ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Cheesecake salata con fichi

Tempo di fichi! Qua in Toscana il frutto del fico si usa come termine di paragone per il suo essere particolarmente dolce,  si dice “quanto sei ficoso/a!” (a Pistoia diventa FIHOSO :-D) per sottolineare quando una persona sia eccessivamente schizzinosa, lagnosa e ipocondriaca! Ovvero sono coloro che si scuotono per una goccia di acqua o sentono dolore per una carezza contropelo, spesso ahimè sono proprio alcune donne che lo sono oltremodo. Ecco, di questo sento davvero di poter ben vantarmi. Non sono MAI stata <ficosa>, in nessuno dei sensi sopra citati  e, devo ammettere,  che tendo a tollerare pochissimo chi invece lo è, in questo sono esattamente come mia nonna che diceva sempre “i fichi mi garbano quelli dell’ albero non quelli che fa la gentuccia!”, così sono stata cresciuta senza troppi frenzoli e poche lagne, che tanto non servono a niente! Per fortuna dico io, che quando capitano periodi particolarmente turbolenti, si sente meno la pioggia che ci batte costante addosso! ;-D

Beh, i fichi intesi come frutto mi piacciono molto, in particolar modo quelli “verdini” che sono saporiti e belli dolci, poi si sa che ho un debole per il verde 😉 !

Questa ricetta è una delicatissima cheesecake salata che non necessita di cottura, è perfetta per un aperitivo (anzi, a volte ho fatto monoporzioni e sono davvero carine!) o per un invito a cena, inoltre se nella base usate crackers gluten free è perfetta anche per gli amici celiaci! 😉

Cheesecake salata con fichi

(per uno stampo/cerchio da 18 cm di diametro)

tortillas di mais g 100

grissini g 100

burro g 80

1 mozzarella fior di latte

panna fresca ml 250

latte ml 50

grana padano grattugiato 2 cucchiai

noce moscata q.b.

agar agar 1 cucchiaino scarso

sale q.b.

4/5 fichi neri

marmellata di fichi 2 cucchiai

zenzero in polvere q.b.

semi di papavero

Iniziate preparando la base, sbriciolate le tortillas ed i grissini. A parte far fondere dolcemente il burro, unitelo al composto sbriciolato. Mettete la base in un vassoio tondo senza bordo, coperto da carta forno, dentro un anello di acciaio di 18 com di diametro, pressate bene per uniformare. Tagliate la mozzarella a fettine sottili, strizzatela un po’ per far fuoriuscire il latte e disponete le fette sopra la base, quindi mettete in frigo a riposare.

In un pentolino fondo mettete la panna, il latte,  la noce moscata, il grana padano, l’ agar agar e poco sale. Portate a bollore mescolando con una frusta, fate bollire dolcemente un paio di minuti, spegnete e fate intiepidire.

Togliete la base dal frigo, mettete sopra il composto di panna e latte. Lasciate riposare in frigorifero almeno un paio di ore. 

In un pentolino fate sciogliere la marmellata di fichi con poco zenzero in polvere e un cucchiaino di acqua. Togliete la cheesecake dal frigo, togliete il cerchio di acciaio e guarnitela con fichi a fette, la marmellata fatta colare sopra e un po’ di semi di papavero dai lati.

DOLCI

Torta rovesciata con mele al caramello

Ed ecco che con l’ approssimarsi del mese settembre torna prepotente in me l’ ansia da <nuovi progetti> da realizzare! Tutto questo nonostante il mio fisico mi stia dando segni evidenti di disappunto e  mi stia bisbigliando all’ orecchio “ehi non esagerare con le cose da mettere in ponte, non voler fare diecimila cose e tutte fatte bene, altrimenti ti mollo!”….. mannaggia, come si fa quando l’ entusiasmo e la volontà superano l’ energia??? Proprio un bel problema! Intanto direi di cercare di <partire bene>, che è sempre la cosa fondamentale! 🙂 Ci riuscirò?…

Dico sempre che per affrontare ogni cosa occorre nutrirsi bene e godere del buon cibo, per partire con il piede giusto è necessaria un’ ottima colazione! I dolci preferiti dai miei uomini sono tutti quelli “cioccococcolosi” :-D, io invece preferisco di gran lunga una soffice fetta di torta di mele! Ne provo sempre di nuove, mi piacciono tantissimo. Questa ricetta me la sono <costruita> con varie prove,  è ottima! E’ una torta di mele spaziale, entra a gamba tesa fra le mie preferite in assoluto!

Torta rovesciata con mele al caramello

(per una teglia da 24 cm di diametro)

per il caramello:

zucchero di canna g 130

latte ml 80

burro g 30

fior di sale

 

per la torta:

2 mele grandi

farina tipo 1 g. 360

zucchero di canna g. 180

uova 1 (grande)

latte ml 150

olio di mais g 80

rum 1 cucchiaino

bicarbonato 1 cucchiaino colmo

cannella in polvere 1/2 cucchiaino

acqua tiepida (eventuale)

Iniziate preparando il caramello. In un pentolino dal fondo spesso mettete lo zucchero a fiamma bassa, senza mescolare, finché non sarà completamente sciolto.  A parte scaldate il latte con il burro ed un pizzico di fior di sale. Appena lo zucchero sarà liquido ed ambrato togliete dal fuoco ed aggiungete il latte facendo attenzione agli schizzi. Mescolate bene e tenete da parte.

In una ciotola mettete la farina, lo zucchero ed il bicarbonato, quindi aggiungete tutti gli altri ingredienti  ed amalgamate molto bene.

Accendete il forno a 170°. Rivestite uno stampo di carta da forno, spalmate sulla carta il caramello. Sbucciate le mele e tagliatele a fette non troppo spesse e disponetele sul caramello e spolverate con la cannella. Quindi cospargete con l’ impasto e livellate bene.

