuts! Amate dai più piccoli ma anche dagli adulti!… questa mia versione è golosa senza essere peccaminosa, una versione leggera cotta in forno, senza uova.  Sono ideali per una buona colazione/merenda e sicuramente aiutano a far partire la settimana con il piede giusto! Non siete d’ accordo? 😉

Donuts leggeri al cioccolato

(per 15 donuts)

 

per il lievitino

150 g farina tipo 1

50 ml di latte parzialmente scremato (tiepido)

1 cucchiaino di zucchero di canna

8 g di lievito di birra fresco

 

per l’ impasto

300 g di farina tipo 1

100 ml di latte parzialmente scremato

50 ml di acqua tiepida

40 g di burro t.a.

2 cucchiai di olio di mais

50 g di zucchero di canna

2 cucchiai di miele di acacia

scorza di limone grattugiata

un pizzico di sale

 

per la copertura

130 g di cioccolato fondente 70%

80 g di panna fresca (senza lattosio)

graniglia colorata

 

Preparate il lievitino, sciogliete il lievito di birra nel latte tiepido con lo zucchero, aggiungete la farina, mescolate bene, coprite quindi con la pellicola per alimenti e lasciate lievitare per circa un’ ora.

In una ciotola capiente mescolate bene tutti gli ingredienti dell’ impasto (tranne il sale) e trascorso il tempo di riposo unite il lievitino mescolando molto bene, infine il sale. Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio, se occorresse aggiungete poca acqua tiepida. Potete impastare a mano o con l’ ausilio dell’ impastatrice. Quindi coprite con la pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio (occorreranno 2 ore circa, dipende dalla temperatura).

A questo punto sgonfiate delicatamente l’ impasto su di una spianatoia in legno infarinata, stendetelo con il mattarello ad uno spessore di 1 cm. Con l’ ausilio di un coppapasta formate le ciambelline, io ho fatto il foro centrale usando un tappo di una bottiglia di acqua. 

Disponete le ciambelle ben distanziate su carta forno, lasciatele lievitare fino al raddoppio coperte da un panno, io ho dovuto attendere un’ ora e mezza.

Infornate quindi a forno caldo a 170° per circa 15 minuti. I donuts non dovranno dorarsi troppo! Sfornate e lasciate raffreddare.

Preparate quindi la ganache, portate a bollore la panna, spegnete, togliete dal fuoco e aggiungete il cioccolato a pezzi, mescolate bene fino ad ottenere un composto liscio e privo di grumi. Tuffate quindi i donuts (parte superiore) nel cioccolato, disponeteli su di una griglia e cospargeteli con della graniglia colorata. Aspettate che il cioccolato si solidifichi prima di addentarli (se ci riuscite 😉 ).

 

 

DOLCI

Muffin di Halloween dal cuor fondente

Ognuno di noi ha i suoi mostri da combattere, mica solo per Halloween! Questa festa è diventata ormai radicata anche nella nostra tradizione… e francamente non mi dispiace. Sono sempre pronta a festeggiare qualsiasi cosa (ho preso da mia nonna, spesso citata in questo blog <3 ), poi devo dire che le zucche decorate, i mostri, i mantelli e le streghe mi piacciono e mi fanno sorridere, sdrammatizzare il dramma è sempre ottima cosa, credo sia la miglior terapia in assoluto, sono fortunata poiché  a me questo riesce piuttosto bene 😛

Di solito per Halloween propongo menù a base di vermi, bibite di sangue, dita di strega, sandwich mostruosi ecc… ma anche dolcetti o altro a base di zucca o decorati con essa, una zucca fa subito autunno ed allegria e poi, non trovate che le zucche vuote siano simpaticissime? A dispetto delle tante vuote con cui ci troviamo a relazionarci ahimè! 😀

Veniamo a questi muffin golosi golosi e cioccolatosi, dal cuore fondente e con un frosting buonissimo…decorati con un marshmallow proprio a forma di zucca! 

Muffin di Halloween dal cuor fondente
(per 6 muffin)
 
150 g. di cioccolato fondente 70%
2 uova
80 g. zucchero a velo
40 g. olio di mais
30 g. acqua calda
1 cucchiaino di rum
35 g. farina tipo 1
1 pizzico di bicarbonato
 
per il frosting
 80 g di formaggio spalmabile
20 g di burro morbido
40 g di zucchero a velo
 
zucche marshmallow per decorare
 
 
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato spezzettato in modo che risulti bello fluido.
A parte sbattete bene le uova con lo zucchero a velo, quindi aggiungete l’olio e l’acqua (si puo’ usare parte di quella usata per sciogliere il cioccolato) ed il rum.
Aggiungete quindi la farina ed il bicarbonato mescolando bene, infine unire il cioccolato fuso.
Riempite degli stampini (io ho usato quelli di silicone) per 2/3.
Intanto togliete dal frigo il formaggio spalmabile ed il burro.
Infornate a forno caldo a 170° ventilato per 12 minuti! Non un minuto di più altrimenti la scioglievolezza dell’ interno verrà compromessa.
Preparate il frosting, mescolate bene il formaggio spalmabile con il burro e lo zucchero a velo, quindi fatelo riposare mezz’ora in frigo. 
Raffreddati i muffin farciteli con il frosting con l’ ausilio di un sac à poche e decorateli, io ho optato per delle zucche marshmallow.