Infornate a forno caldo e ventilato per 25/30 minuti circa, fate comunque la prova stecchino. Lasciate intiepidire e sformate capovolgendo lo stampo.

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Plumcake salato senza latticini

Sicuramente una delle cose che ho fatto di più questa estate è stato leggere 🙂, ho letto 7 libri e tutti mi sono piaciuti molto, tutti sono stati validi spunti di riflessione. Uno in particolare mi ha fatto porre l’ attenzione su quanto dovremmo valorizzare il nostro tempo. Noi esseri umani siamo abilissimi a creare momenti fantastici nelle peggiori situazioni, in mezzo alle difficoltà. Quando, invece, va tutto regolare, lasciamo passare i giorni senza alcuna attenzione, sognando ogni lunedì che arrivi presto il venerdì, ogni settembre che arrivi Natale ed ogni Natale che arrivi l’ estate e le vacanze… così, come se il tempo davvero non avesse alcun valore, come se tutto quello che viviamo e facciamo fosse soltanto un tramite per raggiungere la prossima meta, sempre diversa ed infine sempre la stessa, la prevista  gioia successiva. Invece dovremmo essere più “consapevoli” del momento esatto che stiamo vivendo! Aggiungeremmo tanta qualità alla nostra vita…non credete?

Beh, dopo questa riflessione oggi vi lascio una ricetta di un plumcake salato che mi piace tantissimo, umido, saporito senza essere pesante e perfetto per una gita! Un valido modo per far mangiare le verdure anche ai bambini! P.s. per gli intolleranti al lattosio: è pure senza latticini!!!

Plumcake salato senza latticini

(per uno stampo da plumcake 20×10)

farina tipo 1 g 150

1 uovo grande

acqua tiepida ml 40 (+ altra eventuale)

olio extravergine di oliva ml 60

4 pomodori secchi

1 salsiccia  

2 zucchine piccole

spezie: timo, lemongrass, origano, finocchio selvatico

1 pizzico di curcuma

sale g 3

1 cucchiaino di bicarbonato

Come prima cosa sminuzzate i pomodori secchi, le zucchine e la salsiccia (una fresca non troppo grande!).

In una ciotola mettete la farina, aggiungete l’ acqua tiepida, l’ olio (sceglietene uno leggero), il sale e mescolate bene; aggiungete l’ uovo leggermente sbattuto e le spezie (la quantità e varietà delle spezie dipende molto dal vostro gusto personale), continuate ad amalgamare tutto.

Infine aggiungete i pomodori secchi, le zucchine, la salsiccia ed il bicarbonato (se necessario poca acqua tiepida). Mescolate bene, dovrà essere un composto omogeneo e non troppo liquido. 

Mettete in uno stampo da plumcake rivestito di cartaforno ed infornate a 170° ventilato per circa 30 minuti. Sformate una volta intiepidito.

TRAVEL

Croazia e Slovenia my trip in 5 days!

Le nostre vacanze quest’ anno sono state molto last minute…in realtà sono piuttosto abituata a fissare le ferie senza un largo preavviso e mi piace davvero fare tutto da sola, trasporto, alloggio ed itinerario. Ho la fortuna di avere una famiglia di “macinatori di km” e che è pure carica di una bella dose di curiosità, questo ci porta a scoprire ogni angolo dei luoghi visitati, ad assaggiare le pietanze più tipiche ed a sentir poco la stanchezza. Devo ammettere che mi sbizzarrisco in veri e propri tours de force, ma di quelli gradevoli! Quelli che ricaricano di energia vitale!

Quest’ anno abbiamo optato per un tour in Istria, cinque giorni belli pieni di cose da vedere! Abbiamo preso come base un appartamento a Pola, proprio sul mare a  Verudela;  adoro svegliarmi con il rumore del mare e far colazione ammirando le onde che spumeggiano sugli scogli, quella è già la mia vera vacanza!

Ora, la domanda: ma non sarà troppo un tour di cinque giorni itinerante fra Slovenia e Croazia? Direi assolutamente di no, anzi, vi assicuro che è ben fattibile! Poi chiaramente molto dipende dal concetto di vacanza che ognuno ha, noi siamo molto “zingari” in viaggio e ci piace vedere più cose possibili (se c’ è da svegliarsi presto o andare a letto tardi, beh, rientra tutto nella vacanza!) ;-D 

Quindi, cosa vedere? Noi abbiamo iniziato  visitando Portorose (Portoroz) in Slovenia, ci siamo fermati tanto per spezzare il viaggio, è un luogo turistico, fatto di casinò e hotel di lusso, davvero molto curato e con stabilimenti balneari carini, ma lo abbiamo trovato un po’ troppo “sintetico” per i nostri gusti,  tanto che dopo una breve visita ci siamo diretti a Parenzo (Porec) in Croazia, una cittadina davvero molto carina! Abbiamo girovagato accaldati fra le sue viuzze lastricate risalenti all’ epoca romana, piene di negozi e ristoranti e vi consiglio vivamente alla bella visita della Basilica Eufrasiana, uno degli edifici paleocristiani meglio conservati, nonché uno dei più importanti monumenti storici del mondo, infatti nel 1997 inoltre è stata inserita nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. 

(uno stabilimento balneare a Portorose)(Basilica Eufrasiana a Parenzo)

(un angolo di Parenzo)

Un’ altra città assolutamente da scoprire è  Pola, importante località turistica croata e capitale dell’ Istria. Bella e suggestiva la sua Arena, un anfiteatro ben conservato che, come il Colosseo, veniva utilizzato prevalentemente per combattimenti di gladiatori, fu costruito sotto l’ imperatore Augusto,  adesso è un ambito palco di teatro e di concerti musicali  e dal quale si può ammirare il mare ed il suo porto. Poco distante si può visitare anche l’ Arco dei Sergi e la Fortezza veneziana.

Se amate il mare sappiate che nella località di  Medulin ci sono spiagge con acqua limpida ed invitante (come tutta la Croazia del resto 🙂 )! Uno dei luoghi in cui ho lasciato il cuore è sicuramente il parco naturale del Kamenjak, nei pressi di Premantura, un’ area protetta dal 1996 che si estende per oltre 5 km e conserva tutto il fascino selvaggio con spiagge e scenari davvero stupendi.  Inoltre nella punta meridionale del parco sorge un locale carinissimo: il Safari Bar ! Un locale etnico, stile safari, molto suggestivo che è direttamente sul mare, buon cibo (ottime le sardine alla griglia!!!) ad un buon rapporto qualità/prezzo, perfetto anche per le famiglie con bambini poiché  offre molte attrazioni.
(scorcio nel parco Kamenjak)

Devo ammettere che il mare croato è notevole, ha dei colori vivi e limpidi e viene davvero voglia di tuffarsi, ma questa zona offre anche molto altro da visitare, belle città e bei borghi da scoprire, bellissimi scenari da fotografare…uscite all’ acqua e non ve ne pentirete!

(spiaggia Verudela)

Rovigno (Rovinj) che dista 40 minuti di auto da Pola, è una graziosa città penisola che fu appartenente alla Serenissima Repubblica di Venezia e ne conserva molto bene i tratti, l’ ho trovata una città vivibile, colorata e ordinata, ha delle bellissime vie ed è piena di botteghe d’ arte, mi è molto piaciuta!
(porticciolo di Rovigno)

(botteghe d’ arte a Rovigno)

Distante 5 km dal centro storico, in prima periferia, c’ è anche il sito archeologico Monkodonja , un insediamento risalente all’ età del bronzo ubicato su un’ altura con una bella visita sulla baia, purtroppo è davvero tenuto molto male e poco valorizzato, per questo motivo la sua visita non ci ha entusiasmato anche se  l’ ubicazione è indubbiamente bella. 

Sempre nei pressi di Rovigno c’è un piccolo borgo nascosto dal turismo di massa: Bale! L’antico borgo è dominato dall’immenso campanile della chiesa barocca di S. Giuliano ed ho molto apprezzato passeggiare fra i suoi vicoli che sembrano essersi fermati nel tempo, tutto sembra avvolto in una quiete irreale ed inoltre vi si trovano anche ristoranti e locali dove gustare buon cibo!
(una viuzza di Bale)

Insomma, devo proprio ammettere che questa parte di Croazia mi è piaciuta enormemente, i miei occhi si sono riempiti di bellezza reale, non supponente, di aria ancora incontaminata. Le coste frastagliate, gli scogli selvaggi, le città baciate dal mare, i piccoli borghi, la vegetazione tipica mediterranea…..tutto mi rimarrà nel cuore.

E, comunque, mica ci siamo fermati al territorio croato, abbiamo visitato anche la Slovenia! Non solo Portorose, ma l’ abbiamo attraversata, ammirato il suo bel verde e le sue strade comode, e siamo arrivati a Postumia (Postojna) per entrare ad ammirare le imperdibili e strabilianti sue grotte (ben 25 km di grotte, solo 5 km visitabili con guida!) che tolgono il fiato sia a grandi che piccini ed anche il bellissimo castello scavato nella roccia di Prendjama! (lo abbiamo visitato solo esternamente, l’ entrata all’ interno non ci era stata sponsorizzata da nessuno perché piuttosto scarno 😉 ). 

(le grotte di Postumia)

(castello di Prendjama)

Ebbene sì, tutto questo in 5 giorni pieni in cui oltretutto abbiamo fatto prevalentemente mare ;-)….. che ne dite, non sono luoghi incantevoli da esplorare? 

Le persone non fanno viaggi, sono i viaggi che fanno le persone ! <3

Piccole info pratiche:

  • Se attraversate la Slovenia in auto occorre acquistare la vignette prima di varcare il confine, € 15 settimanali
  • in Slovenia la moneta è l’ euro, troverete molte persone che parlano anche l’ italiano, io comunque non ho trovato difficoltà parlando inglese poiché nelle zone turistiche lo parlano molto bene
  • le grotte di Postumia meritano, ma il biglietto costa abbastanza, vale comunque la visita!
  • consigli culinari: le antiche trattorie (gostilna) offrono una cucina tipica, ottima la zuppa con funghi
  • Croazia: la moneta è la kuna, cambiate i soldi in loco, possibilmente in banche locali che non applicano commissioni
  • spiagge in Croazia: sono perlopiù scogliose e con ciottoli, spesso il mare è subito fondo. Consigliate le scarpette da scoglio (per me sono assolutamente necessarie!), l’ acqua è freddina ma stupenda!
  • consigli culinari: ottimo il prosciutto istriano, il tartufo e  buono il piatto tipico: i ćevapčići, un piatto a base di carne trita, variamente speziata, tipico della cucina dei paesi della penisola balcanica.
  • i prezzi ahimè sono piuttosto in linea con i nostri, mangiare fuori costa ancora meno ma i prezzi bassi sbandierati qualche anno addietro sono ormai un ricordo!

Se potete partite e godetevi questo angolo di mondo! 😉

 

PRIMI PIATTI

Spaghetti alla chitarra allo scoglio

Il mare. Il mare è un amico mai banale, mai monotono, sempre diverso…che non ha bisogno di spiegazioni, senza strade, senza fine, senza fermezza. Amo il mare, riesce a fare emergere ogni sensazione più profonda, ogni emozione nascosta…riesce a tirar fuori tutto ciò che sembra sommerso …e poi si sa, di fronte al mare la felicità è un concetto semplice!