 

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Crocchette di patate con fontina e pistacchi

Sono una lettrice, mi piace perdermi in un buon libro, trovo sia sempre un grande amico, uno di quelli fidati che può darti conforto in qualsiasi momento. Uno degli autori da me più apprezzati è senza dubbio Baricco, una cara amica mi ha dedicato un pensiero di questo autore e sicuramente mi ha fatto un piacere immenso, non so se sia così realmente o se è solo affetto, ma è stata una dedica bellissima:

Sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra, la loro storia… Tutta scritta, addosso. Lui leggeva, e con cura infinita, catalogava, sistemava, ordinava.
(Novecento)

E’ sempre bello scambiarsi pensieri, opinioni, emozioni e ricette, no?  Ecco che ritorno quindi a parlarvi dello #scambiamociunaricetta, un appuntamento in cui noi “bloggalline” andiamo a curiosare nella cucina di qualche amica blogger e riproponiamo qualche suo piatto! Questa volta ho girovagato nella cucina della brava  Marina ed ho trovato un sacco di belle ricettine , mi sono imbattuta nelle sue crocchette di patate e mi hanno fatto venire un grande appetito, ho dovuto riproporle con un ripieno goloso!

Crocchette di patate con fontina e pistacchi

  • 3 patate medie
  • 1 uovo
  • 100 g di farina
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • noce moscata
  • 1 pizzico di sal
  • pangrattato
  • olio di semi di arachide
  • cubetti di fontina
  • pistacchi tostati
  1. Bollite le patate con la buccia,  pelatele e passatele allo schiacciapatate.
  2. In una terrina mescolate le patate con l’uovo, il sale, la noce moscata ed il parmigiano grattugiato. Aggiungete un po’ di farina alla volta per far si che l’impasto prenda consistenza. Bisognerà utilizzare la giusta dose di farina per evitare che in frittura le crocchette possano sfaldarsi. Per fare una prova, sarà sufficiente preparare una crocchetta e poi stringerla tra le dita se l’impasto si mostrerà elastico, senza spappolarsi allora andrà bene.
  3. A questo punto si possono preparare le crocchette utilizzando il metodo degli gnocchi, un serpentello di impasto da tagliare in cilindretti ,  il serpentello dovrà essere più cicciotto per permettere al ripieno di accomodarsi per bene e all’impasto di ricoprirlo perfettamente, per evitare che in cottura fuoriesca, io ho optato per cubetti di fontina e pistacchi sminuzzati. Quindi passate le crocchette in abbondante pangrattato.
     
  4. Una volta pronte friggetele in abbondante olio bollente, friggetele in un tegame non troppo grande e con molto olio, rimarranno croccantissime!
 

 

DOLCI

Fluffosa al tè e semi di papavero

Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai. 
Potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai. 
Lei disse misteriosamente “Sarà sempre tardi per me quando ritornerai”. 
E lui buttò un soldino nel mare, lei lo guardò galleggiare, si dissero “Ciao!” 
per le scale e la luce dell’alba da fuori sembrò evaporare

(F. De Gregori – Compagni di Viaggio)

C’è un  grande viaggio e di sola andata che facciamo tutti, anche i meno abbienti, il viaggio più bello, più importante e più ingarbugliato in assoluto: si chiama vita.

Questo mega viaggio avrà molti compagni che ne faranno parte, più o meno stretti, amati o odiati, tutti importanti perché tutti contribuiranno a loro modo e loro malgrado a ciò che siamo e saremo. Tuttavia i compagni  “veramente importanti” saranno coloro che pur facendo i propri percorsi non si allontaneranno mai troppo dal sentiero che hanno in comune con noi, e quando inizieranno a condividere  parte del nostro cammino non percorreranno con noi solo un breve tratto ma saranno presenti per brindare con noi ad ogni successo o per abbracciarci quando le cose non andranno bene, sono tutti i compagni che la vita ci dona anche inaspettatamente e sotto qualsiasi forma di legame per non lasciarci mai. Ho sempre creduto che siano un dono immenso, specialmente quando si parla di amicizia che ha me ha dato davvero molto <3

Oggi sono partita molto riflessiva, voglio concentrarmi sui pensieri soffici, esattamente come questa torta, la buonissima e sofficissima fluffosa che è un po’ il manifesto di iFood 🙂 , questa è una ricetta rielaborata da me prendendo spunto dal bellissimo libro dell’ amica blogger Monica Le Fluffose di Monica Zacchia. Una fluffosa è sempre una garanzia!

Fluffosa al tè e semi di papavero

(per uno stampo da chiffon cake di 18cm di diametro)

160 g farina tipo 1

180 g di zucchero di canna fine

100 g di tè nero

80 g di olio di mais

3 uova intere + 1 albume

30 g di acqua tiepida

20 g di semi di papavero

1 lime 

1 bustina di lievito BIO per dolci

1/2 bustina di cremor tartaro

1 pizzico di sale

 

Separate i tuorli dagli albumi. Montate gli albumi a neve ben ferma con le fruste elettriche. Sb

In una ciotola a parte setacciate la farina, lo zucchero, i semi di papavero, le polveri lievitanti ed il sale.

Emulsionate bene l’ olio con acqua e tè, unite la scorza grattugiata del lime ed i tuorli precedentemente sbattuti, amalgamate bene.

Unite tutti gli ingredienti liquidi nei solidi e aggiungete alla fine gli albumi montati a neve, amalgamate tutto con delicatezza per non farli smontare.

Versate quindi il composto nell’ apposito stampo senza né ungerlo né infarinarlo, quindi infornate a forno caldo e ventilato a 160° per un’ ora e 15 minuti circa.

Fate raffreddare la fluffosa a testa in giù sui piedini dello stampo e sformatela.

 

 

 

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