Sono appena rientrata da una vacanza in Croazia, una vacanza come piace a me, molto “selvaggia”, senza orari né regole precise. Una casetta a strapiombo sugli scogli per potermi gustare il salmastro frizzante dell’ aria mattutina…perché mi piace troppo svegliarmi all’ alba e perdermi nelle onde che spumeggiano contro gli scogli per poi rientrare e preparare la colazione per tutti da fare rigorosamente fronte mare! 

Ed ecco una ricetta in tema, con tutto il sapore del mare! Mio figlio Niccolò ADORA la pasta con le vongole e quella allo scoglio, ma ogni volta che siamo fuori mi dice: “mamma, devo proprio smetterla di ordinarla al ristorante che tanto come la tua non mi piace mai!”… sarà il famoso  sapore di mamma? Chissà, comunque eccovi la mia ricetta collaudata!!! 😀

Spaghetti alla chitarra trafilati a bronzo allo scoglio

(per 4 pp.)

spaghetti alla chitarra g 300

cozze fresche g. 800

vongole veraci fresche g 500

pomodori datterini 10

aglio 2 spicchi

maizena 1 cucchiaio

curry una punta di cucchiaino

peperoncino 1 punta

prezzemolo q.b.

pepe macinato fresco q.b.

sale q.b.

olio extravergine di oliva q.b.

 

Come prima cosa pulite bene le cozze, cominciate con l’asportazione del “bisso”, la barbetta che spunta tra le due valve (e che tiene le cozze ancorate agli scogli), quindi cominciate con la raschiatura: con una spazzolina dura di saggina tenete la cozza sotto un filo di acqua corrente e sfregatela energicamente per togliere le incrostazioni, quindi se si presentano molto sabbiose, mettetele in una bacinella capiente con acqua salata per almeno un paio di ore in modo che espellano residui di sabbia ed impurità.

Sciacquate bene anche le vongole sotto acqua corrente e mettetele nella bacinella delle cozze.

A questo punto prendete un tegame ampio e mettete cozze e vengole con 3 bicchieri di acqua e uno spicchio di aglio vestito, coprite e fatele aprire (quelle che non si aprono andranno buttate!). Fate attenzione a rimanere vigili davanti al tegame perché l’ acqua uscirà fuori!

Una volta aperte spegnete e, con un panno pulito di cotone, filtrate l’ acqua di cottura e tenete da parte. Intanto lavate i datterini e tagliateli a piccoli spicchi.

Prendete una padella ampia (in cui andrete a saltare la pasta) , mettete uno spicchio di aglio vestito, il curry, il peperoncino, poco prezzemolo, poco olio e fate leggermente scaldare. Quindi aggiungete l’ acqua filtrata e il cucchiaio di maizena e girate dolcemente con un mestolo di legno per creare una sorta di cremina. Aggiungete i datterini tagliati ed eventualmente un cucchiaio di acqua calda e mescolate qualche minuto. 

A questo punto aggiungete le vongole e le cozze, un giro di olio, sale e pepe macinato fresco e una manciata di prezzemolo fresco (tritato grossolanamente) e saltare a fuoco vivace per 2-3 minuti. Quindi spegnete.

Cuocete gli spaghetti al dente, quindi saltateli direttamente nella padella con cozze e vongole per un minuto aggiungendo poca acqua di cottura della pasta, alla fine aggiungete un filo di olio a crudo e una macinata di pepe.

 

 

DOLCI

Cheesecake allo yogurt con pesche al pepe e rosmarino

Evoluzione, tutto è un’ evoluzione continua, la vita può cambiare in un momento…a volte è fonte di paura ed a volte questo pensiero infonde coraggio. La mia vita ha avuto un sacco di sterzate brusche ed io sono sempre stata incline al cambiamento ed a tuffarmi in nuove avventure. Due anni fa, ad esempio, mai avrei immaginato che questo mio angolo, il mio blog, divenisse così importante per la mia quotidianità e potesse darmi così tante soddisfazioni! I sogni talvolta prendono forma, l’ impegno costante, la passione ed il cuore portano a realizzarli …mai avrei immaginato di trovarmi ad avere tanta energia per mille progetti inerenti al blog, o di avere amiche vere con cui condividere questa passione…è tutto davvero bello <3 ! 

Questa ricetta è uscita sullo stupendo numero estivo di iFood Style insieme ad un’ altra mia proposta e ne sono davvero onorata 🙂 

Cheesecake allo yogurt con pesche al pepe e rosmarino

Ingredienti

(dosi per 4 vasetti)

120 g di biscotti secchi

50 g di burro

1 cucchiaino di rum

100 g di ricotta di mucca

300 g di yogurt greco

50 g di panna fresca

50 g di zucchero di canna

1 cucchiaino di agar agar

semini di vaniglia

per il topping:

30 g di panna fresca

70 g di cioccolato bianco

3 pesche noci

1 rametto di rosmarino

pepe nero macinato fresco

1/2 cucchiaio di zucchero di canna

1 cucchiaio di acqua

Iniziate preparando il fondo, con l’ ausilio del mixer riducete sbriciolate i biscotti. In un tegamino fate sciogliere il burro insieme al rum ed unitelo ai biscotti sbriciolati, quindi mettete un po’ di questo composto in ogni vasetto cercando di compattare e riponete in frigorifero per almeno mezz’ora.

In una ciotola amalgamate bene la ricotta assieme allo yogurt greco ed allo zucchero.

In un tegamino portate a bollore la panna con insieme l’ agar agar e i semini di vaniglia per aromatizzare, fate bollire un paio di minuti, quindi fate intiepidire. 

Aggiungete la panna al composto di ricotta e yogurt mescolando bene.

A questo punto tirate fuori i vasetti dal frigorifero e riempiteli quasi fino al bordo con questo composto, quindi riponete nuovamente in frigorifero.

Preparate il topping, portate a bollore la panna, quindi spegnete e aggiungete il cioccolato bianco avendo cura di farlo sciogliere bene, dovrà risultare una ganache senza grumi.

Lavate le pesche e tagliatele a fette, mettetele in padella con lo zucchero, l’ acqua, qualche ago di rosmarino, girare delicatamente per un paio di minuti, quindi togliere dal fuoco.

Riprendere i vasetti dal frigorifero, cospargerli con la ganache di cioccolato bianco e guarnirli con le fettine di pesca, infine spolverare con una macinata di pepe nero.

Riporre in frigorifero e far riposare almeno due ore prima di servire.

DOLCI

Sorbetto cremoso yogurt, mirtilli e basilico

The detox days start right now! … di questo post è programmata l’ uscita quando io sarò immersa nei miei reali, insperati, fatidici giorni di ferie. Che estate complessa, quanti ostacoli da saltare, rospi da ingoiare e persone negative da evitare! Ho davvero necessità di pochi giorni ma buoni di: mente completamente vuota, poche chiacchiere, momenti da assaporare con calma,  detox dal quotidiano e dal virtuale… ho bisogno di perdermi in orizzonti confortanti, in coccole familiari e in immagini da immortalare, mi auguro davvero di riuscirci <3

Intanto vi saluto (per pochissimo tempo) lasciadovi una ricettina veloce, fresca, furba e sicuramente gradita da grandi e piccini 😉  e pure gluten free!!!

Buone ferie, un abbraccio circolare a tutti voi che mi leggete, ricordatevi che sono i giorni in cui piovono le stelle cadenti, ma per vederle non si può essere distratti o guardare  lo schermo del cellulare, occorre alzare lo sguardo al cielo ! Happy august!

Sorbetto cremoso yogurt, mirtilli e basilico

Ingredienti

(per 4 pp.)

mirtilli freschi g 250

yogurt greco g 50

latte condensato (zuccherato) g. 90

whisky 1 cucchiano (facoltativo)

basilico qualche fogliolina fresca

 

Come primo step mettete in freezer il contenitore di acciaio in cui farete riposare il sorbetto con dentro 220 g di  mirtilli, lasciateli congelare 3/4 ore.

Togliete dal freezer (se avete una sorbettiera potete procedere con quella) i mirtilli, nel mixer frullateli bene insieme al latte condensato ed il whisky, quindi ponete il composto in una ciotola e aggiungete pian piano lo yogurt greco amalgamandolo bene e qualche fogliolina di basilico sminuzzata.

A questo punto riponete il composto nel contenitore di acciaio tenuto in fresco e fate riposare in freezer coperto da un foglio di alluminio per almeno 2 ore.

Guarnite con mirtilli freschi e foglioline di basilico.

(p.s. potete omettere il wisky ma la quantità è minima e irrisoria anche per i bambini, inoltre dà una nota in più oltre ad aiutare la cremosità, forse i bambini non gradiranno la nota fresca del basilico che ci sta comunque benissimo, eventualmente omettetelo! )

 

ANTIPASTI/ PRIMI PIATTI

Pappa dentro al Pomodoro

Siete già in vacanza? Siete immersi nella brezza marina o in bellissime passeggiate fra i monti? Siete in aereo diretti a lidi lontani? A volte per sentirsi in vacanza basta rilassarsi al fresco di un albero, magari immersi nella lettura di  un buon libro…basta poco per volare altrove!

“Amo gli alberi. Sono come noi. Radici per terra e testa verso il cielo” (Erri de Luca), apprezzo e stimo  le persone con i piedi ben saldi in terra ma che sanno volare alto, sognare, desiderare altro senza esserne schiave, mi piace chi disegna sempre cose nuove con nuovi colori…e nel mio piccolo anche io ho sempre cercato di esser così.  A volte sono stata ripresa da chi tiene a me perché gestisco mille progetti, sono carica di sogni e, intenta a realizzarli, in effetti a volte mi sento davvero stanca… è faticoso tenere lo sguardo fermo lontano, fisso sul prossimo obiettivo e per questo mi viene spesso suggerito di   rilassarmi, di tanto in tanto, di non “smaniare”,  ma non ne sono capace, è contro la mia natura… 

Anche la mia cucina, lo avrete notato, non ha “fermezza”, sempre intenta a sperimentare e cimentarmi in nuove ricette, nuovi accostamenti e nuovi orizzonti gustativi 😉 . Questa ricetta è un vero visual food, ho preso ispirazione dagli chef Daniele Caldarulo e Marialuisa Lovari che in un evento a Metro Academy a Firenze ci hanno deliziato con questa ricetta davvero ottima alla quale ho apportato qualche modifica per farla mia ;-)… proponetela quando avrete ospiti a cena e ne saranno estasiati! 

Pappa nel Pomodoro

Ingredienti

per la pappa

(per 6/8 persone)

 

1 kg di pomodori ramati (con il picciolo!)

350 g di Pane raffermo

1/2 cipolla rossa fresca 

1 spicchio di Aglio

1 ciuffo di Basilico

1/2 Porro                                                                                                                                              

2 foglie di alloro                                                                                                                                    

1/2 costa di sedano

5 g di agar agar                                                                                                                                  

4/5 cucchiai di olio extravergine di oliva

Sale                                                                                                                                                    

 Pepe

una punta di peperoncino

500 ml di brodo vegetale

per la glassa al pomodoro

500 g di passata di pomodoro fine

4 g di agar agar

20 g di glucosio

sale 

per la panur al basilico

150 g di crosta di pane raffermo

un cucchiaino di capperi sotto sale

20 g di basilico

olio extravergine

sale

 

Procedimento

Togliete i piccioli ai pomodori e teneteli da parte (serviranno per la guarnizione finale).
Tagliate il pane a fette togliendo la crosta ( che terrete per la panar), tagliate a cubetti, fatelo quindi tostare velocemente in una padella antiaderente leggermente unta. Mettete da parte.
Preparate il soffritto, tritate il sedano, il porro e la cipolla.
Mettete il trito dentro una casseruola capiente, assieme allo spicchio di aglio vestito ed il peperoncino con due cucchiai di olio extravergine di oliva e poco sale grosso, far soffriggere delicatamente per qualche minuto. Aggiungete quindi il basilico spezzettato e le foglie di alloro intere, girate e fate cuocere qualche istante. 

A questo punto aggiungete i pomodori freschi maturi  tagliati a tocchetti, poco sale, pepe e lasciare insaporire a fuoco vivace. 

Abbassate la fiamma,  aggiungete il pane tostato  poi coprite con il brodo e fate cuocere lentamente per almeno una mezz’ora, poi aggiungete l’ agar agar sciolto in un cucchiaio di acqua  e proseguite la cottura per 10 minuti.

Preparate quindi i vostri pomodori.
Versate la pappa al pomodoro con un cucchiaio all’ interno di fogli di velina tagliati (15x 15 cm) e chiudeteli  formando delle palline dando la forma del pomodoro, mettetele in freezer per 4 ore circa.

Preparate la panur. Tostate le croste del pane come sopra, frullatele quindi insieme ai capperi (sciacquati sotto l’ acqua), poco olio ed  il sale riducendole in  briciole.

Preparate la glassa. In un tegame portate a bollore la passata di pomodoro,  il glucosio, l’agar agar e il sale. Togliete il tegame dal fuoco e fatela raffreddare portandola a 40 C°. 

Togliete dal freezer le palline di pappa, togliete la pellicola, con l’ ausilio di uno stecchino di legno e glassate nel pomodoro, con lo shock termico la glassa aderirà perfettamente, quindi posizionate su carta da forno e far riposare, posizionando al centro i piccioli tolti precedentemente per decorare. Lasciare riposare circa un’ ora.
Impiattare servendoli adagiati sulla panur al basilico.
TRAVEL

Pistoia da scoprire! (Capitale della Cultura 2017)

Questo post era “in canna da molto”… ma quando si scrive di qualcosa a noi particolarmente caro si tende a prendere tempo, non si vuole certo sbagliare! Così  ho atteso a lungo di avere gli scatti giusti per poter raccontare la mia amata città, vivendola nel quotidiano ho sempre pensato “domani faccio due foto carine e poi scrivo un po’…” ma quel domani è sempre slittato più avanti. Adesso eccomi, adesso che siamo in zona ferie,  perché non parlare della mia Pistoia che potrebbe essere una meta carina per una gita fuori porta o weekend nella magica Toscana ?

(il  Giardino Volante di Pistoia, un bellissimo parco pubblico accessibile nel cuore della città )

Pistoia è un piccolo gioello ed è stata eletta Capitale italiana della cultura per il 2017, fondata in epoca romana ha  raggiunto il maggior sviluppo economico e demografico attorno all’ anno 1000, ma la sua stagione di rinnovamento reale e riqualificazione del tessuto urbano è avvenuta sotto la signoria medicea, con la nascita del Granducato di Toscana. Ogni vicolo del centro racconta una storia antica, è una città piacevolmente ricca di monumenti romanici e chiese rinascimentali e, fatemi essere campanilista, ha sicuramente una della piazze più suggestive di Italia! La stupenda Piazza del Duomo, centro sia del potere civile che ecclesiastico: il nostro campanile, il bellissimo Palazzo del Comune (da me frequentato quotidianamente 😉 ) , il Palazzo Pretorio, il Palazzo dei Vescovi , il Battistero di San Giovanni e la cattedrale di San Zeno… meritano tutti una visita 🙂

(Cattedrale di San Zeno)

(scorcio di Palazzo Pretorio e del Battistero dalle logge del Palazzo Comunale)

(Palazzo dei Vescovi)

Il patrono della città è San Jacopo, celebrato il 25 luglio, giorno di festa e di cucina tradizionale e succulenta (seppur poco adatta alle temperature estive 😀 ) con gli immancabili “maccheroni sulla’ anatra”  ed “i fagiolini serpenti in umido”.  Al mattino si può assistere alla  bella sfilata storica dei rioni della città: Leon d’ Oro (il mioooo! Vincitore della Giostra 2017), il Cervo Bianco, il Grifone ed il Drago, e la sera  viene allestita in piazza Duomo la pista per correre, come da tradizione,  la famosa Giostra dell’ Orso!

Altro luogo che merita assolutamente una visita è il meraviglioso Ospedale del Ceppo che risale alla fine del 1200 ed è stato il nostro ospedale cittadino fino al 2013. La bellissima facciata con il Fregio Robbiano commissionata agli artisti Benedetto Buglioni e Giovanni della Robbia è davvero una grande opera d’ arte rappresentativa delle bellezze della nostra città ed ha anche una bellissima storia 

Vi consiglio senza dubbio una visita nei giorni di mercato poiché la città si anima ed è ancora più caratteristica con  piazza del Duomo invasa dai banchi, piazza dello Spirito Santo che si trasforma in “piazza delle scarpe” e i coloratissimi banchi di frutta e verdura di Piazza della Sala…è sicuramente da vedere!

Pistoia è una città a misura d’ uomo, non è caotica e conserva austera tutta la sua “toscanità”, perdetevi fra i vicoli, scopritela poco a poco, si presta ad essere visitata anche in bicicletta, curatevi di osservare bene ogni angolo che può regalarvi piacevoli sorprese ed ottimi spunti fotografici, vi stupirà con scorci inaspettati, le sue piccole vie ed i negozietti storici…

Se poi avete fame e volete fermarvi a far merenda, a gustarvi un buon gelato o attendere l’ ora dell’ aperitivo troverete tutto ciò che cercate, specialmente nella zona attorno a Piazza della Sala ci sono un sacco di locali carini ed a buon prezzo che faranno al caso vostro! 

Vi ho convinto a farci un salto? Questa piccola città incastrata fra Firenze e Lucca è sicuramente una sorprendente novità nel panorama turistico italiano, decantata dalla storia anche per la sua architettura di città medievale è rimasta per troppo tempo fuori dal turismo di massa ma merita molto, è una perla del territorio toscano!

Informazioni pratiche:

  • Raggiungibile facilmente raggiungibile anche in treno. La rete Trenitalia lungo la linea Firenze – Lucca – Viareggio fornisce numerosi treni e tutti fermano a Pistoia, il centro cittadino si raggiunge dalla stazione ferroviaria in dieci minuti a piedi.
  • Se arrivate in auto si trova sull’ Autostrada A11 “Firenze-Mare”, vi consiglio di parcheggiare presso il Parcheggio Cellini, Parcheggio dello Stadio (nei giorni  feriali collegati con il centro dalle linee Park&Bus) o presso il parcheggio Pertini 
  • Potete arrivare anche in autobus, tramite i comodi servizi dell’ azienda BluBus
  • I giorni del mercato cittadino sono il mercoledì mattina ed il sabato mattina
  • In estate molti esercizi commerciali sono aperti il giovedì sera (agosto escluso)
  • In inverno la II  e la IV domenica del mese gli esercizi commerciali sono aperti
  • Se siete amanti della lettura non perdetevi una visita alla bella biblioteca pubblica San Giorgio
  • Se venite di sera il nostro bel campanile quest’ anno è illuminato (ognuno ha l’ Empire State Building del suo cuore! 😉  )

Vi aspetto!

(p.s. tutte le foto di questo post sono state scattate dalla sottoscritta e dal mio secondogenito Niccolò <3)

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Pancakes salati con porri e curcuma

“Todo cuadra” prima o poi. Ho sempre voluto credere che il bene, quando autentico e viscerale, ritorni e si faccia sentire forte. Ho sempre voluto credere che gira e rigira i conti tornino, che il bene vinca sul male a mani basse, come nei migliori cartoni animati…infondo è semplicemente la fine migliore che auspica ognuno di noi. Non sono mai stata vendicativa, se qualcuno mi ferisce o delude profondamente ne prendo le giuste distanze per non imbrattare i miei giorni con rabbia e livore, passata la fase di delusione mi distacco del tutto da quella persona che mi ha fatto del male e della quale ho perso completamente la stima, chiudo la porta senza arrovellarmi in chissà quale sete di vendetta, che tanto è inutile. Devo però ammettere che la vita , seppur a distanza di molto tempo, mi ha sempre “ripagata” dei mali subiti… questo perché secondo me prima o poi l’ effetto boomerang arriva, nel bene e nel male. E’ il famoso karma? Chissà …comunque è esattamente come quando si cucina, se ci metti passione e buoni ingredienti non può che uscirne un buon piatto, o no??? … “todo cuadra” alla fine 😉

Questa ricetta nasce dal voler smaltire l’ esubero della pasta madre che in estate (complice il fatto di accendere meno il forno) devo giocoforza gestire! Ed ecco una versione salata dei famosi pancakes americani 😉 !

Pancakes salati con porri e curcuma (con esubero lievito madre)

70 g di pasta madre 

170 g di farina tipo 1

150 ml latte  

1 uovo grande

1 cucchiaio di pecorino grattugiato 

1 porro piccolo

1/2 cucchiaino di erba cipollina 

1 cucchiano scarso di curcuma

2 g sale fino

pepe nero macinato fresco

olio extravergine di oliva

per farcire

mozzarella di bufala

mortadella

avocado

 

Iniziate tagliando il porro a rondelle.

In una terrina fate sciogliere il lievito madre nel latte tiepido, quindi aggiungete al farina, poi l’ uovo e lavorate bene con le fruste elettriche, infine aggiungete le spezie, il sale ed il pecorino  ed impastate molto bene  finché l’ impasto risulti privo di grumi. Coprite e lasciate lievitare un paio di ore.

Riponete in frigorifero tutta la notte. La mattina seguente tirate fuori la ciotola dal frigo, aggiungete il porro a rondelle e lasciate nuovamente lievitare a temperatura ambiente per almeno un paio di ore.

Cuocete i vostri pancakes in una padella antiaderente unta di olio extravergine di oliva, disponete l’ impasto a cucchiaiate e girate per cuocere da entrambi i lati.

Guarniteli da caldi come preferite, io li ho farciti da caldi con mozzarella di bufala, mortadella e cubetti di avocado. 

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Focaccia al rosmarino ad alta idratazione

Mi hanno sempre fatto notare quanto la mia immagine vada a cozzare con il mio amore per la cucina, sono sempre stata esile e minuta  e sono spesso vestita di tutto punto (in realtà solo quando vado in ufficio o ad eventi! ), così nessuno mi immagina trafelata in mezzo ad impasti e fornelli… eppure, come mi ha sempre descritto un caro amico sono “una tipa tacchi e pollaio”,  ed è davvero così! Mi sento a mio agio vestita a “modo” ma ancor di più nel mio regno, la mia cucina, in mezzo a pentole e padelle e ancor di più con le mani in pasta, è questo il mio vero habitat.

Mi piace sperimentare, ingegnarmi, imparare cose nuove e soprattutto migliorarmi sempre… i lievitati mi hanno sempre appassionato, ho sempre sfornato torte, pane e focacce in quantità, ma il mondo della panificazione e dei lievitati richiede una formazione continua, uno studio preciso sulle tecniche e le farine… 

Ho una cara amica blogger che è molto ferrata sui lievitati, la cara Stefania, con la quale mi piace confrontarmi e che mi dà ottimi consigli sulla panificazione ! Così mi sono cimentata in questa focaccia (o schiacciata, come si chiama nella mia zona) ad alta idratazione, soffice, ben lievitata e perfetta  per essere farcita! Una vera bontà! 😉 

 

Focaccia ad alta idratazione

300 g di farina tipo 0

200 g di farina tipo 1

65 g di pasta madre solida (rinfrescata e attiva)

370 g di acqua

3 cucchiai di olio extravergine di oliva

8 g di zucchero di canna

8 g di sale fino

per spennellare e guarnire:

2 cucchiai di olio

2 cucchiai di acqua

sale grosso macinato

rosmarino fresco

Iniziate al mattino (si potrebbe impastare anche la sera precedente e mettere in frigo tutta la notte, io preferisco far tutto in giornata), in estate non occorre molto presto, in inverno dovrete partire prima in quanto le temperature più basse fanno lievitare più lentamente.

In una ciotola capiente sciogliete ben la pasta madre nell’ acqua, aggiungete lo zucchero e metà del peso totale della farina, amalgamate bene e coprite la ciotola con una velina, far riposare per 30 minuti.

Trascorso il tempo di riposo aggiungete la restante farina, il sale , l’olio e sbattete bene l’ impasto per amalgamarlo al meglio. Iniziate quindi a fare una sorta di pieghe nella ciotola, prendendo un lembo di impasto e piegandolo verso il centro (l ‘ impasto sarà un po’ colloso, non preoccupatevi prenderà consistenza). Copritelo di nuovo con la velina e lasciatelo riposare per 30 minuti, quindi ripetete questo procedimento per tre volte. Lasciate riposare 2 ore coperto.

Adesso vedrete che l’ impasto acquista omogeneità e sarà più gestibile, fate nuovamente le pieghe, far nuovamente riposare 2 ore coperto.

Dovrete continuare a fare le pieghe finché non si formeranno nell’ impasto delle bolle di lievitazione  (in estate non occorreranno molte ore, io essendo molto caldo ho iniziato ad impastare alle 11 del mattino ed alle 18.30 ho infornato).

Ricoprite la leccarda del forno con carta forno ben oliata, prendete quindi delicatamente l’impasto e ribaltatelo nella teglia allargandolo bene con le mani affondando per formare i classichi buchi, quindi spennellare con metà della salamoia di olio, acqua e sale e cospargere di rosmarino. Lasciare lievitare nuovamente un’ ora.

Cuocere la focaccia in forno caldo e ventilato a 250° per circa 15 minuti, terminata la cottura spennellarla con la salamoia rimasta ed eventualmente guarnire con altro rosmarino fresco.

 

DOLCI

Torta golosa senza cottura

Cose che mi piacciono della domenica a casa: la luce che filtra dalla finestra di camera, un tavolino di legno in mezzo ai fiori sul quale fare colazione lentamente, cucinare senza fretta, le risate dei miei figli nell’ altra stanza, la musica mentre spolvero casa, un libro accanto ad un tè, il consorte che mi chiede cosa si mangia di buono, il traffico lento in lontananza…Cose che non mi piacciono  della domenica a casa: la domenica stessa che è già preludio del lunedì! La domenica è un giorno con il quale ho sempre fatto un po’ a botte :-D, quando ero bambina era un giorno carico di aspettative che perlopiù venivano tradite. Però c’ era il dolce, che buono il “dolce della domenica”! Leggendo una ricetta dell’ amica blogger Annarita che racconta di questa torta che le preparava la nonna nei giorni importanti, mi è tornata in mente una torta che faceva la nonna di una amica quando ero piccola, così ho preso spunto dalla sua ricetta ed ho provato a ricrearla…! 

Si tratta di una torta golosissima che non ha bisogno di forno e fornelli, perfetta per la stagione estiva! Ho scelto panna e mascarpone senza lattosio per alleggerirla un po’.Piacerà a grandi e piccini 😉

Torta golosa senza cottura

(dosi per un cerchio da 20 cm di diametro)

  • 350 g biscotti secchi tipo Petit
  • 250 ml panna fresca senza lattosio
  • 250 g mascarpone senza lattosio 
  • 100 g di crema alla nocciola + altra da spalmare
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo
  • caffè d’ orzo 
  • cacao amaro

In una ciotola capiente unite 180 ml dal totale della panna, meglio se fredda di frigo, il mascarpone e la crema alla nocciola spalmabile; lavorate bene con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto liscio e cremoso.

Prendete i biscotti e cospargetene uno con un velo sottile di crema di nocciola, quindi aggiungete in modo uniforme un cucchiaino di crema al mascarpone e chiudete con un altro biscotto. Continuate fino ad esaurimento di  tutti i biscotti. 

Foderate quindi un vassoio tondo con carta da forno su cui avrete appoggiato l’ anello di acciaio di 20 cm dentro al quale andrete a compattare in dolce. Bagnate ogni  biscotto farcito con un po’ di orzo freddo non zuccherato.

Iniziate quindi a riempire lo stampo con i biscotti farciti partendo dalle pareti, sistemandoli in orizzontale e continuate fino a completare l’intero stampo. Per ogni giro di biscotti stendere un po’ di crema al mascarpone e proseguire con un altro giro di biscotti, in modo che tutti gli strati siano uniti. Una volta terminato mettete lo in frigorifero a riposare.

Montate a questo punto i 70 ml di  panna restante , sempre fredda di frigo, una volta montata aggiungete un cucchiaio di zucchero a velo e montate ancora qualche secondo; recuperate lo il vassoio dal frigorifero e  versatela, livellandola più uniformemente possibile  sui biscotti. 

A questo punto la torta è finita, spolverate con abbondante cacao amaro (io per decorarla ho spolverato con il cacao amaro usando uno stencil da torte).

Fate riposare la torta in frigo almeno 4 ore, quindi togliete il cerchio e gustatevela!

CONSIGLIA Risotto al salto